Oltre il cellulare: l'iPhone 13 si connetterà a internet via satellite?

Secondo un analista, Apple avrebbe lavorato con Globalstar per dare la possibilità di utilizzare il telefono che verrà presentato a settembre anche quando non c'è segnale
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Il prossimo iPhone potrebbe avere la connessione internet via satellite, cioè svincolata da qualsiasi presenza di segnali da terra. Lo sostiene uno dei più affidabili analisti di mercato, Ming-chi Kuo, che spesso ha azzeccato le previsioni. Ma cosa vuol dire internet via satellite?

Sono anni che esistono sistemi di telefonia e connessione dati con telefoni satellitari: grossi, costosi e scomodi. Aziende come Globalstar, che avrebbe collaborato con Apple per l'iPhone 13, gestiscono servizi di questo tipo, anche se la vera rivoluzione è in corso altrove. Infatti, negli ultimi quattro anni Elon Musk, l'imprenditore alla guida di Tesla (auto elettriche) e SpaceX (aerospaziale), ha costruito e messo in orbita ben 1.433 satelliti e pianifica di arrivare ad almeno 1.600 per la fine dell'anno e poi a cinquemila una volta a regime. I satelliti, che sono in un'orbita relativamente bassa (500 Km di altezza) consentono la comunicazione bidirezionale con internet a banda larga ed Elon Musk ha iniziato la fase di commercializzazione di questo servizio in tutto il pianeta (più o meno) tramite la società Starlink. Il vantaggio? Un gigabit al secondo di connessione semplicemente mettendo una antenna sul tetto. Oppure nel telefonino?

Secondo Ming-chi Kuo, Apple avrebbe per adesso pensato soprattutto alla possibilità di fare telefonate, più che connessione internet a banda larga. E avrebbe integrato una antenna e un chip per supportare i cosiddetti LEO, i satelliti Low-Earth Orbit, a orbita bassa. Satelliti che, come nel caso di quelli di Globalstar ma anche di Elon Musk o di uno dei suoi concorrenti (come Immarsat e vari altri per la telefonia via satellite, oppure OneWeb e Viasat per la trasmissione dati), e che garantirebbero, se il telefono si trova all'esterno degli edifici e comunque senza ostruzioni verso l'alto, la possibilità di avere la connessione anche in totale assenza di segnale terrestre. L'ideale per chi si trova in barca, in alta montagna, in una zona desertica in cui non sono stati installati ripetitori.

Kuo sostiene che questa funzionalità si avrebbe con una modifica anticipata per adesso solo per Apple al modem Snapdragon X60 di Qualcomm, il chip per la connessione che l'azienda dovrebbe adoperare in attesa di realizzarne uno internamente (come accade già per i processori) utilizzando il know-how accumulato anche grazie all'acquisizione della divisione modem di Intel avvenuta l'anno scorso e che dovrebbe in ogni caso permettere ad Apple di affrancarsi completamente dalla fornitura di chip "esterni" per le componenti critiche dei suoi telefoni e tablet.

La scelta operata da Tim Cook sarebbe in linea con le possibilità tecnologiche. Il servizio di Elon Musk richiede antenne motorizzate di dimensioni relativamente grandi (poco più piccole della parabola per Sky) e non prevede che l'utente si possa spostare perché gli viene assegnata una "cella" di alcune centinaia di metri quadrati collocata geograficamente che viene servita a turno dai satelliti che passano sopra la sua posizione. Il servizio non sarebbe cioè adatto per chi si trovi in movimento.

Invece, Cook avrebbe pensato al servizio tradizionale di telefonia via satellite, integrato con il chip e forse con la possibilità di connettere un'antenna passiva esternamente magari sfruttando la connessione magnetica del telefono. La funzionalità, che sarebbe disponibile per Apple, verrebbe implementata più avanti anche da altri produttori di telefoni quando Qualcomm commercializzerà, nel corso del 2022, il nuovo chip modem Snapdragon X65.

Secondo Kuo, però, la vera sorpresa sarebbe un'altra. Il chip per la connessione via satellite sarebbe solo inizialmente applicato all'iPhone, ma diventerebbe una funzionalità per tutti gli apparecchi "esterni" di Apple, dagli occhiali per la realtà aumentata che l'azienda dovrebbe presentare nel 2022 alla smart car della quale si parla da anni ma che sarebbe finalmente in dirittura d'arrivo, e non sono esclusi altri prodotti.