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Google ancora più verde: userà solo energia pulita entro il 2030

Climate Change, l’annuncio di Mountain View: “Aiuteremo 500 città del mondo a ridurre l’inquinamento”

2 minuti di lettura
(reuters)


Quella del cambiamento climatico e del riscaldamento globale è un’emergenza non più rinviabile, come nel 2019 hanno dimostrato i disastri legati all’ambiente, che hanno provocato la morte di migliaia di persone e milioni di animali e a inizio settembre ha ribadito un report di alcune agenzie legate all’Onu.

E’ una questione di cui si stanno occupando, o di cui vogliono occuparsi sempre di più, anche i grandi colossi della tecnologia: Microsoft ha annunciato a gennaio che vuole diventare "carbon negative" entro il 2030; a luglio Apple ha fatto sapere che sarà neutrale in termini di emissioni di carbonio in tutta la sua intera catena di approvvigionamento e produzione entro il 2030. Amazon invece ha fissato l'obiettivo 'carbon neutral' per il 2040. E’ di oggi, poi, un importante annuncio di Google sul tema. Con un post sul blog ufficiale della compagnia, l’amministratore delegato, Sundar Pichai, ha anticipato che
- «entro il 2030 ci impegniamo a operare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza emissioni di carbonio»;
- «renderemo disponibili 5 gigawatt di energia pulita, aiutando 500 città a ridurre le emissioni di carbonio e 1 miliardo di persone a fare scelte sostenibili»;

Il piano di Google: il dettaglio dei progetti
Sul primo punto, il più difficile, Pichai ha chiarito che «il primo passo sarà l’utilizzo di sola energia “carbon-free” in tutti i nostri data center e campus nel mondo»: le strutture sono quelle che «alimentano i prodotti e i servizi cui le persone si affidano ogni giorno», dunque «ogni mail inviata su Gmail, ogni ricerca, ogni video visto su YouTube e ogni ricerca su Maps per trovare il percorso migliore utilizzeranno energia pulita in qualunque ora di qualunque giorno». E, in molti Paesi europei, si inquinerà meno anche cercando i voli che generano le minori emissioni di carbonio su Google Flights.

L’Ad di Google ha anche ricordato che «già oggi abbiamo eliminato completamente la nostra impronta di carbonio storica (quella sino ad adesso, ndr), attraverso l’acquisto di “compensazioni”: questo significa che l’impronta di carbonio dell’intera vita di Google è ora pari a zero». «La sostenibilità – prosegue Pichai – è stata un valore fondamentale per noi da quando Larry e Sergei hanno fondato Google vent'anni fa. Nel 2007 siamo stati la prima grande azienda a raggiungere la neutralità del carbonio. Siamo stati anche la prima grande azienda ad abbinare il nostro consumo di energia con alternative rinnovabili al 100%, nel 2017. Il nostro cloud globale è il più pulito del settore e siamo il più grande acquirente aziendale di energie rinnovabili al mondo». Già, perché anche il cloud inquina

Quanto alle città, che «creano il 70% delle emissioni a livello globale», il piano Environmental Insights Explorer di Google ne aiuta già oltre 100 a tracciare e ridurre le emissioni di edifici e mezzi di trasporto e a massimizzare il loro utilizzo di energia rinnovabile: «Vogliamo estendere questo strumento a 3mila località a livello globale» e appunto «ci impegniamo anche ad aiutare oltre 500 città e governi locali a ridurre le emissioni di carbonio per un totale di 1 gigaton l’anno entro il 2030 (più o meno l’equivalente delle emissioni di carbonio di un Paese come il Giappone, ndr)».

Il piano di Big G è sicuramente ambizioso e dovrà essere messo alla prova dei fatti, ma è un primo, importante passo all’inizio di un decennio che potrebbe essere determinante per la Terra, soprattutto per alcune parti di essa. E pure per la vita umana e animale.