Sicurezza informatica. Il Lazio apre la Scuola Regionale di Alta Formazione sulla Cyber-Security

“Sarà l’apripista di una nuova stagione all’insegna dell’innovazione”, spiega Nicola Zingaretti. Entrerà in funzione fra sei mesi per evitare incidenti come quello di questa estate
2 minuti di lettura

La Regione Lazio corre ai ripari e apre una scuola di “alta formazione” sulla cybersicurezza. Negli ultimi mesi, nel settore pubblico e privato, la consapevolezza dei rischi legati alla gestione delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici, è cresciuta. Anche e soprattutto in seguito ad incidenti gravi, fra quali l’attacco subito dalla stessa Regione fra luglio e agosto, oltre a quelli portati a termine contro compagnie di del calibro di Geox ed Enel. E così, assieme all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, anche la Regione Lazio ha pensato fosse venuto il momento di un’azione di rafforzamento dei livelli di sicurezza dello spazio cibernetico di un’area cardine del Paese.

“Il buon esito della programmazione dei fondi 2014 / 2020 nel Lazio ha portato a un grande incremento delle risorse destinate al nuovo ciclo 2021/2027. Si passa da 2 miliardi e 700 milioni a 4 miliardi e 400 milioni”, spiega Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. “Nella parte formativa è nostro obiettivo investire pensando alla società e alle esigenze del futuro. Green economy, digitalizzazione impongono anche mutamenti radicali nei percorsi formativi. Si creeranno, insieme ai problemi nuove opportunità che richiederanno una competenza molto qualificata. Per questo l’innovazione sarà radicale nei percorsi tradizionali e nella ricerca di nuovi e inediti corsi per nuove professioni. Da questo punto di vista la Scuola per la cybersecurity sarà l’apripista di una nuova stagione all’insegna dell’innovazione.”

La Scuola Regionale di Alta Formazione sulla Cyber-Security dovrebbe essere attiva, almeno in forma sperimentale, entro sei mesi. Stando alla regione guidata da Zingaretti, sarà il fulcro di un sistema complesso e articolato di relazioni con diversi soggetti: da una parte gli enti di formazione e i centri di eccellenza di ricerca e sviluppo sulle tematiche della sicurezza cibernetica, dall’altra i soggetti pubblici e privati che potranno progressivamente accogliere l’offerta di professionisti qualificati formati presso la scuola. Ma fin dall’inizio verranno chiamati a collaborare gli istituti scolastici superiori, le università pubbliche del Lazio, l’Agenzia per la cyber-sicurezza nazionale, l’Agenzia per l’Italia digitale, le imprese del settore delle telecomunicazioni.

L’offerta formativa sarà articolata in una serie di corsi suddivisi in più indirizzi professionali tra cui Data Protection e Critical Infrastructure Protection. Al termine ci sarà il rilascio di Certificazioni di qualifica e competenza regionali valide ai sensi del decreto 13/2013: “esperto sicurezza informatica”. L’obiettivo è sviluppare competenze qualificate nel campo della cybersecurity, anche attraverso l’avvio di percorsi di formazione dedicati e l’empowerment della forza lavoro.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Cybersecurity del Politecnico di Milano, lo scorso anno si è chiuso con l’ennesimo aumento delle minacce alle grandi imprese. Nel 2020 la spesa in soluzioni di per la sicurezza ha raggiunto un valore di 1,37 miliardi di euro, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Gli investimenti sono stati legati principalmente alla gestione dell’emergenza e della protezione del lavoro in remoto e, da più parti, vengono giudicati ancora insufficienti per mettere in sicurezza il Paese.