La storia

Il lato bello della tecnologia: “Così l’Apple Watch mi ha salvato la vita”

Il racconto di Simone Deriu, un 27enne romano che grazie alle notifiche dello smartwatch ha scoperto una fibrillazione atriale: ha ringraziato Tim Cook, che gli ha risposto
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Ore 8 del mattino, 14 ottobre scorso: al risveglio, un giovane che abita alla Montagnola, zona sud di Roma, riceve una notifica dall’Apple Watch 6, indossato anche durante la notte per tracciare la qualità del sonno. Ha una possibile fibrillazione atriale.

Un momento di concitazione, alcuni elettrocardiogrammi effettuati sempre tramite l’orologio che confermano l’allerta, lo scaricamento e la condivisione dei tracciati e dei dati in pdf col medico di base. Poi dritto al pronto soccorso, dove l’elettrocardiogramma professionale conferma qualche problema all’attività elettrica del cuore. Tutto nel giro di due ore. Così, pochi giorni fa, il 27enne romano Simone Deriu si è salvato la vita, evitando possibili conseguenze e impostando una terapia adeguata. Grazie al gadget che porta sempre al polso (e di cui Apple ha appena presentato la nuova generazione).

Ora è la fase degli approfondimenti medici specialistici per comprendere le cause di quel disturbo, ma l’emergenza è stata risolta prima che potesse produrre danni come l’insorgenza di trombi e ictus, legati alla perdita della capacità contrattile e di ingrandimento degli atri e alla diminuzione della velocità del sangue nelle camere atriali. Embolie, infarti intestinali e renali e appunto ictus e ischemie: le conseguenze della forma più comune di aritmia cardiaca (incidenza dell’1% nella popolazione generale, che sale al 6% sopra i 60 anni, più elevata in altri Paesi) possono essere differenti, a seconda del soggetto. E spesso molto gravi: “Per questo non posso dire di sentirmi un miracolato, ma sicuramente una persona fortemente aiutata”, ha confessato Deriu a Italian Tech.

Simone Deriu 

Dopo qualche giorno ha sentito il bisogno di scrivere a Tim Cook, Ad di Apple, con una mail intitolata “I think Apple Watch saved my life. Thank You”. Nelle poche righe il 27enne, che di lavoro fa il programmatore, ha ringraziato tutto lo staff della Mela e raccontato in breve la sua storia: “Penso che sia molto importante che chiunque abbia lavorato o lavori in Apple sappia che ha decisamente migliorato la mia vita, così come quella di molte altre persone in tutto il mondo”. Il 60enne amministratore delegato del colosso della tecnologia ha risposto nel giro di 24 ore: “Simone, sono così felice che tu abbia cercato assistenza medica e ricevuto il trattamento di cui avevi bisogno. Grazie per aver condiviso la tua storia con noi. Ci ispira a continuare ad andare avanti. Stai bene bene. Tim”.

In effetti il fronte della salute sul Watch è da sempre uno di quelli cui Cook in persona sembra più attento: in un’intervista a Bloomberg di qualche tempo fa spiegò che uno dei momenti più belli della sua giornata è proprio quando, al mattino, legge le mail di chi, come Simone, è riuscito a salvarsi o a scoprire qualcosa di sconosciuto sulla sua salute grazie al Watch. Casi simili a quello del giovane romano si moltiplicano da anni in ogni parte del mondo e aumentano di numero mano a mano che escono le nuove serie dell’orologio e che il sistema operativo abilita altri tipi di analisi dei trend sanitari. L’ultima novità è arrivata lo scorso anno: quella per valutare il livello di ossigenazione del sangue, parametro essenziale in piena emergenza Covid-19. Qualche anno fa, nel corso di uno dei seguitissimi keynote, si era anche visto un video in cui da Cupertino raccontavano alcune di queste storie: persone che avevano avuto salva la vita grazie a una notifica. Una di quelle importanti, però: quella sullo stato del proprio cuore.

Dall'app Battito cardiaco sull'Apple Watch, e a patto di aver aggiornato iPhone e Watch all’ultima versione del rispettivo sistema operativo, si possono infatti abilitare gli avvisi per ricevere un’allerta in caso di frequenza cardiaca elevata o ridotta o, come nel caso di Deriu, di ritmo cardiaco irregolare. E poi, dalla Serie 4, si possono appunto effettuare Ecg a singola derivazione: “Quando sono arrivato al pronto soccorso del Sant’Eugenio ho constatato un po’ di freddezza sull’allerta del Watch - ci ha spiegato il giovane programmatore - D’altronde io stesso, appena sveglio, avevo pensato a qualche errore. La professionalità è stata comunque assoluta: sono entrato in codice arancione e, proprio mentre il Watch mi inviava un’ulteriore notifica, l’Ecg ospedaliero confermava il problema. A quel punto tutti si sono ricreduti”. Non a caso, è stato necessario praticare a Simone una cardioversione elettrica: si tratta di una procedura con la quale viene erogata una scarica elettrica sul torace che provoca una contrazione simultanea di tutte le fibre muscolari cardiache. A quel punto riprendono a contrarsi in modo ritmico e le aritmie atriali e ventricolari vengono così risolte: “Il dato essenziale, per me, oltre all’allerta, rimane la semplicità con cui è possibile condividere dati e informazioni col proprio medico, cosa che ho fatto scaricandole dall’app Salute e inviandole via chat - ha aggiunto Deriu, da sempre appassionato cliente Apple, con il Watch al polso fin dalla prima serie - Una velocità che nel giro di due ore mi ha portato dalla sveglia all’ospedale. Quel che si dice un fattore game changer”.

Deriu è un cultore del Watch: ha anche sviluppato, con un collega, un’applicazione di successo battezzata Buddywatch, una community per la condivisione dei quadranti scaricata oltre un milione di volte. Ma è ovviamente solo una combinazione: gli effetti benefici di un simile sistema di sensoristica al polso sono per tutti. Le cronache raccontano ormai da anni di centinaia se non migliaia di vite salvate (o “fortemente aiutate”, come ha detto Simone) dagli avvisi dell’orologio, con storie talvolta condivise anche sui social network. Nel febbraio dello scorso anno, un 33enne è stato operato dagli specialisti del dipartimento di Aritmologia di Maria Cecilia Hospital di Cotignola, in provincia di Ravenna, dopo una grave tachicardia ventricolare: il primo campanello d’allarme era stato lanciato proprio dall’Apple Watch; l’anno precedente, invece, un ex maestro di sci allora 65enne si era salvato da un infarto grazie alle notifiche.

“Ho sempre pensato al Watch come un accessorio anzitutto di stile - è la riflessione di Deriu - Accoglievo con entusiasmo le novità legate alla salute, ma, un po’ come accade con le assicurazioni sanitarie, speravo in fondo di non doverle usare mai. Specialmente a 27 anni, giovane e sportivo e con un carattere che mi porta a prendere le cose con grande leggerezza, senza drammatizzare. E invece, quando provi l’efficacia di questi gadget sulla tua pelle, le cose cambiano. E magari metterò anch’io in cantiere un’app utile per la salute”.