Riparte la sfida Apple-Android. A tutto smartwatch

Breve viaggio tra i modelli di smartwatch che affollano un mercato ancora lontano da decollare. Al quale proprio l'arrivo dell'ultimo gioiello della Mela potrebbe dare una scossa. Vediamo come

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IL DISPOSITIVO hi-tech più inutile in circolazione, almeno fino a ieri. Sul mondo degli smartwatch, gli orologi intelligenti, potrebbe finalmente splendere il sole. Grazie a Tim Cook e compagni, che a San Francisco hanno presentato i loro Watch con prezzi a partire da 349 dollari per superare i 18 mila. Tanti soldi, soprattutto considerando quel che offre la concorrenza. Gli smartwatch, in chiave contemporanea, sono una invenzione della startup californiana Pebble che nel 2012 raccolse oltre 10 milioni di dollari su Kickstarter. E che ora, sempre sul sito di crowdfunding, ne sta raccogliendo 17 di milioni per il nuovo modello con display a colori chiamato Time. In uscita quest'estate a partire da 199 dollari, ma acquistabile fin da ora, promette un'autonomia delle batterie di una settimana avendo dalla sua un parco di oltre seimila app. E' l'unica storia di successo di questa particolare categoria di apparecchi tecnologici, perché per il resto si tratta di un autentico flop. Un flop che in genere viene imputato alla piattaforma Android Wear, quella più usata dai grandi produttori di smartphone. Secondo l'istituto di analisi Canalys i negozianti ne hanno ordinati appena 720 mila nel corso del 2014. Su totale di 4,6 milioni di bracciali smart, che comprendono anche quelli più semplici per il fitness, arrivati sugli scaffali sempre nel corso dell'anno passato. Con la scesa in campo della Apple le cose potrebbero cambiare, riponendo l'usuale conflitto con Android visto nel campo dei telefoni. Ma non è affatto detto che le quote di mercato saranno le stesse né che gli indipendenti come Pebble giocheranno un ruolo marginale.    
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Android Wear
I modelli migliori, o quantomeno quelli di maggior successo (relativo), sono stati il Moto 360 e G Watch R di Lg, da poco rimpiazzato con i due Watch Urbane appena presentati a Mobile World Congress di Barcellona. Uno dei quali è il primo al mondo ad avere la connessione 4G. Il design è più raffinato rispetto alle generazioni precedenti, malgrado lo spessore e la durata delle batterie siano ancora un problema. Tutti questi orologi hanno in realtà poco di intelligente in senso stretto: in vendita a partire da circa 200 euro, sono di fatto uno schermo addizionale dello smartphone dal quale arrivano le notifiche che vanno dagli sms, alle chiamate fino agli appuntamenti della giornata. Oltre all'ora esatta e al poter cambiare l'aspetto del quadrante a piacere, si gestiscono parzialmente con dei comandi vocali che però non sempre vengono recepiti correttamente. Ma soprattutto percepiscono il battito cardiaco. Il controllo accurato e costante del battito è l'unica vera funzione che i telefoni non hanno e non possono rimpiazzare grazie ad una app.
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I modelli
Da marzo del 2014, quando i modelli di Motorola e Lg a schermo tondo vennero svelati, l'attenzione per i design è cresciuta. E a Barcellona diversi produttori hanno puntato sul quadrante circolare e sulla scelta di materiali nobili. Basta dare un'occhiata allo Huawei Watch, all'Asus Zenwatch, al Samsung Gear S (con connessione 3g e gps) o al Sony Smartwatch 3 (con gps ma senza sensore per il battito cardiaco) per rendersene conto. Ma anche allo SmartWatch di Oppo, appena svelato. Un effetto, preventivo, dell'arrivo di Apple reso ufficiale da giugno 2014. Si sa infatti che si tratta di una casa che punta tutto sul design e sull'attenzione ai dettagli e in ultima analisi che si sta spostando nel campo del lusso con tutto quello che ne consegue.
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App e funzioni Android
Oggi ci sono circa sessanta app per la piattaforma Android Wear su Google Play. Molte servono per avere una scelta maggiore di quadranti, altre per avere news (c'è quella di Le Monde ad esempio), poi c'è Uber e WhatsApp e tante app dedicate alle previsioni meteo fra le quali la più riuscita è probabilmente IstaWeather. Ma nessuna di queste è fondamentale e su schermi così minuti consultare le mail o fare qualsiasi altra cosa è un po' faticoso. E visto che il contapassi di questi orologi è inaffidabile, li deducono dal movimento del braccio e quindi sbagliano, e che le notifiche di sms e chiamate si hanno lo stesso semplicemente estraendo il telefono dalla tasca, l'unica funzione interessante è appunto il controllo del battito cardiaco. Con relative statistiche grazie al controllo continuo nel tempo.

La (contro)proposta di Apple
Da Cupertino non promettono di fare molto di più, ma di farlo meglio. La durata delle batteria del Watch è sempre limitata, 18 ore sono ancora troppo poche, e sullo spessore dell'orologio bisogna lavorare parecchio. Ma l'ecosistema della mela, i suoi servizi e le sue app, è imbattibile. Con buona pace di Google. Non si tratta di quantità ma di qualità e da questo punto di vista quel che gira su iPhone e iPad è inarrivabile per gli altri. Non parliamo di quelle dieci o venti app che tutti hanno, da Facebook a WhatsApp, ma della produzione media che è di livello nettamente superiore. Che questo porti il Watch ad essere un apparecchio del quale tutti avremo bisogno ne passa, ma si partirà probabilmente da una base di servizi discreta fin dall'inizio.   

Wii Fit da polso
Sms, mail, notifiche dai social network, ma anche poter rispondere alle chiamate ed inviare disegni o il proprio battito (bonus) grazie alla funzione Digital Touch.. E poi pagare la spesa grazie ad Apple Pay o visualizzare la carta di imbarco. La parte dedicata alla salute sembra quella più sviluppata, forse perché il percepire il battito cardiaco è la funzione chiave degli orologi 2.0. Di qui una serie di app per stimolare l'attività fisica sul modello di Wii Fit, ma stavolta ben più accurata. L'orologio traccia le nostre attività anche in ufficio, segnalando quante pause abbiamo fatto e quanto ci siamo mossi durante la giornata. Sperando che lo faccia con più precisione dei contapassi visti su altri modelli. L'accelerometro, il cardiofrequenzimetro e il gps dovrebbero offrire qualche garanzia in tal senso.

Le app
Stando alla Apple la comunità di sviluppatori "più vivaci e innovativi al mondo" sta dando vita da "esperienze rivoluzionarie appositamente studiate per Apple Watch". Non bisogna dubitarne: con i risultati finanziari della multinazionale della mela, cercare di salire su ogni suo treno è diventato un obbligo: titolo in Borsa che è volato negli ultimi mesi, capitalizzazione che ha superato il tetto dei 700 miliardi o oltre 700 milioni di iPhone venduti. Con l'iPhone 6, il meno originale di tutti, in testa alla classifica. Sul Watch vedremo quindi Uber, Instagram, Shazam, Twitter, WeChat e chissà cos'altro ancora. Nulla, da quel che si sa, che un telefono non sappia già fare. Ma un paio di funzioni mostrate da Cook e compagni sembrano promettenti. Vedremo. Vedremo come andranno i pre ordini a partire dal 24 aprile. Solo allora capiremo se per gli smartwatch c'è davvero ancora speranza.