Tech Test

Elgato Facecam, la prova della webcam pensata dagli esperti di streaming

Le immagini sono fluide e la resa è buona anche con poca luce, ma tutto questo ha ovviamente un costo
3 minuti di lettura

Dopo avere sviluppato luci, schede di acquisizione, green screen, microfoni, pannelli fonoassorbenti e tutto ciò che circonda il mondo dello streaming, Elgato ha finalmente inserito nella sua collezione anche una webcam, chiamata Facecam: è un prodotto pensato per chi vuole una buona qualità dell’immagine senza dover comprare una macchina fotografica.

La prima cosa da notare nella Facecam è che Elgato, pensando soprattutto a chi fa streaming su Twitch, non ha inserito un microfono integrato, ritenendolo inutile. Una scelta che ha molto senso, visto il pubblico di riferimento, che è sempre dotato di microfoni molto sensibili o di cuffie che ne hanno uno, ma che è bene sapere se si vuole usare la Facecam anche in situazioni di lavoro, lontani dal proprio ambiente di streaming.

Com'è fatta la Facecam
La webcam è ovviamente dotata di supporto per monitor, un tappo per la salvaguardia della privacy e volendo può essere montata su un treppiede con attacco standard; il cavo Usb 3.0 è lungo circa un metro e mezzo. Le dimensioni sono generose, ma comunque la Facecam è meno ingombrante e pesante della Razer Kyio Pro, che si pone senza dubbio come diretta concorrente assieme alla Dell 4K Ultrasharp. Purtroppo anche il prezzo è da quelle parti: costa circa 200 euro, ma attualmente non è facile trovarla, come spesso accade all’inizio con i prodotti Elgato.

La risoluzione massima della Facecam è 1080/60 Fps, in linea con la Kyo, e anche in questo caso abbiamo la tecnologia Starvis che migliora l’immagine quando c’è poca luce, ma manca la funzione Hdr. La differenza più grande rispetto a tutto il segmento è comunque la messa a fuoco bloccata: invece di lasciare all’utente la possibilità di avere un fuoco manuale o automatico, la Facecam inquadra più o meno chiaramente tutto quello che sta a una distanza compresa tra uno e 10 metri.

Questo da una parte vuol dire che in casi di unboxing o di spostamenti non si rischia mai di vedere l’obiettivo che si aggiusta quando qualcosa si avvicina troppo. Il contraltare di questa scelta è che tutto ciò che è troppo vicino, magari perché si vuole far vedere un dettaglio, non risulterà mai perfettamente a fuoco. Nel complesso la scelta ha senso visto il pubblico di riferimento, visto che raramente capiterà di avvicinarsi così tanto alla webcam. Per quanto riguarda il campo visivo, quello massimo è di 83,2°, senza alcun tipo di curvatura dell’immagine sui bordi, che può essere ristretto fino a 24,4°, ma con una notevole perdita di dettagli, visto che è uno zoom digitale.

La caratteristica più interessante della Facecam, un po’ come accade per il microfono Wave 3 (sempre di Elgato) è il software che l’accompagna e che permette una serie di regolazioni veloci che consentono di migliorare molto la qualità dell’immagine, anche senza Hdr. Posto che è sempre bene avere a disposizione una stanza ben illuminata senza una finestra alle spalle, la Facecam si comporta molto bene in varie condizioni di luce. Anche se, sotto una certa soglia di luminosità, saremo costretti a scegliere: o aumentiamo i dettagli e la granulosità dell’immagine o attiviamo la riduzione del rumore, che rende tutto molto più smussato e impastato.

Molto buona la possibilità di decidere in maniera totalmente manuale gli Iso, la velocità dell’otturatore e la temperatura del colore, oltre a contrasto, saturazione e nitidezza. Il dettaglio finale è la possibilità di scegliere se compensare l’esposizione al centro o in maniera media, per contrastare fonti di luci posteriori o laterali.

Comprarla oppure no?
Alla fine, per la Facecam valgono più o meno le stesse valutazioni fatte per la Razer Kyio: è un ottimo prodotto, ma non perfetto. Una webcam pensata per un pubblico ben specifico che cerca una buona qualità dell’immagine (anche se si fa sentire la mancanza del 4K) senza voler spendere per una macchina fotografica, che resta però un passaggio obbligato per chi vuole il massimo e senza alcun compromesso, se non quello dell’ingombro. I 200 euro richiesti non sono pochi, e forse in questa fascia di prezzo si trova una fotocamera usata o ci si può accontentare di un prodotto inferiore e investire quello che avanza nelle luci.

Se però si cerca questo genere di prodotti, allora forse la Facecam è quella giusta, grazie soprattutto a un software molto comodo e un’ottima resa visiva in molte situazioni che permetterà di mostrare tutti i colori dello studio o di ciò che si sta facendo vedere in streaming.

Che cosa ci è piaciuto

  • La flessibilità: grazie al pannello di controllo è possibile adattarla a quasi tutte le condizioni ambientali
  • L’obiettivo: la scelta di avere il fuoco fisso permette di evitare fastidiose sfocature se ci si muove o si gesticola
  • L’ampiezza di visuale, che permette di mostrare l’ambiente attorno o due persone che parlano senza problemi
  • La fluidità dei 60 Fps

Che cosa c’è da migliorare

  • Il prezzo, che pur essendo in linea con la concorrenza poteva essere ridotto, vista l’assenza del microfono
  • La resa con poca luce, che chiede di scegliere tra un’immagine granulosa o molto “impastata”
  • La reperibilità, perché al momento non è facile trovarla

 

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