Almanacco dell'Innovazione - 17 settembre 1984

Sulla Rai parte Chip, con un topo robot e Battiato che canta la fine del mondo

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C’è un meraviglioso, piccolo blog archeologico dove ogni tanto ripesco fatti dimenticati perfetti per questo Almanacco. Come Chip, uno dei primissimi programmi della Rai a parlare al grande pubblico delle “meraviglie della vita computerizzata”. Era una striscia settimanale del Tg2 che andò in onda, all’ora di cena, per appena 5 lunedì consecutivi, a partire dal 17 settembre 1984. In studio Stefano Gentiloni (che firmava Chip assieme a Giancarlo Monterisi) e Patricia Pilchard. Il blog QuattroBit ha ricostruito la struttura di Chip a partire da alcuni articoli di stampa che già dai titoli fanno intendere come veniva percepito: “Così sapremo tutto sul computer” (La Stampa); “La valletta fa bip-bip” (l’Unità); “Il computer fa spettacolo” (Radiocorriere TV). 

Nell’intervista al Radiocorriere TV Gentiloni spiegava perché era nato Chip con argomentazioni che potremmo usare anche oggi: "Il nostro obiettivo è spiegare cos'è l'informatica, la telematica e la tecnologia microelettronica; cosa sono e come si possono utilizzare gli elaboratori elettronici, i satelliti, le fibre ottiche e le banche dati, perché è questo il mondo emergente che sta cambiando i rapporti sociali ed economici. Basta pensare all'introduzione nelle fabbriche dei robot intelligenti o dei computer negli uffici". Già allora c’era il tema dell’automazione che avrebbe distrutto alcune professioni: "C'è una forte componente, comunque, di mito attorno ai computer. La gente li considera intelligenze superiori che possono risolvere qualsiasi problema. Ma esistono aspetti anche più grigi e senz'altro più sconvolgenti: per esempio, l'eliminazione degli impiegati e tipografi nell'ambito giornalistico, visto che con un terminale video si riescono a ricevere tutte le agenzie d'informazione e con una apposita stampante si possono riprodurre o cambiare le notizie a piacimento". 

Accanto alla divulgazione c’era lo spettacolo “per evitare che gli spettatori cambiassero canale”. Lascio la parola a QuattroBit: “La parte legata allo spettacolo consisteva in due tipi di giochi, condotti in studio da Patricia Pilchard e ideati da Luigi Albertelli; la Pilchard era accompagnata da Topo, icona della fallimentare generazione robotica di quegli anni… Questo robot divenne presto famoso anche nel nostro Paese grazie a una serie di partecipazioni televisive, arrivando addirittura a cantare in uno dei più noti pezzi italo-disco dell'epoca, Under the ice. Il primo gioco presentato su Chip era a squadre con due coppie a confronto, ciascuna formata da un ultracinquantenne e un dodicenne, e consisteva nel rispondere a una serie di domande riferite a un filmato appena trasmesso; il secondo mostrava una sfida a carte (precisamente il gioco della Scopa) tra un avversario umano e un computer opportunamente programmato. Un'altra parte leggera del programma consisteva in una candid camera, nella quale il protagonista era un elaboratore parlante alle prese con la gente comune. Ecco la descrizione di una di esse, tratta da L'Unità: «In una mensa aziendale è stata studiata una dieta personalizzata per i dipendenti, ma per scherzo: ebbene, nonostante all'uno siano capitati 3 piatti di pastasciutta e all'altro solo 5 mele, a parte i mugugni non c'è stata nessuna vera protesta. Se l'ha detto il computer...". 

La sigla finale era una chicca: un video dove Giusto Pio e Franco Battiato eseguivano Automotion in un'atmosfera elettronica e futurista che ricorda Blade Runner: "L'umanità si sveglierà al suono delle sfere / saremo avvolti da un rumore di fondo tra le colonie di Mercurio /  e della Terra non resterà che un pallido ricordo".