Fondata nel 2016

Smo, la startup genovese che vende i microscopi per smartphone alle università Usa

Una banconota da 10 euro inquadrata con una lente Diple
Una banconota da 10 euro inquadrata con una lente Diple 
Come funzionano, quanto costano e dove si comprano le lenti che il dipartimento di Stato americano usa per controllare la filigrana delle banconote: intervista ad Andrea Antonini, founder e Ceo di Smart Micro Optics
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“Per l’ordinamento italiano siamo ormai una Pmi, apparteniamo al registro delle piccole e medie imprese. Ma in realtà siamo ancora una startup”. E Andrea Antonini ha decisamente l’aspetto da startupper: quando l’abbiamo incontrato, in un sabato mattina ovviamente lavorativo, ci ha accolti vestito con tanto di felpa con cappuccio, chiaramente calato sulla testa. Vestito da startupper, insomma. Solo che la sua Silicon Valley non è in California, ma a Genova. E il suo garage sono due stanze nel gigantesco spazio del Bic, il Business Innovation Center cittadino, esattamente sotto a ponte San Giorgio, costruito sulle macerie del vecchio ponte Morandi (foto).

Non è solo questione di look: è anche questione di atteggiamento. E di successo: da qui (anzi, dall’Istituto italiano di Tecnologia, dove tutto è iniziato), Antonini guida Smart Micro Optics, una startup che realizza lenti in grado di trasformare qualsiasi smartphone in un microscopio. E che in meno di 5 anni è riuscita a vendere i suoi prodotti a scuole e università in Italia e nel mondo, oltre che al dipartimento di Stato degli Usa.

Un dito fotografato con un Redmi Note 11 attraverso una lente Blips
Un dito fotografato con un Redmi Note 11 attraverso una lente Blips 

Dall’idea alla produzione, grazie a Kickstarter
Ma andiamo con ordine. Nel 2016 è stata lanciata la prima raccolta fondi attraverso Kickstarter per le lenti adesive Blips, che si applicano sulla fotocamera principale dello smartphone e offrono vari livelli di ingrandimento (sino a 10x, con un dettaglio che arriva a 8-10 micron): “Nei primi 45 giorni abbiamo ricevuto ordini da 5200 clienti da 80 Paesi del mondo, raccogliendo quasi 220mila euro - ha ricordato Antonini - È andata davvero bene, anche troppo”. In che senso? “Nel senso che avevamo talmente tanti ordini che siamo dovuti partire subito con la produzione, che è insieme un vantaggio e uno svantaggio, perché tutto quello che ci entrava dovevamo spenderlo subito per comprare le materie prime, produrre e consegnare ai clienti”.

A inizio 2019 è stata invece la volta del primo round di equity crowdfunding, che solo nel primo mese ha permesso di portare a casa oltre 40mila euro, e la fine di quell’anno è coincisa con la seconda campagna su Kickstarter, questa volta concentrata su Diple, un vero kit di microscopia per lo smartphone, con ingrandimenti che arrivano a 150x (senza usare lo zoom digitale del telefono, altrimenti si sale a 1000x) e la possibilità di vedere nell’infinitamente piccolo, cioè sino a 3, 1 o anche 0,7 micron. Antonini ci ha raccontato che “anche quella è andata davvero bene, e abbiamo raccolto ordini da 1500 clienti”, e che quello in generale è stato un ottimo momento per Smo: “Abbiamo prodotto 30mila lenti per un grosso gruppo industriale che le abbinava agli shampoo anti-pidocchi in vendita nelle farmacie - ci ha ricordato con un sorriso - Le nostre Blips servivano per trovarli, i pidocchi. Per poterli vedere”. Non solo: “Abbiamo aperto una sede a New York e una in Cina, per iniziare a vendere anche là. Purtroppo, con l’inizio del 2020 e l’arrivo della pandemia, quei piani sono stati parecchio rallentati, ma ora abbiamo intenzione di farli ripartire”.

In Cina viene comunque fatta parte della produzione, però limitatamente a scatole, confezioni, meccanismi e ingranaggi, cioè a tutto quello che si può realizzare su larga scala, contenendo così i costi. Non le lenti, però: “Quelle ce le facciamo da soli qui a Genova. Le facciamo proprio noi, nella stanza accanto”. Quante? “Nei momenti di picco, arriviamo anche a 3-400 Diple al mese e 600 Blips al giorno”.

Una lente Blips applicata sulla fotocamera principale di un Redmi Note 11
Una lente Blips applicata sulla fotocamera principale di un Redmi Note 11 

Come si usano Blips e Diple
Le Blips hanno prezzi che vanno dai 15 euro di una singola lente ai poco più di 30 del set da 4 lenti con vari livelli di ingrandimento, mentre i Diple costano da 22 (una sola lente) a 139 euro (con 3 lenti diverse e i supporti per lo smartphone e i vetrini). Entrambi i prodotti si possono comprare sia sul sito di Smo sia su Amazon, e se come si fanno è comprensibilmente un segreto (coperto da un paio di brevetti), capire come si usano è invece davvero semplice. Come si vede dalle immagini, le Blips sono lenti che attraverso una fascetta adesiva vanno allineate alla fotocamera del telefono, rendendolo appunto in grado di realizzare foto con effetto macro a fiori, insetti, particolari della pelle, del viso, degli occhi, di un capo d’abbigliamento e così via.

Il funzionamento dei Diple è simile: si posizionano le mini-lenti (di crescenti livelli di ingrandimento, da 35x a 150x) sopra quello che si vuole osservare e poi si allinea la fotocamera dello smartphone, permettendole di vedere sino a livello cellulare. In entrambi i casi, si può usare lo schermo del telefonino come interfaccia, per ingrandire quello che viene inquadrato, eventualmente anche sfruttando lo zoom della fotocamera principale.

Un follicolo pilifero visto attraverso una lente Diple con ingrandimento 100x
Un follicolo pilifero visto attraverso una lente Diple con ingrandimento 100x 

Terriccio e acqua visti attraverso una lente Diple (ingrandimento 160x)
Terriccio e acqua visti attraverso una lente Diple (ingrandimento 160x) 

Chi compra queste lenti e perché
Smart Micro Optics ha 5 dipendenti, e sinora ha venduto oltre 80mila lenti a circa 15mila clienti in più di 100 Paesi del mondo; nel 2021 ha fatturato circa 250mila euro, per l’80% arrivati dalle vendite dei kit Diple. Ma chi è che compra questi prodotti? “All’inizio avevamo l’idea di rivolgerci ai privati, di fare il cosiddetto B2C (business to consumer, ndr), puntando dunque ad appassionati di fotografia, di scienze, di biologia e mineralogia - ci ha spiegato Antonini - Con l’arrivo di Diple, ci siamo resi conto che potevamo suscitare l’interesse anche di aziende e istituzioni”. Cosa che in effetti è successa: “Fra i clienti abbiamo molte scuole e università italiane, che hanno comprato i kit per farli usare agli studenti anche in assenza di un vero e proprio laboratorio, direttamente in classe, seduti al banco, magari con il proprio smartphone”. Con l’ulteriore vantaggio che per farlo non è necessario spostarsi per l’istituto, cosa che con le norme anti-Covid è stata a lungo complicata, se non vietata.

E all’estero? “Abbiamo clienti soprattutto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Germania, Paesi Bassi, Australia e Canada - ci ha raccontato ancora Antonini - Di recente abbiamo ricevuto un grosso ordine di Diple dall’Università del Lussemburgo, da alcune scuole tedesche e da campus americani in Oregon, Wisconsin e Texas, dove ne hanno comprati 130”. Ancora: “Sempre negli Usa, il dipartimento di Stato ha fatto un ordine importante per la Zecca, probabilmente per usare i Diple per controllare la filigrana delle banconote, mentre il Nist, l’ente governativo che si occupa di standard tecnologici, ne ha comprato uno lo scorso autunno e poi altri 5 a gennaio”.

Uno degli utilizzi di cui però Antonini ci è sembrato più orgoglioso è quello che viene fatto in Ruanda, dove le lenti Diple fanno parte di un progetto umanitario: “Le usano per cercare i parassiti nell’acqua e capire se è potabile, prima di farla arrivare nei villaggi”. Che è poi uno degli scopi per cui questi prodotti erano nati, cioè per portare nei Paesi in via di sviluppo le capacità tecniche di macchinari scientifici costosi e ingombranti. Senza essere costose e ingombranti.

Un occhio fotografato con uno smartphone OnePlus attraverso una lente Blips
Un occhio fotografato con uno smartphone OnePlus attraverso una lente Blips 

Il futuro, e la (non) concorrenza degli smartphone
L’anno scorso, il 50% del fatturato di Smo è arrivato dagli Stati Uniti, il 25% dal mercato italiano e l’altro 25% dal resto del mondo, ma nel 2022 le cose potrebbero cambiare, anche grazie all’arrivo di nuovi prodotti. Meglio: all’arrivo di versioni migliorate degli stessi prodotti. “Entro quest’anno faremo debuttare le nuove Blips, con piastra metallica per aderire meglio allo smartphone ed essere più stabili, e miglioreremo l’illuminazione dei kit Diple, anche seguendo quello che ci è stato suggerito dai clienti”, ci ha anticipato Antonini.

A fine gennaio, l’azienda ha avviato un secondo round di equity crowdfunding su Backtowork24: con un investimento minimo di 500 euro (l’obiettivo è fissato a quota 100mila), chiunque può diventare socio e il capitale ottenuto sarà investito in ricerca, marketing e acquisto di macchinari per aumentare la produzione, e il suo Ceo non ci è parso spaventato dalla concorrenza degli smartphone, le cui fotocamere diventano sempre migliori. Nemmeno da quella dell’Oppo Find X3 Pro: “L’hanno chiamata microscopio, ma in realtà è una lente ultramacro - ci ha spiegato Antonini - E oltre un certo livello di ingrandimento non potranno andare, perché avranno sempre il problema della messa a fuoco. Che si risolve solo con un accessorio esterno. Cioè con le nostre Blips o Diple”. Comunque, “se le fotocamere degli smartphone migliorano, per noi non è un problema: migliore è la fotocamera dello smartphone, migliore sarà la resa dell’immagine catturata con le nostre lenti. Per noi non sono concorrenza”. Antonini ci ha detto così, prima di salutarci, tirarsi su il cappuccio e tornare al lavoro.