Almanacco dell'Innovazione - 23 settembre 1962

Arrivano The Jetsons, il futuro che sognavamo in un cartone animato

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Domenica 23 settembre 1962, alle sei e mezzo del pomeriggio, va in onda negli Stati Uniti la prima di 24 puntate di una serie di cartoni animati intitolata The Jetsons, e oggi sono tutti d’accordo che non fu soltanto un cartone animato.

Fu la rappresentazione (piuttosto precisa) dell’immaginario collettivo dell’era spaziale che stava iniziando. La celebrazione di un certo futurismo americano. Sì certo, erano cartoni animati firmati dalla storica coppia Hanna & Barbera, nello stile dei famosissimi Antenati. Ma i protagonisti, una tipica famiglia americana, avevano a disposizione tutto l’armamentario di cui gli scienziati parlavano da qualche anno: auto volanti, jetpack personali, marciapiedi rotanti e robot camerieri. L’ispirazione veniva anche da un libro, uscito sempre nel 1962, che immaginava il mondo nel 1975 con lavastoviglie a ultrasuoni e traduttori istantanei.

La prima puntata, quella andata in onda il 23 settembre, si intitolava “Rosey the Robot” e un ricercatore dello Smithsonian Magazine l’ha ricostruita ed esaminata con l’obiettivo di determinare quale fosse l’idea di futuro dei Jetsons. Colpiscono alcune cose: la prima è che si immaginava un futuro in cui avremmo fatto tutto spingendo pulsanti (pensate al touch sugli smartphone e vedrete che non erano molto distanti); poi, visto che premere pulsanti era l’unica attività per fare tutto, la protagonista fa ginnastica alle dita con un trainer che appare nello schermo della tv (vi ricorda le scene di ginnastica in casa durante il lockdown? A me sì).

Non v’è dubbio che come certi romanzi di fantascienza e certi film hanno segnato la nostra idea di futuro, lo stesso è accaduto con alcuni cartoni animati.