Almanacco dell'innovazione 20 agosto 1911

Un telegramma fa il giro del mondo in sedici minuti e mezzo

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Abbiamo già narrato le gesta di Cyrus Field per collegare con un cavo sottomarino Europa e Stati Uniti, e il primo telegramma, mandato alla regina Vittoria al presidente degli Stati Uniti che lo ricevette sedici ore più tardi. Passano gli anni, anche gli Stati Uniti e l’Asia vengono collegate da un cavo sottomarino, evento celebrato nel 1903 da un altro telegramma presidenziale, da parte di Theodore Roosevelt, che il 4 luglio impiegò appena nove minuti ad arrivare sull’altra sponda del Pacifico.

Ma al messaggio della Casa Bianca era stata data priorità assoluta: quanto tempo ci avrebbe messo un telegramma “normale” a fare il giro del mondo? Nel 1911 il New York Times decise che il mondo migliore per scoprirlo era inviare, appunto, un telegramma. Cosa che fecero alle 7 del pomeriggio del 20 agosto dagli uffici del quotidiano che ai tempi -  e ancora per due anni - erano in Times Square. Il testo era volutamente sobrio (“questo messaggio è stato mandato a fare il giro del mondo”), ma l’impresa notevole: percorrere 45 mila chilometri. Il telegramma infatti “fece scalo” nelle seguenti città: San Francisco, Honolulu, le isole Midway, Manila, Hong Kong, Sagon, Singapore, Madras, Bombay, Aden, Suez, Port Said, Alessandria, Malta, Gibilterra, Lisbona, le Azzorre e infine di nuovo a New York, dove arrivò sedici minuti e trenta secondi dopo essere partito. La palpitante cronaca del quotidiano (qui il ritaglio stampa originale) calcolò che aveva viaggiato a 46 chilometri al secondo.

Il telegramma della regina che aveva impiegato sedici ore ad attraversare l'Atlantico era del 1858: in 53 anni il mondo era diventato molto più piccolo.