Almanacco dell'innovazione - 5 luglio 1994

Cosa accadde il giorno in cui Jeff Bezos ha fondato Amazon

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Il 5 luglio 1994 era un martedì. Il giorno prima negli Stati Uniti era festa nazionale e così il 30enne Jeff Bezos aveva rinviato la costituzione della sua società. Qualche mese prima aveva lasciato un lavoro sicuro e ben pagato a Wall Street applicando lo schema di minimizzazione dei rimpianti, come lo chiama ancora. Funziona così: nella vita meglio avere recriminazioni per aver fatto qualcosa che rimpianti per non averla fatta. "E io non volevo rimpiangere per non aver preso parte al boom di Internet", dirà anni dopo citando una statistica del tempo che diceva che l'uso di Internet stava crescendo del 2300 per cento. Aveva 30 anni, non una età classica da startupper, e con la moglie, MacKenzie Scott, sposata l'anno prima, aveva attraversato in auto tutti gli Stati Uniti fino a Seattle, Stato di Washington. Aveva scelto quella città per lanciare la sua startup per almeno un paio di ragioni: la prima era l'abbondanza di ingegneri informatici (a Seattle c'era Microsoft che era già un gigante); e la seconda era la vicinanza con i depositi di libri. Aveva infatti deciso di voler fare un negozio per vendere online tutto, ma di cominciare con i libri. Per decidere aveva fatto una lista di venti prodotti che avrebbe avuto senso vendere online allora (per esempio i cd musicali) analizzato pro e contro e concluso che i libri fossero la cosa migliore. Perché? "Perché ci sono più articoli in ogni categoria di libri, che articoli in qualunque altra categoria". Si vede che veniva dagli hedge fund. I coniugi Bezos affittano una tipica villetta con tre camere da letto e quella diventa la prima sede della società: il garage naturalmente. Le prime due scrivanie di legno, le costruisce Jeff in persona dopo aver scelto il materiale in un magazzino; e il server lo mette lì ma all'inizio quando in bagno accendono l'asciugacapelli il server di spegne. Il primo nome della società non è Amazon, ma Cadabra, presto archiviato perché un avvocato dei Bezos osserva che in inglese la pronuncia ricorda quella di cadavere. Jeff allora punta su Relentless, implacabile, e registra anche il dominio che ancora oggi, ventisette anni dopo, punta su Amazon. Ma poi sceglie Amazon, un omaggio al fiume più lungo del mondo, infatti nel primo logo la A era attraversata da un fiume. La prima immagine di Jeff Bezos al lavoro nel suo garage lo ritrae già con la scritta Amazon su una parete. Quel giorno cominciò tutto: il primo libro è stato effettivamente venduto nove mesi dopo, ma quel 5 luglio 1994 Internet è cambiato e anche la nostra vita. Sui giornali italiani, accanto alla richiesta di arresto per un ex primo ministro, si parlava della prossima sfida della Nazionale ai Mondiali degli Stati Uniti. Avremmo battuto la Nigeria 2 a 1 quel giorno, a Boston. Seattle non era stata scelta per ospitare neanche una partita. E' questo il bello del futuro: che capita, ogni giorno, mentre stiamo facendo altro e poi a un certo punto che ne accorgiamo.