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Ruiz: «Viadana è speciale, qui per la passione dei tifosi»

Rugby Top 10. L’argentino ha origini friulane e si è subito integrato: «Eccessiva la mia squalifica. Non guardiamo la classifica ma con le Fiamme Oro serve un’intensità diversa»

ALESSANDRO SORAGNA
1 minuto di lettura

Riprende il viaggio per conoscere i giocatori argentini del Rugby Viadana, le cui origini affondano in città e storie italiane. Così quasi per tutti. 

È il caso di un muratore di Pordenone che costruiva palazzi dal nome di Eugenio Corazza, che partì dopo la Seconda guerra mondiale per un’avventura nel nuovo continente insieme alla moglie Vita Adagna, di professione sarta. Erano i nonni materni di Federico Ruiz, seconda e terza linea del Rugby Viadana con un passato di un anno al Petrarca Padova, dove è stato visto da Ulises Gamboa che lo ha voluto in giallonero e messo sotto contratto per due anni.

«La mia squalifica? Ho preso quattro settimane per un placcaggio che non era pericoloso e credo che la squalifica fosse eccessiva mentre il cartellino giallo di domenica è il primo che prendo da quando sono in Italia».

Ruiz si è dimostrato da subito un giocatore “da Viadana”, con grande intensità e voglia di fornire il proprio contributo alla squadra. «La fama di Viadana e dei viadanesi, ma soprattutto della passione che la gente ha nei confronti della squadra, è uno dei motivi per cui sono qui. Ho incontrato un tifoso sotto casa – continua Ruiz – che mi ha fatto vedere con orgoglio il suo abbonamento stagionale e questo attaccamento è una cosa davvero grande, l’amore delle persone nei nostri confronti rende Viadana diversa, speciale».

Proprio in città, così come in via Learco Guerra, è stato accarezzato, seppure per breve tempo, il sogno di guardare tutti dall’alto dopo il tris vincente, ma dopo le tre sconfitte si pensa pragmaticamente al lavoro da fare con i piedi saldamente ancorati al terreno.

«Nessuno di noi guarda la classifica – commenta l'argentino – perché il mantra che continuiamo a sentire è “lavorare per costruire”. Ma è ovvio che poi una partita persa così induca a riflessioni. Con Colorno – chiosa Ruiz – siamo scesi in campo con ben altra intensità rispetto al match con Calvisano, ma è inutile continuare a guardare indietro, ora stiamo preparando la trasferta con le Fiamme Oro e le nostre energie devono essere canalizzate a quella partita».

L'ambientamento a Viadana è stato pressoché immediato e coach Urdaneta lo conosceva di fama anche se non direttamente. «Sì, mi sono trovato bene da subito anche perché ho ritrovato alcuni compagni che giocavano con me nelle selezioni giovanili argentine (Pumitas, ndr)».

Ruiz ha fino a questo momento partecipato attivamente, oltre che nel gioco, al computo complessivo delle mete con due marcature messe a segno, la prima con il Cus Torino e la seconda domenica scorsa.

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