Medicina

Corticale, la startup dell’Iit di Genova che sfida Elon Musk

Arriva dall’Istituto italiano di Tecnologia un nuovo esempio di come l’hi-tech può aiutare la sanità: “Le nostre interfacce neurali danno la possibilità di ascoltare il cervello meglio di quelle di Neuralink”
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In futuro “consentirà la creazione di interfacce neurali uomo-macchina per controllare dispositivi elettronici o robotici come protesi o esoscheletri”, spiega l’Iit parlando di quello che sta sviluppando Corticale, una sua startup interna. Leggi così e non puoi che pensare a Neuralink, l’impianto cerebrale che il vulcanico imprenditore Elon Musk sta testando (per ora) su maiali e scimmie. Che è una cosa cui pensano pure quelli di Corticale: “Negli ultimi anni la ricerca nel campo delle interfacce neurali ha ricevuto grandi attenzioni - ha ricordato Fabio Boi, direttore tecnologico della neonata startup - Basti pensare a Neuralink, che sta lavorando proprio in quella direzione”. Appunto.

Ma che direzione è, quella di Corticale? Il team, creato all’interno dell’Istituto italiano di Tecnologia di Genova, sta cercando di portare sul mercato la tecnologia SiNaps (la sigla sta per Simultaneous Neural recording active pixel sensor), che dovrebbe dare nuove opportunità per lo studio del funzionamento del cervello, con applicazioni in campo diagnostico, terapeutico e farmacologico. Dovrebbe permettere di ascoltare il cervello come mai è stato fatto prima.

Corticale ha sede nel capoluogo ligure ed è composta dall’imprenditore Giuseppe Santella, che l’ha finanziata con 2 milioni di euro e ne è presidente, e da Boi (che è un ingegnere robotico), Gian Nicola Angotzi (ingegnere elettronico) e Luca Berdondini (ingegnere in microtecnologia applicata alle neuroscienze).

Uno dei minuscoli sensori neurali di SiNaps 

Come funzionerà SiNaps
Nel concreto, la tecnologia sviluppata dai laboratori dell’Iit dovrebbe permettere di realizzare dispositivi impiantabili dotati di migliaia di sensori neurali che saranno grandi (anzi, piccoli) quanto un capello: ogni dispositivo consente di registrare l’attività bioelettrica di un numero molto elevato di neuroni in diversi circuiti cerebrali. Secondo i fondatori della startup, il flusso di dati che arriveranno da questi dispositivi potrà essere acquisito e analizzato e “offrirà un accesso completamente nuovo per studiare i princìpi del funzionamento e delle patologie del cervello” e nuove opportunità per lo sviluppo di dispositivi medici bio-elettronici per la diagnosi e la terapia di malattie come epilessia, Alzheimer e Parkinson. E appunto “consentirà la creazione di interfacce uomo-macchina per controllare protesi o esoscheletri”.

Comunque, le somiglianze con Neuralink finiscono qui: “Hanno obiettivi diversi dai nostri - ha detto ancora Boi - Corticale si focalizzerà esclusivamente sulle applicazioni cliniche di tali strumenti per poter migliorare la vita delle milioni di persone che soffrono di malattie legate al sistema nervoso”. Secondo Luca Berdondini, responsabile del team Microtechnology for Neuroelectronics dell’Iit e consulente scientifico di Corticale, “si può pensare a SiNaps come a un nuovo modo di osservare il funzionamento del cervello che ne rivoluziona lo studio, ampliando di molto le nostre capacità di comprensione di questo organo ancora in parte da esplorare. È un salto in avanti tecnologico che apre nuove prospettive, offrendoci un grado di definizione  senza precedenti dei meccanismi di comunicazione tra le cellule nervose. Un po’ come quando siamo passati dalle tv a tubo catodico a quelle ultra piatte e Ultra Hd”.

Uno dei chip di SiNaps a confronto con una moneta da 1 centesimo 

L’altissima tecnologia in aiuto della medicina
È una dichiarazione piuttosto roboante, ma per verificarla non manca molto: SiNaps dovrebbe essere disponibile entro fine 2021, inizialmente per le aziende impegnate nel campo della neuroelettronica e i centri di ricerca e negli anni successivi anche per cliniche e ospedali.

Sarà un altro esempio di come l’altissima tecnologia è in grado di aiutare anche in campo medico, come dimostrano le applicazioni dell’intelligenza artificiale nella cura delle malattie della retina e dei disturbi del linguaggio, mentre i fondatori di Corticale lanciano in qualche modo un guanto di sfida a Neuralink: “In passato ci siamo confrontati con loro e abbiamo verificato che le nostre interfacce neurali danno la possibilità di ascoltare il cervello in maniera estremamente più raffinata di quello che permettono di fare le loro”. Elon Musk è avvertito, insomma.