Almanacco dell'innovazione - 8 dicembre 2001

Berlusconi porta l'inglese sul sito di Palazzo Chigi, ma usa il traduttore automatico dell'epoca...

(ansa)
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Se fossimo soltanto un po’ autoironici, in questo Almanacco dell’innovazione, l’8 dicembre dovremmo festeggiarlo. Fare una grande festa e riderci su, di come eravamo (e forse a volte siamo ancora). Perché oggi sono i venti anni esatti di una delle peggiori figure mai fatte da un governo alle prese con le traduzioni in inglese. Una cosa da film di Totò, ma che dico, dei fratelli Vanzina. E insomma, c’era “il governo Berlusconi delle “3i” (inglese, impresa, internet).

E qualcuno decise, giustamente, che il sito di palazzo Chigi dovesse essere in inglese. (Giusto! Bravo! Grazie!). E qualcun altro deve aver suggerito di usare un traduttore automatico, tipo Google Translate (che però arriverà solo cinque anni dopo: quindi chissà quale fu). Il risultato lo raccontò da par suo su Repubblica Sebastiano Messina in questa cronaca uscita appunto l’8 dicembre. “Berlusconi ha messo l’inglese su internet. Detto fatto. Purtroppo è una tragedia. L’inglese berlusconiano nel sito del governo è un pasticcio comico, maccheronico, da festival dello sfondone. E non in una paginetta secondaria, nelle biografie ufficiali dei ministri. Citiamo a caso scorrendo le pagine del sito di palazzo Chigi.

Il maestro del ministro Buttiglione, il professor Augusto del Noce, è diventato “August of the Walnut” grazie all’inedita traduzione del cognome. Il ministro dell’Innovazione Lucio Stanca risulta amministratore della società milanese "Mouthfuls", nome che nasconde la traslazione fin troppo letterale del sostantivo gastronomico “bocconi”. Non solo, ma il suddetto ministro “has covered loads with president of IBM”, cioè ha coperte non delle cariche ma dei carichi (con un telone?) assieme al presidente della IBM. E alla fine ha lavorato “near the center of IBM Italy” cioé non proprio lì dentro ma “near”, nelle vicinanze (nel posteggio?)... Allora constaterete che il ministro Marzano è autore di circa 150 “banns”, parola dal lessico religioso aoperabile solo per le pubblicazioni di matrimonio. Che è un “ordinary professor”, espressione che all’estero invidua un docente dozzinale, scadente, di seconda scelta, ordinario appunto. E che per sua volontà non ha fatto parte del “government Dynes”, che sarebbe la versione angloamericana del governo Dini.

Peggio è andata alla signora Moratti… a lei invece del cognome hanno tradotto il nome facendone “lady Joy Brichetto”, mentre il suo piano aziendale è diventato “slowly of reorganization”... “. Messina deve essersi divertito parecchio perché cita anche Claudio Scajola, diventato “Claudius Scajola” al quale Berlusconi chiese una mano, tradotto con “churches”, le chiese appunto; per riorganizzare Forza Italia, ovvero Italy Force. E non è finita: il Fronte della Gioventù dove aveva militato da giovane Gasparri diventa la fronte dalla gioventù,  “forehead of youth”; Altero Matteoli, ministro dell’ambiente, diventa “minister of the Atmosphere”; e la Lega Nord di Boss diventa “alloy”, una lega metallica (Bossi da Varese, provincia di VA, tradotto “goes”). L’’unica scheda senza errori, nota Messina, era quella di Silvio Berlusconi. Al quale Messina consigliava la quarta “i”: “Identificare the cretino who has combinato that pasticcio”.