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Affini, motore al massimo: «Alla Vuelta da protagonista»

Il corridore di Buscoldo è a Utrecht, il 19 agosto la cronosquadre che inaugura la corsa. «Cercheremo la maglia rossa con Roglic, io proverò a ritagliarmi uno spazio»

Andrea Gabbi
2 minuti di lettura

UTRECHT (Olanda). Si chiama Vuelta a Espana, ma partirà molto lontano dal sole di Madrid. Si comincia da Utrecht, nel bel mezzo dei Paesi Bassi. La seconda casa di Edoardo Affini: la sua squadra, la Jumbo-Visma, è olandese. La sua crescita sportiva è avvenuta in una squadra olandese, la Seg. La sua fidanzata è olandese. Più o meno sarà come correre nel giardino di casa a Buscoldo, almeno per quanto riguarda i primi tre giorni.

Si parte domani con una cronosquadre. Occasione ghiotta per chi come lui è abituato a correre contro le lancette: «Sarà un inizio diverso dal solito – afferma dal ritiro di Utrecht dopo una sessione di massaggio – perché c’è questa cronometro a squadre in cui tutti cercheranno di ottenere il meglio. Sono 23 km, non ci saranno grandi distacchi ma servirà gamba. Chiaramente noi abbiamo un team rivolto proprio a questo tipo di corse. Inoltre giochiamo in casa e vogliamo fare bene». Tradotto, maglia rossa al primo tentativo. Anche perché i gialloneri devono difendere il titolo dello scorso anno targato Primoz Roglic. Il campione sloveno arriva da un periodo nero e cercherà la condizione cammin facendo. Affini sarà uno dei suoi gregari di fiducia: «Ho corso con lui solo alla Sanremo di quest’anno – ricorda Edoardo – e quindi sarà bello dare tutto per un campione del genere. Sta bene, ha recuperato. Chiaramente non è al top, la speranza è che cresca di condizione con il passare delle giornate». Quando cioè la corsa arriverà in Spagna, dove le salite non mancheranno. Intervallate da una crono interessante in quel di Alicante: «Sì, potrebbe essere un bell’obiettivo personale – ammette Affini – ma ci sono tanti specialisti da battere. E alcuni li ho in casa visto che in Jumbo ci sono Dennis, lo stesso Roglic e Gesink».

Per Affini sarà il quarto gran Tour in carriera. Il primo extra Giro d’Italia: «Sto bene, ho riacceso il motore con la Vuelta Burgos. L’obiettivo è quello di sempre: essere al servizio della squadra provando a ritagliarmi uno spazio a livello personale se ci sarà l’occasione. Ok le cronometro, ma anche alcune tappe potrebbero diventare terreno di caccia per un attacco da lontano. Vedremo».

E pensare che la Vuelta doveva essere la prima grande esperienza tra i professionisti per il corridore di Buscoldo. Era il 2020, maglia Mitchelton-Scott. Poi arrivò il Covid che fece cambiare tutti i piani fino alla partecipazione in extremis al Giro d’Italia di ottobre. Ora rieccola la Vuelta, corsa che negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante recuperando il gap con il Giro d’Italia in termini di prestigio e spettacolo. Ci sarà da divertirsi nelle 21 tappe in programma. Il gran finale domenica 11 settembre a Madrid.

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