Quella foto con Elon Musk simbolo delle fake news su Covid e clima

Quella foto con Elon Musk simbolo delle fake news su Covid e clima
Insieme al ceo di Tesla e SpaceX, ci sono il podcaster Joe Rogan e lo psicologo Jordan Peterson. Sono in posa davanti alla vettura Tesla la cui produzione continua a essere rinviata. Il quadretto dice molto sulla disinformazione con cui abbiamo a che fare ultimamente
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Abbracciati come tre moschettieri davanti al Cybertruck di Tesla, il suv talmente del futuro che ancora oggi, dopo essere stato annunciato trionfalmente nel 2019, viene definito ancora come un prototipo.


Quello a sinistra, nella foto, è Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo nonché il Ceo di Tesla, l'azienda automobilistica che produce supercar elettriche. L'uomo al centro è Jordan Peterson, psicologo e accademico canadese. Quello all'estrema destra, che completa il trio, è Joe Rogan, il re dei podcast che recentemente ha fatto infuriare Neil Young.

La foto è stata scattata nella nuova fabbrica Tesla di Austin, in Texas. E a confermare l'incontro recente tra Elon, Jordan e Joe ci sono le foto pubblicate su Instagram da Rogan, che ha potuto provare e vedere da vicino l'atteso Cybertruck, la cui uscita sul mercato è ormai slittata almeno al 2023. Con buona pace di chi ha già versato, due anni fa, 100 dollari di caparra per un preordine che oggi sa molto di presa in giro.

Parlare o scrivere di questa foto, dicevamo, sarebbe al limite del gossip se non fosse per i contenuti che questi tre personaggi - e la vettura alle loro spalle - veicolano. E non si tratta solamente del loro aperto sostegno al movimento Freedom Convoy, in sostegno dei camionisti canadesi che si ribellano all'obbligo vaccinale. C'è molto altro.

Musk e Rogan sono considerati buoni amici: il ceo di Tesla ha partecipato a due puntate del suo controverso podcast, The Joe Rogan Experience. Insieme, con la loro presenza online, raggiungono una platea enorme: Musk su Twitter ha superato i 72 milioni di follower, Rogan con il suo show pare che tocchi i 190 milioni di download mensili. Entrambi non sono molto d'aiuto nella lotta al Covid, anzi hanno rappresentato un problema.

Musk è stato criticato per i suoi tweet negazionisti. Il 31 gennaio del 2020, all'inizio della pandemia, l'imprenditore per esempio scriveva: "Penso che il coronavirus si rivelerà qualcosa di simile a un raffreddore". Con Rogan invece se l'è presa una lunghissima lista di medici e scienziati, 256 per la precisione, preoccupati dalle posizioni no vax degli ospiti del suo podcast.

Ora, insieme a questi due personaggi che in America iniziano a definire "supervillain", quei cattivi dei film che solo sullo schermo sprigionano un certo fascino, si presenta, quasi a chiudere idealmente il cerchio della disinformazione, Jordan Peterson, ospite di una delle ultime puntate del Joe Rogan Experience. Puntata che, neanche a dirlo, ha fatto alzare più di un sopracciglio.

In particolare non è passato inosservato il discutibile pensiero di Peterson sulla crisi climatica: "Questa cosa del clima non c'è - ha detto lo psicologo ai microfoni di Rogan - Clima e 'tutto' sono la stessa parola e questo è ciò che mi infastidisce dei tipi di cambiamenti climatici".

In sintesi, secondo Peterson i cambiamenti climatici sono attribuibili a così tanti fattori che è impossibile identificare delle variabili precise. "I modelli climatici - ha aggiunto Peterson - non sono basati su qualsiasi cosa. Sono basati su un numero di variabili. Questo vuol dire che le variabili sono state ridotte a un determinato numero. Ma come si decidono le variabili da inserire nelle equazioni se il cambiamento climatico ha a che fare [sempre secondo Peterson, ndr] con 'tutto'".

Le parole dello psicologo, proferite in assoluta libertà, sono state scarsamente contrastate dal conduttore, Joe Rogan. Ma gli scienziati americani non sono rimasti in silenzio, definendo 'comiche' e 'pericolose' le affermazioni di Peterson.

Elon, Joe e Robert. Un trio di moschettieri, dicevamo all'inizio. Tutti per uno, uno per tutti. L'influenza di uno dunque può essere spesa anche per difendere gli altri, se serve. Com'è accaduto quando Joe Rogan e Spotify sono finiti nel mirino, dopo lo sdegno di Neil Young, e Peterson - che su Twitter può contare su 2,3 milioni di follower - lo ha sostenuto senza pensarci troppo: "Joe Rogan: il re della disinformazione. Ecco perché così tante persone lo preferiscono a CNN, ABC, NBC, CBS (che non mentono o dissimulano mai) - ha scritto con sarcasmo lo psicologo - Spotify lasci in pace Joe Rogan, ci sono censori ovunque".