Contro la pirateria

Disney e la blockchain di Topolino

Con un registro universale, il colosso dell’intrattenimento punta a tracciare gli spostamenti e gli utilizzi dei suoi contenuti
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Secondo un brevetto pubblicato il 27 aprile 2017 e approvato dall’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti il 22 maggio 2018, Disney sarebbe da tempo al lavoro su un sistema di distribuzione di contenuti basato su blockchain.

Il brevetto è stato firmato da Artin Nazarian, direttore esecutivo per la Strategia di Distribuzione digitale e di integrazione dei Walt Disney Studios, anche responsabile, tra le altre, dell’acquisizione della 21st Century Fox.

Il brevetto, molto dettagliato in tutte le sue parti (ma da intendere più come uno studio che come una proposta di implementazione vera e propria), descrive la struttura di un sistema, basato su più blockchain, che permetterebbe di tenere traccia, in maniera immutabile, di tutte le transazioni relative ai film prodotti. Il brevetto non menziona prodotto Disney come serie tv e altri contenuti speciali, ma solo i film distribuiti nelle sale e poi (o contemporaneamente) on-demand come home video.

Come funziona la blockchain di Disney
Al centro del sistema ci sarebbe quello che è stato chiamato Server di Distribuzione dei Contenuti, mantenuto in maniera centralizzata (o decentralizzata con l’aiuto di computer sparsi in tutto il mondo), che crea una blockchain per ogni film prodotto. Tutti i film sono accessibili esclusivamente dal Server di Distribuzione e memorizzati crittograficamente in un database distribuito, anche questo in maniera centralizzata o decentralizzata (distribuendo il contenuto del film su più blocchi). Quindi, ogni blockchain detiene il registro di tutte le transazioni associate a quel film, che possono essere di quattro tipi: ci sono le Ricevute di acquisto, le Installazioni (ovvero il download del contenuto o la configurazione, nel caso di un film al cinema), lo Screening (il controllo di autenticità) e la Riproduzione del contenuto.

Le transazioni sono raggruppate in Proiezioni, ovvero finestre temporali in cui è possibile usufruire del contenuto: in questo modo è possibile limitare il periodo di fruizione, come oggi succede per i film a noleggio. Nel brevetto, una Proiezione è un blocco della blockchain, al cui interno possono esistere anche transazioni di blocchi precedenti che soddisfino i requisiti del blocco in corso. La verifica dell’autenticità avviene nel momento dello Screening, e avviene controllando la chiave pubblica del dispositivo su cui sta per avvenire la riproduzione, verificando che sia effettivamente presente in una transazione di acquisto. In questo modo, in poche parole, la visione sarebbe vincolata solo ai dispositivi realmente associati all’account o a quelli indicati nella transazione di acquisto.

Da blockchain a Dragonchain
La struttura del sistema manifesta una chiara volontà da parte di Disney di trovare soluzioni anti-pirateria per i suoi contenuti, ma il brevetto in questione considera solamente i film destinati alle sale. Dal 2018 (anno di approvazione del brevetto) a oggi, Disney ha fatto debuttare con successo il servizio di streaming Disney Plus, che ha superato i 100 milioni di abbonati, e ha creato un Vip Pass per permettere alle persone di acquistare direttamente sulla piattaforma i film in uscita nelle sale (o che sarebbero dovuti uscire nelle sale), iniziando lo scorso dicembre con Mulan.

L’azienda ha iniziato a esplorare il mondo della blockchain nel 2014, con lo sviluppo della Disney Private Blockchain Platform, oggi conosciuta come Dragonchain: in una vendita pubblica nel 2017, il token della piattaforma, che si chiama Drgn, è stato svelato al pubblico dopo aver raccolto 13 milioni di dollari. Non è chiaro se Dragonchain e il brevetto siano attività connesse tra loro, sebbene abbiano un obiettivo comune, ovvero la formazioni di un registro permanente per combattere la pirateria.