Vivo X60 Pro, la prova dello smartphone con fotocamera Zeiss

Il dispositivo dell’azienda cinese integra una fotocamera con gimbal, come quella del predecessore X51, sviluppata però in collaborazione con lo storico marchio tedesco
 
3 minuti di lettura

Con gli smartphone della famiglia X60, presentata a livello globale a maggio 2021, il produttore cinese Vivo ha inaugurato la collaborazione con Zeiss, uno dei marchi più rinomati al mondo nel settore dell’ottica. Noi abbiamo provato il modello X60 Pro, dispositivo di punta della nuova gamma e smartphone ufficiale dei campionati Europei di Calcio, di cui Vivo è stato uno dei principali sponsor. 

Le caratteristiche del Vivo X60 Pro sono quelle che ci si aspetta da un top di gamma del 2021 (anche se il telefono, a dirla tutta, ha debuttato prima in Cina a fine 2020): 

  • Display da 6,56” con refresh a 120Hz
  • 12GB di RAM
  • Processore Qualcomm Snapdragon 870
  • Connettività 5G
  • Batteria da 4200mAh con ricarica superveloce 33W
  • 256GB di memoria

Il design non è invece troppo distante da quello del primo top di gamma con cui Vivo ha debuttato in Italia nell’ottobre del 2020, ovvero l’X51 5G. Sul retro la fotocamera sporge nello stesso modulo rettangolare, mentre sul davanti l’unica differenza davvero apprezzabile è la posizione della fotocamera selfie, che passa dal centro all’angolo sinistro. 

Design ed esperienza d’uso
Molto buona l’ergonomia, che già ci aveva convinto sull’X51: il peso contenuto contribuisce a una buona maneggevolezza generale, nonostante le dimensioni. Il display è luminoso, nitido e la frequenza di refresh contribuisce a una generale sensazione di fluidità. Positiva anche l’esperienza software: Vivo ha scelto esplicitamente di non personalizzare quasi per niente l’interfaccia, mantenendo invece la UI “stock” di Android 11. La durata della batteria, invece, non ci ha entusiasmato: si arriva sempre oltre il fine giornata con qualche tacca di batteria residua, ma da un telefono di queste dimensioni ci si potrebbe aspettare qualcosa in più. La ricarica veloce è molto utile (si arriva al 100% in un’oretta circa) ma avrebbe fatto certamente comodo anche la ricarica senza fili. 

Foto e video
L’elemento su cui ci siamo concentrati di più durante la nostra recensione è però la fotocamera, come si addice a un dispositivo che porta inciso il motto “professional photography” sul bordo superiore. 

Queste le caratteristiche del comparto ottico: 

  • Fotocamera principale da 48MP con sensore Sony IMX598 e stabilizzatore “gimbal” a 4 assi. 
  • Fotocamera ultra-grandangolare da 13MP, f/2.2 con supporto alle macro
  • Zoom ottico 2X da 13MP, f/2.46

Diciamo subito che, come tutti gli smartphone, anche questo modello di Vivo farebbe bene a non cercare di primeggiare sulle macchine fotografiche professionali. Le immagini che produce sono molto buone, senza dubbio, ma non sono così straordinariamente diverse da quelle che si potevano ottenere con il modello X51 5G dello scorso anno. 

La resa cromatica è soddisfacente e l’HDR automatico è ben calibrato, senza saturazioni eccessive. Molto buona la modalità notturna per gli scatti in condizioni di bassa luminosità: il risultato potenziato dall’IA non ha un aspetto innaturale come avviene su altri dispositivi di pari fascia, anche se si può comunque notare un livello ineliminabile di rumore dovuto all’elaborazione. Non molto soddisfacente, invece, lo scontornamento dei soggetti nella modalità ritratto. Abbiamo notato spesso parecchie imperfezioni ed errori, come si può notare da alcune delle immagini della nostra galleria, qui sopra.

L’elemento distintivo di questo X60 Pro, come già dell’X51, è la presenza di uno stabilizzatore a 4 assi di tipo “gimbal” sul sensore principale. A differenza di altri sistemi di stabilizzazione ottica dell’immagine, questo OIS è di tipo magnetico e può limitare le oscillazioni fino a tre gradi. È molto utile per minimizzare le vibrazioni nello scatto a mano libera, evitando così l’effetto mosso in condizioni di bassa luminosità. La differenza si nota di più sui video, naturalmente, dove contribuisce in maniera più netta alla fluidità della ripresa. Se effettivamente l’effetto è utile quasi sempre per stabilizzare la ripresa da fermo, a volte però sembra contrastare il movimento naturale se si fanno delle carrellate. L’impressione è che il software faccia un po’ fatica a distinguere fra l’inizio di un movimento intenzionale della mano e una vibrazione involontaria, inserendo in questo modo degli scatti innaturali (anche se appena percepibili) nei video iper-stabilizzati. Lo si può notare in alcuni passaggi del video che trovate qui sotto. 

Conclusioni
Nel complesso X60 Pro è un buon dispositivo di fascia medio-alta, che sicuramente può aiutare Vivo nel suo percorso di espansione di marketing in Italia e in Europa. Non ci aspettiamo che diventi tuttavia un campione di vendite, se non altro perché nella fascia di prezzo cui appartiene deve fare i conti con modelli di Xiaomi, Oppo e OnePlus che possono offrire caratteristiche analoghe e qualità fotografica comparabile. La presenza del “gimbal” per le stabilizzazioni delle immagini è una trovata interessante, ma a nostro parere non fa davvero la differenza, soprattutto nei video, rispetto a una stabilizzazione ottica tradizionale accoppiata con una migliore elaborazione software del filmato. Se siete alla ricerca di uno smartphone fotografico in questa fascia consigliamo comunque di prenderlo in considerazione anche e soprattutto per il design e per l’ottima qualità costruttiva, nonché per la scelta azzeccata di offrire un’esperienza software pressoché invariata rispetto a quella nativa di Android.

 

 

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