Tech Test

Fuji X-S10, la prova della fotocamera mirrorless adatta a tutti

La macchina fotografica del produttore giapponese è un’ottima scelta per chi vuole avvicinarsi alla fotografia professionale e alla produzione video senza spendere una fortuna
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Fuji X-S10 è l’ultima arrivata della famiglia di fotocamere mirrorless del produttore giapponese. Interrompendo una tradizione che durava ormai da qualche anno, Fuji l’ha proposta alla fine del 2020 al posto di una versione compatta della X-T4, inaugurando così una serie aggiuntiva alla ramo principale della sua famiglia di mirrorless APS-C. L’abbiamo provata a fondo, scoprendo una macchina compatta e leggera, non troppo costosa ma molto capace. Associata agli obiettivi giusti (che nel caso di Fuji non costano quasi mai una fortuna) è una macchina versatile, adatta sia al principiante che vuole approfondire la propria passione fotografica sia al professionista che ha bisogno di un dispositivo d’appoggio, più compatto, e magari capace di girare video di qualità professionale.

Fuji X-S10, le cose da sapere
Le specifiche tecniche di Fuji X-S10 sono quelle di una buona fotocamera di fascia semi-professionale. La mirrorless eredita diverse caratteristiche dalle sorelle X-T30 e X-T4 e le unisce in un corpo di lega di magnesio compatto, leggero e resistente.

  • Sensore X-Trans BSI-CMOS da 26MP

  • Processore di immagine X-Processor Pro 4

  • Stabilizzazione a 5 assi sul corpo macchina

  • Touchscreen snodabile a 180° da 3” (1,04 milioni di punti)

  • Mirino elettronico OLED da 2,36M di punti

  • Raffica fino a 30fps (con crop sul sensore) oppure fino a 20fps

  • ISO da 100 a 51200

  • Video in 4K fino a 30p

  • Flash estraibile

  • Ricarica tramite cavo USB-C

  • Batteria da 325 scatti con display LCD sempre attivo

  • Simulazioni pellicola Fuji integrate

  • Porte per cuffia e microfono esterno

  • Porta per scheda SD di tipo UHS-I

Ergonomia e design
Pur mantenendo i caratteri distintivi del design Fuji, la X-S10 eredita alcuni elementi estetici da modelli come la X-H1. Rispetto ad altri modelli compatti della serie T, inoltre, il grip a destra è più pronunciato e facilita la presa anche a chi ha le mani grandi. Ottima anche la posizione delle ghiere e del joystick, che ora si può usare per selezionare e confermare il punto di messa a fuoco con la pressione del pollice. E proprio la ghiera principale è la differenza più evidente da altre Fuji della serie X-T, visto che non permette di regolare i tempi o la compensazione dell’esposizione, ma serve invece a scegliere la modalità d’uso della macchina. È un cambiamento che forse non piacerà ai puristi del marchio, ma che a nostro parere ha molto senso se si considera il target entry level del prodotto.

Il corpo macchina è inoltre robusto, ma abbastanza leggero (465 grammi con la batteria e la scheda). Le parti di plastica sono ben integrate nella scocca metallica e il rivestimento di finta pelle battuta è un piacevole dettaglio estetico che contribuisce al grip della macchina. Nonostante l’ottima qualità costruttiva, il corpo non è però tropicalizzato, quindi bisogna fare attenzione a utilizzare la macchina sotto la pioggia.

Foto e video
Chi arrivasse da altre fotocamere Fuji si troverà subito a proprio agio anche con la X-S10, nonostante i già citati cambiamenti ai comandi e alle ghiere. Nella nostra prova l’abbiamo utilizzata principalmente con l’obiettivo kit XF 18-55 F2.8 e poi con due ottiche fisse aggiuntive, l’XF 56mm F1.2 (straordinaria per i ritratti) e poi l’XF 18mm F1.4 (perfetta per la street photography). 

La qualità delle immagini prodotte dalla macchina è ottima ed eccede a nostro parere il livello che ci si potrebbe aspettare da un prodotto di questa fascia. Le RAW prodotte dalla X-S10 sono di ottima qualità e lasciano ampio spazio alla modifica in post-produzione. Molto buone anche le JPEG elaborate direttamente dal processore della fotocamera, soprattutto se si utilizzano i profili integrati per la simulazione della pellicola. Come per altre Fuji, anche in questo caso possiamo confermare che gli effetti che emulano le pellicole (Astia, Velvia, Provia, Achros e altre) non sono un giocattolo, ma un potente strumento creativo disponibile solo su queste fotocamere. Se si utilizza Lightroom per lo sviluppo delle RAW, i profili si trovano anche all’interno del software di Adobe, pronti per essere applicati.

Nel complesso l’autofocus della X-S10 si comporta molto bene, ma qualche volta fa fatica a riconoscere i volti o l’occhio del soggetto quando ce n’è più d’uno (il volto di riferimento si può selezionare con il joystick) oppure quando l’inquadratura è ricca di dettagli. È un problema relativo, però, che spesso si risolve riposizionando l’area di fuoco tramite la levetta di selezione del punto di messa a fuoco. Per il resto la differenza nella qualità finale la fanno ovviamente gli obiettivi utilizzati (il nostro preferito è senza dubbio il 56mm F1.2), ma si può essere sicuri che già con l’obiettivo kit si potranno portare a casa scatti di cui andare fieri. 

Molto bene anche la dotazione video, che abbiamo provato meno ma che si conferma all’altezza della sorella maggior X-T4. È un elemento da non sottovalutare se state cercando una fotocamera adatta sia alla fotografia sia alla produzione video, soprattutto per il Web. La X-S10 può girare filmati in 4K fino a 30p (per un massimo di 30 minuti), oppure filmati in Full HD fino a 240p (per un massimo di 3 minuti). Da segnalare anche la presenza di opzioni professionali, come la possibilità di girare video in F-Log o di utilizzare la registrazione esterna tramite HDMI in 4:2:2 a 10-Bit. Nella registrazione a mano libera si rivela poi utilissima la stabilizzazione nel corpo macchina a 5 assi e la presenza del display con articolazione completa, che si può quindi ruotare in avanti e utilizzare come monitor durante le riprese “selfie” da vlogger.

Fuji X-S10: cosa ci è piaciuto

  • Peso, maneggevolezza ed ergonomia della macchina

  • Il look Fuji, che si distingue sempre per un mix fra vintage e linee contemporanee

  • La dotazione di obiettivi, ampia e accessibile

  • Lo schermo snodabile, perfetto per i vlogger

  • La stabilizzazione di immagine sul corpo macchina

Cosa si può migliorare

  • L’esperienza d’uso e l’interfaccia dei menu. È quella tipica Fuji e richiederebbe un redesign generale che però per l’azienda non sembra essere una priorità

  • La connettività wireless e l’app funzionano, ma sono sempre lente e macchinose

  • L’autofocus funziona bene, ma qualche volta è in difficoltà con il riconoscimento dei volti e degli occhi del soggetto

In conclusione
Fujifilm X-S10 è una fotocamera nuova per Fuji in questa fascia di prezzo. Può forse confondere un po’ gli amanti del marchio, abituati alle versioni compatte dei modelli maggiori, ma a nostro parere riesce nell’intento di aprire un nuovo filone utile a conquistare chi voglia fare un passo oltre lo smartphone fotografico. A un prezzo tutto sommato contenuto (più sotto, il listino completo) si compra una fotocamera che può fare da base di partenza per un sistema Fuji completo, grazie all’ampia dotazione di ottiche APS-C di qualità.

Anche se manca dei controlli Pro della altre Fuji, troviamo che la X-S10 sia un modello di fotocamera ideale per chi voglia avvicinarsi alla tecnica fotografica: le impostazioni avanzate ci sono tutte, ma organizzate in maniera meno ostica per il principiante. Il discorso cambia se invece siete alla ricerca di una foto-videocamera da utilizzare principalmente per fare video. In quel caso a nostro parare X-S10 è un’opzione da prendere in considerazione anche da parte di chi ha necessità semi-professionali, vista la dotazione tecnica più o meno alla pari con quella della X-T4 e della X-T30.

Fuji X-S10: i prezzi
Il solo corpo macchina di Fuji X-S10 costa 975 euro; in kit con l’ottica XF 18-55mm 2.8, il prezzo è di 1299 euro. Si sale a 1499 euro per il kit con l’obiettivo XF 16-80mm. Gli obiettivi utilizzati durante la nostra recensione sono l’XF 56mm F1.2 e l’XF 18mm F1.4: il primo si trova a prezzi variabili fra i 750 e i 900 euro (a seconda dei rivenditori), il secondo parte invece da circa 1000 euro.