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Audizione in Commissione Cultura: il termine slitta di sette giorni

Abodi gela le società di serie A «No alla rateizzazione delle tasse»

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il caso

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Dalla riforma ai rapporti tra Coni e Sport e Salute, passando per la scuola, il Pnrr, le infrastrutture, le richieste del mondo del calcio. A poco più di un mese dalla sua nomina a ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi ha presentato alla Commissione Cultura le linee programmatiche del suo dicastero per i prossimi 5 anni e ha parlato di tutto, lasciandosi per ultimo il tema legato alla richiesta della Serie A di una proroga per pagare i 500 milioni di Irpef sospesi negli anni scorsi a causa del Covid. Una richiesta che non trova accoglienza da parte del Governo, perché «il calcio non è un mondo a parte, la posizione che abbiamo assunto è nota: non c’è alcuna rateizzazione sul tema, ma solo un differimento tecnico dei termini dal 16 al 22 dicembre» ha spiegato Abodi. «Rispettiamo le richieste di alcune società che ne avevano bisogno – ha continuato il ministro – Ma quelle stesse società hanno avuto il tempo di potersi attrezzare creando le necessarie riserve per adempiere nei confronti dell’erario». Insomma, la volontà del Governo è quella che le società di Serie A si prendano le medesime responsabilità che il resto delle imprese già si assumono. Sull’argomento, martedì si era espresso il presidente della Lega di serie A, Lorenzo Casini: «La rateizzazione degli adempimenti fiscali è già prevista dalla legge dello Stato, qui il tema è se pagare o no una sanzione oltre a rateizzare. Ho già scritto a Gravina che c’è la massima disponibilità al fatto che, nel caso in cui si possa accedere a forme agevolate di rateizzazione, ai club non sia consentito avere un mercato invernale a saldo negativo».

Diverso, invece, il discorso sul tema del vincolo e del lavoro sportivo che da Abodi vengono definiti «principi irrinunciabili», ma per i quali si riserva «qualche ora di riflessione sul differimento tecnico di entrata in vigore delle norme». Un programma, quello del ministro, che ha poi anche altre urgenze e priorità come l’ingresso in Costituzione dello sport che si auspica «arrivi in tempi brevi». Poi ha già annunciato il ripristino dei Giochi della Gioventù a cominciare dal prossimo anno scolastico (2023-24) e sempre nelle scuole l’altra battaglia sarà quella di estendere gli insegnanti di scienze motorie a tutti e cinque gli anni della primaria. Altra questione quella legata infrastrutture perché in Italia «l’80% degli impianti sportivi non è efficientato» ha spiegato e la speranza è che già con i Giochi di Milano-Cortina «si lascerà un’eredità importante al Paese in questo senso». Oltre due ore di Commissione in cui Abodi si è soffermato sui rapporti tra Coni e Cip «affinché ci sia un contatto sempre più stretto e che prima o poi si arrivi a una sintesi in una logica integrata tra normodotati e diversamente disabili». Tra il Coni e Sport e Salute, invece, c’è il problema della duplicazione delle strutture. Abodi lo vuole risolvere e prova a rilanciare «provando a riunire due entità, l’Istituto di medicina dello sport e la scuola dello sport, che hanno una natura pubblica». Ogni punto con un unico scopo: quello di migliorare la qualità della vita delle persone.

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