Crescita record per le auto elettriche: nei primi 6 mesi hanno superato tutte le vendite del 2020

(reuters)
A giugno in Italia hanno raggiunto le 14.105 unità vendute, toccando un nuovo massimo sul singolo mese, con una quota di mercato pari al 9,4%
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La fine delle auto benzina o diesel annunciata per il 2035 dalla Ue molto probabilmente non avverrà per decreto ma per una naturale tendenza del mercato. Così come nel passato le motorizzazioni diesel hanno preso il sopravvento su quelle a benzina, per poi perderlo di nuovo, le elettriche andranno “al potere” per scelta dei consumatori. E, probabilmente, molto prima di quanto alcuni legislatori vorrebbero imporre.
Per capire il discorso basta semplicemente guardare al passato. Alla formidabile crescita delle elettrica nell’ultimo periodo. Certo, L'unico vero giudice della verità è il tempo (Pindaro), ma dai numeri non si scappa: la progressione delle PEV (le chiamano così quelli bravi, ma sono solo le auto alla spina Plug-in Electric Vehicle e le vere elettriche, che in gergo tecnico si chiamano rispettivamente PHEV e BEV) fa paura. A giugno in Italia hanno raggiunto le 14.105 unità vendute, toccando un nuovo record sul singolo mese, in termini di quota di mercato pari al 9,4%. “A livello aggregato – spiegano gli analisti di Motus-E, la più grande associazione di settore italiana - dall’inizio dell’anno si registra una quota di mercato pari al 7,7%, più che raddoppiata rispetto allo stesso semestre del 2020 (che peraltro scontava un total market duramente colpito dalla pandemia).


 
Ma non è tutto. Analizziamo il record del semestre: se si fossero mantenuti i volumi totali di mercato del 2019, comunque le PEV avrebbero raggiunto il 6,3% del mercato, più del doppio del semestre dello scorso anno. Inoltre, nei primi sei mesi del 2021 le immatricolazioni PEV (67.000) hanno già superato le immatricolazioni totali di tutto l’anno 2020 (59.000)…. Nello specifico a giugno 2021 si registrano 7.005 BEV (auto elettriche a batteria) e 7.100 PHEV (ibride plug-in), con un risultato sul semestre di 30.252 BEV e 37.881 PHEV, il triplo delle BEV e 7 volte le PHEV registrate nel primo semestre 2020.
 
Importante anche l’analisi dei segmenti di mercato perché dimostra che le auto elettriche non sono più giocattoli per ricchi: la top ten è piena zeppa di auto popolari.


La BEV più venduta fino al mese di giugno 2021 à infatti la Fiat 500E che con 5.107 unità, cresce oltre del 18% nel singolo mese. Al secondo posto, stabile, la Smart Fortwo con 3.580 unità (+615 rispetto al mese di maggio) seguita dalla Renault Twingo con 3.126 (+829). Per trovare la prima auto di lusso dobbiamo insomma scendere giù dal podio dove troviamo la Tesla Model 3 con 3.115 unità, ma senza la strana politica di consegna della casa americana (che concentra tutto all’ultimo mese del trimestre – ha fatto registrare un impressionante +984) probabilmente la Tesla non starebbe neanche lì, sorpassata dalla la Renault Zoe al quinto posto.

Di pari passo con l’esplosione delle vendite di auto elettriche anche quella delle colonnine: in Italia risultano installati 23.275 punti di ricarica in 11.834 stazioni (o colonnine) e 9.453 location accessibili al pubblico. Rispetto alla precedente elaborazione di marzo 2021, che riportava 20.757 punti in 10.531 infrastrutture, si osserva un sensibile aumento dei tassi di crescita, complici sicuramente la ripresa e il miglioramento della situazione pandemica. Si registra, infatti, un incremento di 2.518 punti (+12% contro un +8%, +1.433 nel trimestre precedente) e 1.303 infrastrutture (+12% contro un +8%, +822 nel trimestre precedente).
Purtroppo, circa il 15% delle infrastrutture installate risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti finali, in quanto non è stato finora possibile finalizzare il collegamento alla rete elettrica da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative, ma tale tasso si è ridotto rispetto al 22% della precedente rilevazione.
 
Rispetto alla prima rilevazione di Motus-E di settembre 2019 (10.647 punti in 5.246 infrastrutture), si registra una crescita del +118% e una crescita media annua del +53%.
Si rileva in media che delle 11.834 stazioni di ricarica, l’80% è collocato su suolo pubblico (e.g. strada) mentre il restante 20% su suolo privato a uso pubblico (e.g. supermercati o centri commerciali).
In termini di potenza, il 95% dei punti di ricarica è in corrente alternata (AC), mentre solo il 5% in corrente continua (DC). Inoltre, il 19% dei punti sono a ricarica lenta (con potenza installata pari o inferiore a 7 kW), il 77% a ricarica accelerata o veloce in AC (tra 7,5 kW e 43 kW) e solo un 5% veloce in DC (da 44 kW in su) e quasi l’1% ad alta potenza o High Power Chargers – HPC (con potenze di almeno 100 kW).
Ma dal punto di vista della dislocazione dei punti di ricarica c’è molto, moltissimo da fare: il 57% circa delle infrastrutture sono distribuite nel Nord Italia, il 23% circa nel Centro mentre solo il 20% nel Sud e nelle Isole.
 
La Lombardia con 4.130 punti è la regione più virtuosa, e da sola possiede il 18% di tutte le installazioni. Seguono nell’ordine Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna con il 10% a testa, il Veneto al 9% e la Toscana all’8%. Le sei regioni complessivamente coprono il 65% del totale dei punti in Italia...Mentre, in termini di crescita relativa, le regioni che hanno incrementato di più i loro punti rispetto a dicembre sono state Trentino-Alto Adige, con un +26% seguita da Friuli-Venezia Giulia +22% e Lazio +19%.