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Meno dati, più privacy: ecco i motori di ricerca alternativi a Google

Le persone chiedono maggiore privacy e più libertà di scelta e motori di ricerca come Brave Search provano a scalfire lo strapotere di Big G
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Sono piccoli davanti a un gigante come Google, ma i motori di ricerca alternativi a Big G continuano a crescere. Alla base di questo fenomeno emergente c'è la domanda di più libertà di scelta e di maggiore protezione della privacy da parte degli utenti: si sa che Google raccoglie dati e registra la nostra attività online in modo capillare clic dopo clic, mentre molti nuovi motori di ricerca rinunciano a un controllo invasivo delle persone che navigano online per difendere la loro privacy.

DuckDuckGo, che ha superato il traguardo di 100 milioni di ricerche al giorno, non colleziona né condivide con terzi informazioni personali; inoltre, non memorizza l'indirizzo Ip, non profila l'utente ed esclude il tracciamento per la pubblicità mirata.

Anche StartPage, nato in Olanda nel 1998, rifiuta il tracking e non raccoglie o vende i dati di navigazione, basandosi però sulla ricerca di Google, che scherma assicurando l'anomimato dell'utente. Sulla stessa falsariga è Qwant, motore di ricerca europeo che impiega la tecnologia di Bing di Microsoft come MetaGer, ma impedisce l'identificazione di chi naviga e l'indirizzo Ip: disponibile in Italia dal 2017, non ha sistemi di tracciamento per vendere dati a scopi pubblicitari, non piazza cookie sul browser per la localizzazione, non ha profilazione personalizzata del singolo utente e s'impegna a fornire risultati di ricerca imparziali.

SearX, invece, è un meta-motore open-source che può sfruttare 82 differenti motori di ricerca, compresi Bing, Google, Yahoo e Yandex, cui però non fornisce dati dell'utenza, bloccando anche il tracciamento.

Meno conosciuti sono Mojeek, Gibiru, Peekier ed Ecosia, fortemente orientato al rispetto della privacy e pure dell'ambiente. Più di recente, è comparso online anche Neeva, creatura di Sridhar Ramaswamy e Vivek Raghunathan: sono ex dirigenti di Google che hanno abbandonato il modello di business di Big G proponendo la formula dell'abbonamento come mezzo per presidiare la privacy.

Brave e l’accoppiata browser e motore di ricerca
Più complessa l'operazione di Brave che accanto al browser, famoso per l’attenzione alla privacy delle persone, ha fatto debuttare anche un motore di ricerca anti-Google, che è ora disponibile in versione beta per chiunque navighi online. Il nuovo motore di ricerca, chiamato Brave Search, è stato testato da oltre 100mila persone prima di essere introdotto e reso accessibile a tutti da qualsiasi browser nelle varie versioni per desktop, Android e iOS.

Per poter portare avanti il progetto, la società fondata da Brendan Eich, creatore del linguaggio di programmazione JavaScript e co-fondatore di Mozilla, ha acquisito la piattaforma di open search engine Tailcat, realizzata da Cliqz: è grazie alla tecnologia di questa azienda con sede a Monaco, il cui obiettivo è raggiungere la sovranità digitale europea, che è stato possibile sviluppare e perfezionare il motore di ricerca.

Sfida a Google su privacy e algoritmi di ricerca autonomi
Brave Search è una diretta sfida a Google, che controlla oltre il 90% del mercato, proponendosi come alternativa più trasparente e affidabile in difesa della privacy: all'opposto di Big G, il nuovo motore di ricerca non profila, non raccoglie dati personali né tiene traccia di clic e ricerche. Inoltre, punta a una indicizzazione indipendente dei siti per produrre risultati di ricerca autonomi e secondo i propri criteri senza ricorrere a provider esterni.

Nel menu Info in alto a destra, è possibile verificare e visualizzare in ogni momento la percentuale dei risultati generati dall'indice di Brave ed eventualmente da terze parti. Quando si cercano immagini, tuttavia, Brave Search si avvale di Bing e, per ricerche più approfondite, anche di Google, a condizione che gli utenti abbiano autorizzato questa specifica attività e comunque sempre promettendo di escludere il tracciamento e tutelare la privacy.

Attualmente, la versione beta non prevede la pubblicità, che però presto potrebbe comparire, lasciando alle persone la possibilità di scegliere tra un modello gratuito con inserzioni a pagamento e un'opzione premium senza annunci pubblicitari.