Intervista
Tasnim Ali (foto di Alessandro Peruggi)
Tasnim Ali (foto di Alessandro Peruggi) 

Tasnim Ali, la 22enne che spiega l'Islam su TikTok

Abbiamo incontrato la giovane di origine egiziana, che ha conquistato 560mila follower raccontando la sua religione e i suoi princìpi: “L’Italia non è razzista, ma siamo ancora un po’ provinciali”, ci ha detto

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Non lo vorrebbe per Natale, perché lei ovviamente il Natale non lo festeggia, ma se dovesse scegliere un regalo tecnologico, allora sceglierebbe un MacBook, “anche se non so se lo voglio davvero, e se lo userei davvero per quello che può fare, oppure se è solo uno sfizio”. Lei è Tasnim Ali, ha 22 anni, è nata ad Arezzo da una famiglia di origine egiziana e vive a Roma. E ha i gusti, i desideri e le aspettative di più o meno tutte le ragazze della sua età. Diversamente da più o meno tutte le coetanee, Tasnim ha 560mila follower su TikTok ed è quella che una volta si definiva influencer e oggi si chiama creator. Ancora: diversamente da più o meno tutti i creator su TikTok, Tasnim ha scelto un argomento parecchio impegnativo per i suoi video. Ha scelto di parlare di religione e di islam, che è la sua religione.

L’abbiamo incontrata a Milano in occasione dell’evento organizzato da TikTok per fare il bilancio del 2021 e ci ha raccontato che la sua carriera sul social network del momento è iniziata come quella di tanti altri, ed è iniziata un po’ per caso: “Ho postato le prime clip fra marzo e aprile 2020, durante il primo lockdown. Erano ironiche, mostravo la vita mia e delle mie sorelle - ha ricordato con noi - Poi ne ho pubblicata una scherzosa sulle differenze fra indossare il velo e non indossare il velo in una giornata di forte vento. E sono iniziate le domande”. Il suo profilo è nato così, dalla curiosità delle persone: “Ho scelto di affrontare questi argomenti (velo, islam e religione, ndr) non perché pensassi che avrebbero funzionato, ma perché sentivo che c’era molto interesse e che potevo rispondere e spiegare”.

tiktok: Tasnim e la poligamia

Parlare di Islam sui social
Ma com’è affrontare questi temi in un Paese come l’Italia, che le cronache quotidiane descrivono come chiuso, poco rispettoso delle diversità e dove l’integrazione sembra ancora difficile? “Questo è il mio Paese, e non penso che il mio Paese sia razzista - ci ha detto Tasnim - Certo è che se ci sono persone, soprattutto alcuni politici, che soffiano sul fuoco dell’odio e della polemica, tutto diventa più complicato”. Rispetto al resto d’Europa ci sono comunque differenze, e non sono piacevoli: “Grazie a mio padre ho viaggiato molto e ho notato che da nessuna parte, in Germania, Francia, Olanda, Inghilterra, c’è questa attenzione per ciò che è diverso. In quei Paesi ci sono donne con il velo che lavorano ovunque, ci sono musulmani, ci sono persone vestite in ogni maniera, e nessuno fa caso a queste cose. Forse noi siamo ancora un po’ provinciali”.

Forse siamo anche un po’ ignoranti e dovremmo conoscere meglio quello che vorremmo criticare? “Questo sì - ha concesso Tasnim - che è il motivo per cui consiglio sempre di viaggiare, di viaggiare tanto e il più possibile, perché apre la mente. E perché davvero l’ignoranza è l’ostacolo più grosso che ho incontrato su TikTok”. Niente hater, pochi commenti offensivi, ma tantissimi di chi non capisce il suo mondo e i suoi princìpi: “Ho notato che le persone sono disposte ad ascoltare, approfondire e pure a cambiare idea, se gli vengono spiegate le cose”. Tutte le persone? “No, non tutte, ma soprattutto quelle della mia generazione, con cui trovo che sia più facile relazionarsi e che secondo me sono più aperte - ci ha spiegato Tasnim - È davvero molto raro che un under 30 faccia critiche gratuite sul mio modo di vestire o di agire, mentre è molto più frequente con gli over 40 e gli over 50”.

Tasnim Ali (foto di Alessandro Peruggi)
Tasnim Ali (foto di Alessandro Peruggi) 

Il rapporto con la famiglia (e con la tecnologia)
Lei, che nonostante la giovane età è già sposata (felicemente, a giudicare da quello che mostra su TikTok), ha le idee ben chiare anche sui temi più delicati che spesso vengono associati all’Islam, come l’oppressione delle donne e il terrorismo: “Molti vedono il velo come una costrizione, ed è anche per spiegare che non è così che sul profilo ho deciso di parlare di questi argomenti e di mostrare che la mia vita e quella delle mie amiche non è tanto diversa da quelle delle nostre coetanee”. E il terrorismo? “Le persone che associano questi fatti all’islam sbagliano - ci ha detto senza tanti giri di parole - così come sbagliano le persone che uccidono in nome della religione, di una loro interpretazione sbagliata della religione. Qualsiasi religione sia”.

In quella che al momento è decisamente la sua carriera e il suo impegno principale, perché “ho messo in pausa l’università (frequenta Scienze politiche, ndr) e l’agenzia di viaggi di papà, dove lavoravo, è chiusa”, Tasnim ha il totale sostegno della famiglia: “Mamma è una grande fan, legge tutti i commenti e a volte mi suggerisce come rispondere - ci ha raccontato - Mio padre è molto fiero di me, dice che sto facendo bene e che questo è il modo giusto per parlare di questi argomenti”. E il marito, un giovane egiziano di Roma? “È contento, talmente tanto che vorrebbe farmi da manager - ci ha detto sorridendo - Solo che io un manager lo ho già”.

Come altri creator della sua età, anche Tasnim decide più o meno in autonomia che cosa pubblicare, quando e come, con poche eccezioni: “Il profilo è gestito da me, sono libera di scegliere gli argomenti e sono io che rispondo a tutti i commenti. O almeno a tutti i commenti cui riesco a rispondere. Poi ci sono i video che devo fare per lavoro, con l’agenzia (che si chiama Wannabe e ha sedi a Milano e Napoli, ndr) che mi trova le collaborazioni e i contratti con le aziende”.

Di nuovo come molti altri creator che hanno debuttato a primavera 2020, anche Tasnim ha iniziato con quello che aveva, cioè usando la fotocamera frontale del telefonino: “Era un iPhone 11, adesso sono passata al 12 e mi trovo bene così - ci ha raccontato - La tecnologia mi piace e gli smartphone mi interessano, ma visto che faccio quello che faccio, la qualità della fotocamera per me è determinante. E su questo, iPhone mi sembra imbattibile”. Se però potesse cambiare, cambierebbe totalmente: “Android è 100 volte meglio nell’utilizzo quotidiano, e io vorrei un Samsung”, ci ha confessato sorridendo. Cosa che però le complicherebbe un po’ la vita con il MacBook di cui si diceva all’inizio, se mai decidesse di comprarlo: per aiutarla a decidere, qui c’è la nostra prova