La prova: smart speaker Sonos Roam

Piccolo, robusto, ben suonante: il nuovo arrivato dell’azienda americana entra in un mercato dominato da nomi come Bose, JBL e Logitech, ma ha alcune caratteristiche che lo distinguono dai concorrenti   

4 minuti di lettura

Roam è il più piccolo degli altoparlandi Sonos: misura 168 x 62 x 60 mm e pesa 430 grammi

 

Roam è il secondo speaker Sonos dotato di Bluetooth, ed è il secondo alimentato a batteria. Per l’azienda americana, che ha sempre puntato sul wifi per i propri dispositivi, Bluetooth dunque equivale a mobilità. Ma se il Move era trasportabile e indicato semmai per il giardino o il bordo piscina, il Roam, presentato qualche settimana fa, è davvero portatile. Per il prezzo, le dimensioni, e perfino per l’aspetto, entra in un settore molto ampio e agguerrito, con nomi come Bose, JBL, Logitech che detengono una parte molto ampia del mercato.

Il Sonos Roam funziona anche in verticale

 

Com’è fatto
Il Roam misura 168 x 62 x 60 mm e pesa 430 grammi; il design non si può definire particolarmente innovativo, però la sezione triangolare del Roam è già una piccola novità rispetto ai soliti parallelepipedi o cilindri. Un prisma con i bordi molto arrotondati, omogeneo nel colore (bianco-grigiastro o antracite) ma composto di materiali diversi: metallo per la griglia traforata che copre gli altoparlanti, plastica rigida per il corpo, plastica ad effetto soft touch per il lato superiore e inferiore. O destro e sinistro: il Roam, infatti, si può usare sia in verticale che in orizzontale, e per questo ha anche quattro piccoli piedini in gomma su uno dei lati lunghi. Il logo Sonos, che è palindromo, resta perfettamente leggibile (anche se ci pare un po’ grande in relazione alle dimensioni dello speaker). I comandi sono essenziali: sul retro il pulsante di accensione, accanto alla porta Usb-C per la ricarica, su uno dei lati triangolari i controlli per regolare il volume, avviare la riproduzione o metterla in pausa o saltare al brano successivo, oltre a quello per attivare o escludere il microfono. 

I comandi sono ricoperti da gomma morbida

 

Versatile
Già, perché c’è un microfono, sotto il forellino nella parte superiore dello speaker: serve per l'assistente vocale (a scelta, Google o Alexa) ma anche per ottimizzare il suono rispetto all’ambiente. Da tempo gli altoparlanti Sonos includono un sistema di calibrazione del suono che funziona tramite l’app: si chiama TruePlay e consente di ottimizzare la risposta in frequenza nella stanza, considerando diversi punti di ascolto e sfruttando il microfono di iPhone o iPad. Nel Roam, come già nel Move, è lo speaker stesso a includere il microfono per la calibrazione. Non è dunque più necessario il goffo balletto con tablet o smartphone in mano, e non ci sono più suoni inquietanti da ascoltare mentre avviene il processo. Un processore compara il segnale in ingresso con quello raccolto dai microfoni e compensa le eventuali differenze; la calibrazione è immediata e automatica, e viene ripetuta ogni volta che lo speaker viene spostato. Il funzionamento, qui, è ancora più evidente che nel Move: il suono è equilibrato e piacevole anche in situazioni impossibili (in un cassetto aperto, ad esempio). Un altro vantaggio è che non è più necessario avere un dispositivo Apple per poter utilizzare Trueplay, che continua a essere una prerogativa della versione iOS dell’app. 

 

L’app
Come sempre con Sonos, la configurazione è rapidissima: si scarica l’app S2, si cerca il nuovo dispositivo e si può cominciare ad ascoltare musica in un paio di minuti. Ne servono altrettanti per configurare l’assistente vocale, mentre è bene spendere un po’ di tempo per capire tutto quello che l’applicazione mette a disposizione: oggi, infatti, la piattaforma Sonos non è solo quella compatibile con il maggior numero di servizi di streaming, ma offre musica in proprio, e di ottima qualità. Ci sono stazioni radio sempre diverse, playlist curate da musicisti o divise per generi musicali, oltre ovviamente alle numerose emittenti che trasmettono sul web. Tanta musica gratis, insomma, a patto di non voler scegliere le singole canzoni. Pratica e facile da usare, l’app permette anche di configurare il Roam in un impianto multiroom, ma non come parte di un setup surround; due Roam possono inoltre essere abbinati e funzionare come coppia stereo.

 

Music non stop
Un piccolo led nascosto nella griglia metallica indica lo stato della connessione: bianco per il wi-fi, blu per il bluetooth. Il passaggio dall’una all’altra è immediato: se si sta ascoltando un brano in casa con il Roam, uscendo e disconnettendosi dal wi-fi non si perderà nemmeno un secondo di musica. Lo abbiamo provato e funziona davvero. Con la funzionalità di trasferimento dell’audio Sound Swap, poi, basta tenere premuto il pulsante Riproduci/Pausa dello speaker per trasferire la musica allo speaker Sonos più vicino, così l’ascolto prosegue da una stanza all’altra senza interruzioni. Il Roam è anche compatibile con AirPlay 2 per i dispositivi Apple.

Dotato di un piccolo woofer e di un tweeter con amplificatori separati, Roam è capace di adattarsi automaticamente all’ambiente in cui viene usato

 

Come suona
A differenza di molti speaker di questa fascia di prezzo, questo utilizza due altoparlanti diversi per le frequenze alte e basse: il woofer è dietro il logo, il tweeter occupa lo spazio all’altra estremità dell’apparecchio. Si trova dunque in basso quando si lo usa in verticale, anche se normalmente si richiede che le alte frequenze siano emesse in linea con l'orecchio. In questo caso non sembra essere un problema, dal momento che il suono è sempre chiaro ed equilibrato, merito anche dei due distinti amplificatori che comandano gli altoparlanti, una soluzione di solito riservata a modelli ben più costosi. Così il basso di Herbie Flowers in Walk on the Wild Side di Lou Reed è ovviamente riprodotto in scala, ma è molto preciso e non perde niente del suo carattere unico. La voce di Reed è ancora più impressionante, considerate soprattutto le dimensioni del Roam: calda, ben intellegibile, molto naturale. Anche A New Error dei Moderat è resa in maniera molto gradevole, almeno fino ai tre quarti del volume; andando oltre le note più basse sono un po’ troppo per il microscopico woofer, e il suono si indurisce anche se la distorsione rimane contenuta. White Dress, dall’ultimo album di Lana del Rey, mostra come il piccolo Sonos riproduca correttamente la voce femminile, assecondando le sfumature, i falsetti, i sussurri della cantante americana. Non si può chiedere al Roam di ricreare l’impatto di una grande orchestra, ma il risultato è gradevole e corretto anche con brani impegnativi, come il sesto movimento di Promises, bellissimo album di Floating Points e Pharoah Sanders appena uscito. 

 

In fine
Il Roam è impermeabile e si può immergere in un metro acqua per 30 minuti; la batteria ha una durata ragionevole, anche se non siamo arrivati alle dieci ore di utilizzo né ai dieci giorni di standby dichiarati. Sarebbe però utile poter regolare dall’app il tempo di standby. Il Roam si ricarica anche senza cavo, con una base wireless venduta a parte oppure con un caricabatteria compatibile Qi; abbiamo provato con il MagSafe di Apple per iPhone e funziona. Roam sarà disponibile anche in Italia dal 20 aprile al prezzo di 179 euro: è il più piccolo e il più economico degli altoparlanti prodotti dall’azienda americana, ma è anche quello che ha più funzioni intelligenti. Il suono non si può definire ad alta fedeltà ma soddisferà quasi tutti, considerate anche le dimensioni e la versatilità. E poi c’è l’eccellente app, la buona disponibilità di musica gratuita e la possibilità di integrarlo in un sistema più ampio, con speaker a misura di ogni ambiente. 

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