“Le Tesla ci spiano”: la Cina limita l’uso delle auto elettriche americane per funzionari e militari

Sotto accusa telecamere e sensori usati per la guida assistita: potrebbero riprendere e trasmettere informazioni riservate. Ma il Ceo Elon Musk obietta: “Se fosse così ci avrebbero già fatto chiudere”

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(afp)

Chi guida una Tesla non può entrare nei complessi militari cinesi: così ha deciso la Repubblica Popolare, lasciando intendere che le telecamere installate sui veicoli potrebbero riprendere immagini riservate. In qualche modo, la mossa replica, capovolte, le accuse di Washington contro la società di telecomunicazioni cinese Huawei, bandita dal territorio americano in nome della sicurezza nazionale. E c’è una certa ironia nel fatto che le restrizioni siano emerse proprio in occasione di un incontro che alti funzionari cinesi e statunitensi hanno tenuto in Alaska, il primo da quando il presidente americano Joe Biden è entrato in carica. 

Divieto di accesso
Secondo Reuters, la direttiva diramata questa settimana consiglia ai proprietari di Tesla di parcheggiare le loro auto fuori dagli spazi riservati ai militari. Il Wall Street Journal segnala anche che il governo cinese, dopo un’approfondita analisi sui dati, sta scoraggiando l'uso delle vetture elettriche americane da parte del personale militare, delle imprese statali operanti in settori sensibili e delle agenzie più importanti. Non è chiaro se la misura è immediatamente operativa, ma per Tesla oltre che un danno di immagine è anche un problema economico: l’azienda di Elon Musk ha venduto 147.445 auto in Cina l'anno scorso, pari al 30% delle sue consegne globali, e nel 2019 ha aperto una fabbrica a Shanghai con il sostegno del governo. Le berline Model 3 di Tesla sono state il veicolo elettrico più venduto nella Repubblica Popolare, e solo di recente hanno ceduto il passo a modelli di produttori locali come Nio e Geely. Ieri le azioni di Tesla hanno chiuso in rialzo dello 0,3% dopo un calo arrivato fino al 4,4% durante gli scambi. 

Gli occhi della macchina
Quasi tutte le case automobilistiche hanno dotato i loro veicoli di telecamere e sensori, per il parcheggio, il cambio di corsia, la lettura automatica dei segnali stradali, l'identificazione dei pedoni. La Model 3 e la Model Y di Tesla hanno anche telecamere nello specchietto retrovisore per la sicurezza del conducente, ma sono di norma disabilitate. Non siamo ancora arrivati alla guida intelligente, ma già è emerso il tema delicato del controllo di queste informazioni, una nuova sfida per l'industria e i legislatori di tutto il mondo. L'amministratore delegato Elon Musk ha spesso parlato del valore dei dati che i veicoli Tesla catturano e che possono essere utilizzati per sviluppare la guida autonoma.

Dalla Cina giunge intanto la notizia di un incontro tra un'agenzia governativa e i rappresentanti di Tesla, ma pare che gli argomenti della discussione siano stati altri: segnalazioni di incendi alle batterie, accelerazioni impreviste e difficoltà negli aggiornamenti software.

Più fiducia
Ospite virtuale del China Development Forum, un incontro economico globale organizzato dal governo, Musk ha osservato: “C'è un motivo fondamentale che ci spinge a essere molto attenti con qualsiasi informazione raccolta dalle nostre vetture: se Tesla usasse le sue auto per spiare in Cina o in qualsiasi altro luogo, ci farebbero chiudere ovunque". Musk ha anche detto che è stata una fortuna che TikTok di ByteDance non sia stata chiusa negli Stati Uniti, anche se c'erano timori che la Cina stesse spiando tramite la popolare app di video clip cinese. "Ovviamente, su TikTok, le persone per lo più fanno solo balli stupidi", ha osservato. "Quindi, non sono sicuro che ci sia qualcosa da imparare. In generale, penso che valga la pena pensarci, anche se ci fosse lo spionaggio, cosa imparerebbe l'altro Paese e sarebbe davvero importante? Nella stragrande maggioranza dei casi non importa affatto". “Serve - ha concluso il Ceo di Tesla - più fiducia reciproca tra le due maggiori economie del mondo”.