Almanacco dell'Innovazione - 12 settembre 1958

Il primo circuito integrato, inventato da un giovane appena assunto

Jack Kilby (al centro) a Dallas dopo la vittoria del Nobel nel 2000 
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Il 12 settembre 1958 ci fu il primo test di un circuito integrato ed è difficile immaginare un evento più rilevante di quello in un Almanacco dell’Innovazione. Basti dire che valse al suo inventore il primo Nobel per la Fisica del 2000.

Si chiamava Jack Kilby ed è stata una figura leggendaria. Se a un certo punto i computer hanno smesso di essere grandi come stanze e pesanti come navi è perché l’invenzione di Jack Kilby ci ha permesso di passare dalle valvole termoioniche ai circuiti integrati. La svolta non avvenne per caso, era una decina di anni che ci si interrogava su come miniaturizzare i circuiti; ma avvenne anche perché Jack Kilby era appena stato assunto alla Texas Instruments e mentre tutti erano in vacanza lui era rimasto da solo a fare esperimenti.

Lo raccontò lui stesso nel discorso con cui accettò il Nobel: “Mi lasciarono solo con i miei pensieri e la mia immaginazione”. Kilby partì dall'intuizione di un fisico inglese, Geoff Dummer, che per primo aveva suggerito che tutte le componenti di un circuito avrebbero potuto essere fatte di un unico blocco di materiale. Un semiconduttore, all’inizio il germanio, ma poi si capì che il silicio funzionava molto meglio. Nel 1956 il tentativo di Dummer ci costruire un circuito integrato fallì, “ma la strada era giusta”, dirà Kilby; “il mio contributo è stato riprendere questa idea e realizzarla”. Senza entrare in troppi dettagli, il 24 luglio 1958 Kilby annota su un quaderno l’idea che tutti gli elementi di un circuito potessero stare su un unico chip, e chiama questo ipotesi “The Monolithic Idea”.

Quando torna dalle vacanze, mostra gli appunti al suo superiore che “si mostrò entusiasta, ma scettico”. Un primo test, con elementi separati, venne realizzato il 28 agosto. Il 12 settembre il primo dei 3 oscillatori era pronto, e quando venne accesa la corrente "oscillò di 1.3 megahertz”. Era un trionfo, confermato qualche mese dopo da un esperimento analogo condotto da Robert Noyce alla Fairchild Semiconductor. Era un trionfo, ma all’inizio nella comunità scientifica ci fu “un tremendo scetticismo”. La svolta fu all’inizio degli anni ‘60, quando la Nasa decise di adottare il circuito integrato per la missione Apollo. Kilby da allora ha passato la vita a inventare altre cose, accumulando un numero notevole di brevetti. Fra i tanti, a lui dobbiamo la calcolatrice portatile che un tempo era un oggetto ambito e di uso comune, prima che divenisse una app dello smartphone. Ma anche quella in fondo è una conseguenza di quell’esperimento di successo del 12 settembre 1958.

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