"La crisi dei chip durerà almeno un altro anno": lo dice il produttore dell’iPhone

La conglomerata taiwanese Foxconn, che assembla dispositivi elettronici per i maggiori marchi del settore, prevede un calo delle vendite nel quarto trimestre a causa della scarsità dei componenti
2 minuti di lettura

Foxconn Technology Group, uno dei maggiori fornitori di Apple, Dell, HP e molti altri grandi marchi dell’elettronica di consumo, ha rivisto al ribasso le proprie stime di fatturato per l’ultimo trimestre solare del 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il motivo principale del calo, dicono dall’azienda, è da ricercarsi nella crisi dei chip e dunque nell’impossibilità di accedere a un quantitativo sufficiente di componenti per soddisfare la crescita della domanda.

Un fattore che ha inoltre contribuito al calo di fine 2021 nel fatturato di Foxconn è il confronto impari con un fine 2020 insolitamente positivo. Lo scorso anno i ritardi nella produzione legati alla prima fase della pandemia avevano fatto registrare numeri più alti del solito fra ottobre e dicembre, quando le fabbriche avevano già riaperto e iniziato a smaltire la domanda dei periodi precedenti.

La contrazione nella disponibilità di semiconduttori è un problema con cui l’industria sta facendo i conti da gennaio. Il problema è legato anche in questo caso ai ritardi accumulati dalle linee di produzione nel 2020 a causa della pandemia e alle fluttuazioni della domanda, in particolare nel mercato automobilistico. Mentre le vendite di nuovi veicoli si sono arrestate nella prima fase pandemica, la richiesta di prodotti elettronici di ogni tipo è cresciuta a causa delle nuove necessità del lavoro e dell’istruzione da remoto, forzando i produttori ad adattare l’offerta. Verso la fine del 2020, con l’inattesa e rapida ripresa del settore automobilistico, l’esplosione della domanda di nuove auto - gadget su ruote che usano centinaia di componenti elettroniche - ha causato la congestione globale della filiera di produzione dei semiconduttori che ad oggi non è ancora risolta.

Ci sono però anche delle buone notizie. Sempre secondo Foxconn, le forniture di alcune categorie di componenti, come i moduli ottici per le fotocamere, stanno già tornando alla normalità e potrebbero stabilizzarsi prima della fine dell’anno. Altri prodotti, come i moduli per la gestione delle batterie e della ricarica, rimangono invece difficili da reperire in grandi quantità. La crisi nel suo complesso, dicono i dirigenti dell’azienda taiwanese, non si appresta a finire nel breve. Le stime più ottimiste in questo caso parlano di un graduale ritorno alla stabilità pre-pandemica non prima della seconda metà o della fine del 2022.

Intanto anche Apple, il maggior cliente di Foxconn, ha fatto sapere che la crisi dei semiconduttori avrà un impatto consistente sui numeri di vendita del primo trimestre fiscale del 2022 (che per Cupertino corrisponde al periodo ottobre-dicembre del 2021). La scarsità dei componenti e i colli di bottiglia causati dalle chiusure degli impianti per alcuni focolai di Covid-19 avevano già avuto un impatto sui conti del trimestre luglio-settembre, con mancati guadagni stimati dall’azienda in 6 miliardi di dollari.