Mindfulness

Alle Olimpiadi e nella vita, le medaglia si vincono anche col cervello

(reuters)
Il mental coach è da anni un compagno prezioso degli atleti, ma è solo a Tokyo che abbiamo cominciato a parlarne così tanto e in senso così positivo. Eppure la  presenza di questa figura potrebbe essere il segnale di un problema
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È il segreto dietro le medaglie più inattese, compresa ad esempio quella di Marcell Jacobs nei 100; è l'ultimo arrivato in squadre di tecnici che sanno tutto di allenamenti, di ogni gesto tecnico necessario per vincere e che, nel caso, conoscono ogni mossa degli avversari. Il mental coach è da anni un compagno prezioso degli atleti di vertice, ma è solo a Tokyo, forse per la natura diversa di questa Olimpiade, arrivata con un anno di ritardo, che abbiamo cominciato a parlarne così diffusamente e così apertamente, senza pensare che il ricorso a un mental coach sia il segnale di un problema. I romani ci erano già arrivati: mens sana in corpore sano dicevano. Quello che è strano è scoprire oggi che addirittura il Comitato Olimpico Internazionale ha varato un canale web dedicato a illustrare tutto quanto serve per realizzare "the best version of yourself", ovvero la migliore versione di noi stessi: persone comuni, vicine al podio olimpico forse solo nei sogni o quando, seguendo i Giochi ci esaltiamo per un risultato speciale.

Entrare in mind.olympicchannel.com, dunque in un canale dedicato di www.olympicchannel.com  significa scoprire un mondo diverso da quello a cui siamo abituati: non si parla di oro, argento e bronzo, ma di motivazione, visualizzazione e mindfulness. In sintesi, dice lo stesso Cio, si può cercare e trovare qui, evidentemente con la forza di tanti esempi, una ricca compilation di video, da Allyson Felix a Ariarne Titmus, una delle ultime avversarie di Federica Pellegrini, a quell'Olympic state of mind che è lo stato di grazia a cui ambiscono gli atleti per centrare la gara della vita.

E lo smarrimento viene proprio da questo, dalla generosa condivisione di pratiche psicologiche che ci mettono nelle stesse corsie frequentate dagli atleti che, ovviamente, sono più e meglio allenati di noi, hanno fisici che noi non ci possiamo permettere e, soprattutto, sono assistiti da professionisti, non si affidano a un tutorial nobilitato comunque dai cinque cerchi.

Certo, abbiamo tutti bisogno di trasformare le energie negative in positive, e tutti dovremmo avere consapevolezza delle nostre condizioni fisiche, focalizzarci, dice il canale del Cio, gratuito grazie alla robusta sponsorizzazione di un partner, nel caso specifico Bridgestone, sulle informazioni che il corpo manda al cervello. È bello pure capire, provare a capire almeno che non è indispensabile essere un campione olimpico per beneficiare della mindfullness. "Questa semplice pratica assomiglia alla meditazione, e molte superstar olimpiche ne hanno provato i benefici. In parole povere, la mindfulness ti aiuta a essere più consapevole di pensieri, emozioni, sensazioni che vivi in un preciso momento. Può aiutare chiunque, insomma, quale che sia il tuo livello di abilità. Questa consapevolezza può essere allenata e un buon modo per cominciare è essere consapevoli del proprio respiro. Questo semplice allenamento mentale ti aiuterà ad affrontare meglio le frustrazioni e a essere meglio concentrato": ecco la guida olimpica.

Si parla di allenamento semplice perché, in effetti, sul sito ci sono dei giochi per cominciare, ad esempio per riconoscere e dunque bloccare le distrazioni. "Non vogliamo dire che potete fare a meno di un buon insegnante - raccomanda ancora il Cio. Ma capire che la rabbia è una emozione naturale e imparare a indirizzarla meglio in qualcosa di positivo, piuttosto che esprimerla, magari anche in modo violento, potrebbe avere un impatto reale sulla tua vita quotidiana": questa una delle sintesi, il percorso dallo Stadio Olimpico di pochi al vissuto di tutti. Si parla di intelligenza emotiva e di nuovo torna il podio, rappresentato da tre consigli che arrivano online per spingerci offline:

  1. Prendersi cinque minuti e concentrarsi sul proprio respiro.
  2. Fare una camminata.
  3. Mangiare con attenzione. Che non vuol dire solo seguire la dieta giusta, ma prima e soprattutto chiudere giornali e libri, lasciare da parte smartphone e tablet. La gloria olimpica che ci arriva direttamente in casa non è lontana: basta spegnerla.