Intervista

Kobo, un altro ebook è possibile

Kobo, un altro ebook è possibile
 Il presente e il futuro dell'azienda canadese raccontato dal Ceo Michael Tamblyn: un negozio online che vende pure audiolibri, una piattaforma hardware con tre modelli appena usciti, ma anche una strategia che privilegia gli abbonamenti ai singoli titoli
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In Italia sono lettori e lettrici il 40% delle persone di 6 anni e più: il 77,2% dei lettori legge solo libri cartacei, il 7,9% solo ebook o libri online. E se quasi il 60% dei 22,8 milioni di amanti dei libri sono lettrici, i lettori definiti “forti" (cioè che leggono almeno 12 libri l'anno) sono 4,6 milioni: il 14,1% dei lettori e il 16,7% delle lettrici. Da soli, valgono 51,7 milioni di copie all'anno. Ma il discorso si fa più interessante quando parliamo di libri digitali.

L'ebook, che doveva soppiantare il libro cartaceo nelle previsioni di 15 e più anni fa, si è attestato al 10% a livello mondiale e rimane stabile. A cambiare sono le strategie per portarlo sotto gli occhi dei lettori e delle lettrici. Per esempio, c’è una sorta di all you can read, cioè gli abbonamenti simili a Netflix per le serie e i film, che permettono di leggere tutto quel che si vuole pagando una cifra fissa: “Abbiamo da poco lanciato in Italia questo abbonamento assieme a tre nuovi reader per conquistare mercati nuovi, fatti da fortissimi lettori”, ci ha detto Michael Tamblyn, numero uno di Rakuten Kobo, l'azienda canadese che vende eBook, audiolibri e lettori (i Kobo, appunto).

Michael Tamblyn
Michael Tamblyn 

Un mercato che cambia di continuo
Kobo è contemporaneamente un negozio online (in Italia in partnership con editori e distributori come Mondadori) e una piattaforma hardware di ereader più piccola del colosso Amazon, ma molto agguerrita: “Dal 2010 abbiamo fatto grandi cambiamenti nel mercato degli ereader, con schermi grandi, luce colorata per rilassare la vista, resistenza all'acqua per andare al mare o in piscina. Portiamo avanti il mercato e poi arrivano anche i nostri amici di Seattle (Amazon, ndr), e va bene così”.

Quello degli ebook reader è un mercato che pesa attorno ai 10 milioni di pezzi all'anno in tutto il mondo, esclusa la Cina. Un limite è anche la bontà dei prodotti: gli ereader durano anni, molto più di smartphone e computer, anche perché vengono usati per una cosa sola (leggere) e si logorano meno: “Quello che incoraggiamo sempre le persone a fare è guardare i nuovi modelli perché cerchiamo di migliorare. Miglior contrasto, luce con tono, più definizione. E nuovi contenuti da fruire anche per nuove fasce di mercato”.

Se da un lato l'abbonamento all you can read di Kobo, che si chiama Kobo Plus, ha 3 fasce di prezzo a partire da 9,99 al mese per libri, audiolibri o entrambi i tipi di contenuto, dall'altro l'azienda esplora il mercato per cercare di conquistare nuove fasce di acquirenti: “Abbiamo visto che ci sono tipi di lettori che non amano gli ebook. Negli Usa il 30% dei libri venduti sono ebook, in Italia molti meno. Alcuni tipi di libri sono fatti per essere di carta perché sono belli come oggetti, come i libi di fotografie. Ma altri no. Eppure non passano in digitale. Ci siamo chiesti il perché», ci ha detto Tamblyn.

Un ereader per chi non ama gli ebook
L'azienda ha studiato il mercato e i consumatori, scoprendo che i lettori che non amano gli ebook reader sono quelli che studiano, gli amanti della storia e della saggistica in generale: “Non solo leggono, ma prendono anche appunti a margine, sottolineano, evidenziano. Tutte cose scomode da fare con un ebook. Così abbiamo ripensato un reader per loro”.

Il lettore si chiama Kobo Sage, è abbinabile a una penna e alla cover magnetica che fa anche da protezione per la penna e da seconda batteria. Un oggetto massiccio (schermo da 8”, processore quad-core, 32 Gb di spazio, risoluzione da 300 Ppi, 1440 x 1920 pixel con modalità scura). Costa ben 289 euro, ma lo abbiamo provato e definirlo semplicemente un ereader è estremamente riduttivo: potenzialmente è l'unica cosa di cui ha bisogno uno studente o una persona che vuole studiare e prendere appunti senza dover utilizzare un computer o un tablet che introduce molte più distrazioni e un costo sostanzialmente maggiore. La batteria ha una durata enorme (alcune settimane), la velocità della risposta quasi istantanea e alcune soluzioni molto ingegnose: come quella per cui, ridimensionando il carattere degli ebook, automaticamente vengono spostate tutte le note e sottolineature mantenendo le proporzioni originali. È facile immaginare uno studente fare tutta l'università con un apparecchio del genere.

Il lettore ha anche la compatibilità con Dropbox per sincronizzare più facilmente i contenuti (pdf e altri documenti), il wifi e il Bluetooth per agganciare un paio di cuffie senza fili e ascoltare gli audiolibri.

Ricordando come erano fatti i primi, artigianali ereader di vent’anni fa, è quasi una rivoluzione: “Ci sono ancora molti margini per innovare in questo settore, ma richiedono investimenti che i volumi limitati rispetto alla telefonia cellulare rendono più difficili”, ha ammesso Tamblyn. Il colore è fra i più elusivi: esiste in alcuni reader, ma ancora è ancora molto rudimentale e poco funzionale. Invece, la velocità non è (quasi) più un problema.

Il mercato degli ebook e gli effetti del coronavirus
I libri digitali negli ultimi due anni sono andati molto bene, per via della pandemia: “Le persone hanno letto di più. All'inizio della pandemia siamo stati tra quelli che hanno lavorato per portare libri da leggere in formato digitale a chi voleva, sia con i nostri reader sia con le nostre app per telefoni e computer. Abbiamo lavorato con il governo italiano, Mondadori e altri per dare alle persone bloccate in Lombardia i libri gratuitamente. Ha funzionato e abbiamo replicato l'esperienza in altre regioni e altri paesi del mondo partendo proprio dall'esperienza lombarda”, ci ha raccontato ancora Tamblyn.

Il futuro però sono gli abbonamenti, come quello lanciato da Rakuten Kobo e già presente nel catalogo di Amazon (si chiama Kindle Unlimited). I motivi sono vari: da un lato attrae i pirati di ebook oltre ai forti lettori, ma dall'altro è in competizione con altre forme di intrattenimento. Come giustificare la spesa di 15 euro per un libro se con 10 euro hai un mese di musica o di film e telefilm gratuiti? “Secondo noi – è la risposta – è necessaria una simmetria: il tempo libero viene impegnato sui social, ma noi offriamo un'alternativa interessante ed economicamente compatibile”.

L'altro aspetto è l'allargamento quasi senza fine del catalogo, che è permesso dai reader come il Kobo, connessi e dotati di una versione dello store direttamente sull'apparecchio: “Lavoriamo con gli editori – ha spiegato ancora Tamblyn – per pubblicare il loro catalogo, ma anche con il self publishing: il 10% dei libri venduti viene da quel mondo ed è complessivamente interessante. Inoltre, le persone vogliono non solo una lettura ottimizzata, ma anche integrata fra apparecchi diversi: iniziare a leggere sul computer, passare al telefono, finire la sera sull'ereader”.

Essere presenti soprattutto sui telefonini con la app, oltre ad avere ereader con schermo di 7-8”, è molto importante anche per un altro genere di contenuti, i fumetti: “In Giappone – ha concluso Tamblyn – li 65% di quel che vendiamo è manga o comunque grafico e va sulla app per i telefonini. Il fumetto puro è cartaceo, perché va sul mercato dei collezionisti, ma con gli Nft potrebbe cambiare tutto e noi ci saremo, con una piattaforme e dei reader adatti anche a questa sfida”.