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Il Mantova in una C che va verso una rivoluzione epocale

Il 15 assemblea dei club per votare la riforma del campionato, l’Acm tentata dal sì: ecco come funzionerebbe

Massimo Biribanti
2 minuti di lettura

MANTOVA. L’assemblea delle società di Lega Pro in programma fra meno di una settimana (giovedì 15 dicembre) potrebbe dare il via a una riforma che rivoluzionerebbe il campionato di serie C già a partire dalla prossima stagione. Con alla base l’idea di “avvicinare i giovani, riempire gli stadi e incrementare, l’audience televisiva” la Lega Pro ha infatti messo sul tavolo un progetto che mira a “rendere decisive le partite di regular season che a oggi non sono attrattive”.

Sulla nuova formula, che potrebbe incontrare il favore della maggioranza dei club di C, il Mantova non ha espresso una posizione ufficiale ma Viale Te sembra più incline a un sì che a un no. Se l’assemblea delle società darà l’ok, la Lega Pro porterà poi la proposta in Consiglio federale. Proposta che prevede un mini-campionato iniziale a 10 squadre, altri due tornei con altrettante formazioni, poi playoff, playout e una fase finale per decidere le 4 promozioni in B.

Andiamo con ordine. Inizialmente verrebbe giocato un campionato a 10 squadre (6 gironi formati per vicinanza territoriale e tenendo conto dei derby). Le prime 5 classificate accederebbero alla poule promozione, le altre 5 alla poule retrocessione.

Da qui si giocherebbero altri sei gironi (tre per la promozione e tre per la retrocessione) a 10 squadre, sempre con gare di andata e ritorno.

Nella poule promozione, le prime tre classificate di ogni girone andrebbero direttamente alla fase finale per la promozione in B, alla quale accederebbero poi la vincitrice della Coppa Italia e altre 6 squadre attraverso i playoff.

Playoff a cui parteciperebbero le 21 squadre classificatesi dal 4° al 10° posto della poule promozione più le prime e seconde classificate di ogni girone della poule retrocessione. Spareggi dunque a 27 squadre suddivisi su tre turni, tutti da giocare in gara unica in casa delle squadre meglio classificate in campionato.

Al termine di questi playoff (16 squadre al primo turno, 14 al secondo e 12 al terzo), sei formazioni approderebbero alla fase finale, come detto insieme alla vincitrice della Coppa Italia e alle prime, seconde e terze classificate dei gironi di poule promozione. Queste 16 squadre giocherebbero così 8 semifinali e 4 finali per conquistare le quattro promozioni in serie B.

Per quanto concerne la poule retrocessione, poi, le prime e seconde classificate accederebbero ai playoff, le ultime retrocederebbero direttamente in serie D. Le altre sei retrocessioni verrebbero decise dai playout fra le formazioni classificate dal sesto al nono posto di ogni girone.

In sostanza, ogni squadra di serie C con questa formula giocherebbe almeno 36 partite (18 fra andata e ritorno del girone iniziale e altrettante partecipando a poule promozione o poule retrocessione). Quasi tutte le squadre (escluse soltanto le terze, quarte, quinte e ultime classificate della poule retrocessione) verrebbero poi coinvolte nei playoff, nei playout o nella fase finale per la promozione in B. Ma sparirebbe il concetto di promozione diretta ottenuta vincendo un campionato.

Il tutto è più complesso da spiegare a tavolino che da applicare nel concreto, ma si tratterebbe di una vera rivoluzione. L’intenzione della Lega Pro e del presidente Ghirelli è quella di applicarla fin dal prossimo campionato ma questa riforma potrebbe incrociarsi anche con quella dei campionati che il presidente Figc Gravina aveva annunciato di voler realizzare entro l’anno. E che dovrebbe prevedere una C elite a 20 squadre (con sole tre promozioni in B), seguita da una C semiprofessionistica.

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