Almanacco dell'Innovazione - 10 settembre 1986

Gianni Degli Antoni dice che "è il momento del registro elettronico". Ma nessuno lo capisce

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“E’ il momento del registro elettronico”. A scuola s’intende. Quando è stata detta la prima volta questa frase? Nel 2016? Dieci anni prima? Venti anni prima? Risposta sbagliata: trentacinque anni fa.

Ricordo la prima volta che un amico mi mandò la prima pagina di CompuScuola, “10 settembre 1986, anno 2”. Era la rivista di informatica nella didattica per la scuola italiana del gruppo editoriale Jackson. Una roba pionieristica. Non c’era nemmeno il Web. La rivista aveva in copertina il lancio degli atti di un convegno sulla “Scuola del 2000”, dedicato a insegnare matematica e fisica con il computer; ma il pezzo forte era una intervista intitolata appunto “E’ il momento del registro elettronico”.

A dirlo era un informatico che campeggiava a mezzo busto, sorridente, sulla copertina: Gianni Degli Antoni. Lascio la parola a un docente che lo ha celebrato recentemente, Alex Corlazzoli: “Degli Antoni era un profeta: aveva compreso come il processo (di digitalizzazione) dovesse partire in quegli anni. Chissà come sarebbe andata se lo avessero ascoltato. Dall’altro canto lui è stato fondatore del Centro Televisivo Universitario dell’Università degli Studi di Milano; fondatore e presidente dell’Associazione italiana per la Multimedialità. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sapeva di avere a che fare con un genio”.

Era nato a Piacenza, il 4 marzo 1935 ed è morto a Segrate nel 2016, trent’anni dopo quella profezia, quando il registro elettronico stava finalmente entrando nelle nostre scuole. Chi lo ha conosciuto non ha mai smesso di rimpiangerlo e ricordarne i meriti: c’era Degli Antoni dietro gran parte delle startup che all’inizio degli anni ‘90 hanno contagiato con la febbre del Web anche il nostro Paese; e alcuni dei nostri migliori talenti digitali dell’epoca erano suoi allievi. Quella copertina così antica e profetica fa riflettere sul ritardo enorme della nostra scuola che si prepara a ripartire senza aver ancora capito gli errori commessi sulla Dad e come il digitale ben utilizzato potrebbe essere lo strumento perfetto per fare crescere il livello della didattica e la partecipazione degli studenti. Speriamo di non capirlo fra altri trent’anni.