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Grid Legends, la nostra prova

Grid Legends, la nostra prova
Il decimo capitolo della serie Toca è il primo ad arrivare su console di nuova generazione
3 minuti di lettura

Annunciato durante l’EA Play Live 2021, Grid Legends è il decimo capitolo della rinomata serie di corse automobilistiche Toca, e il quinto capitolo del franchise Grid. Il gioco di simulazione ha fatto alcuni passi indietro da una parte, e invece ampliato delle sezioni già esistenti.

Uno dei passi indietro è sicuramente il ritorno alla carriera in giocatore singolo, che in Grid Legends è doppia: c’è una storia cinematografica, Driven to Glory, e una carriera standard. La storia è la trasposizione cinematografica del racconto di due stagioni automobilistiche in cui al Pilota 22, il personaggio principale, viene chiesto di iniziare a guidare per il team Seneca Racing che è nelle ultime posizioni della classifica. Il pilota dovrà confrontarsi con sfide di vario tipo, su circuiti molto diversi e soprattutto con auto molto diverse nello stile di guida e nelle caratteristiche. Ci sono un totale di 36 sfide da superare, e l’intera storia si può concludere in circa 5 ore se si gioca a difficoltà media.

Giocare la storia cinematografica, che è stata girata con la stessa tecnica usata per girare la serie TV Disney+ The Mandalorian, aiuta a sbloccare le prime auto nel garage e le prime gare nella carriera standard. Ha poco senso, però, mettere in pausa la storia per passare alla carriera: la storia è costruita per essere un film della lotta tra Seneca Racing, che scala la classifica gara dopo gara, e Ravenwest, che invece si mantiene alto in classifica con le ottime (ma discutibili) prestazioni di Nathan McKane, lo storico antagonista della serie.

La storia, sebbene molto breve, non è banale, e presenta anche dei momenti di ‘azione’, come un litigio finito male tra McKane e Manzi, uno dei piloti più giovani. A vedere e giocare la storia, sembra che questa competizione sia vera, ed è forse questo il concetto di realismo che con questo capitolo Codemasters, lo sviluppatore, voleva raggiungere.

La storia serve da volano per agganciare il giocatore e farlo continuare a giocare anche dopo: il Pilota 22, infatti, è proprio l’avatar del giocatore singolo, che una volta completata la storia può essere personalizzato insieme ai dettagli della scuderia, allo sponsor e alle caratteristiche del compagno di scuderia. E i punti e crediti che si guadagnano servono a finanziare l’acquisto di auto e potenziamenti di abilità per il compagno di scuderia.

Se nella storia le auto sono fornite automaticamente, nella carriera standard entra in gioco la scelta della migliore auto: ce ne sono oltre 100, e i potenziamenti si possono aggiungere dopo averli sbloccati con degli obiettivi da raggiungere con l’auto stessa. Ad esempio, dopo aver percorso 10 km o averci corso 5 gare. La carriera non si completa in modo lineare: ci sono 4 categorie, dal principiante al Gauntlet, passando per Semi-Pro e Pro, per un totale di 63 competizioni, ognuna delle quali ha almeno 6 gare, alcune con più di un turno. Ci sono quindi circa 250 eventi carriera in totale, ognuno con requisiti differenti in termini di auto e di stile di guida. Tornano le modalità Eliminazione e Drift, insieme alle classiche Circuito, Controtempo e Da punto a punto. Le gare si sbloccano in maniera trasversale: una gara di una competizione ne sbloccherà una in un’altra competizione, e questo confonde un po’, se non altro perché il giocatore deve passare da una competizione all’altra comprando macchine di diverso tipo in momenti ravvicinati, quando sarebbe meglio comprare un’auto per una competizione, completarla e poi passare oltre.

La novità, però, è la modalità multigiocatore, che è cross-platform e include il supporto all’entrata ‘al volo’ di nuovi giocatori in una sessione già avviata, per ridurre i tempi di attesa nella lobby, facendo in modo che il giocatore in arrivo prenda possesso di un’auto guidata fino a quel momento da un’intelligenza artificiale.

Il gioco è godibile fin dalla prima gara, e ci sono alcuni accorgimenti che rendono l’esperienza più interessante: su Playstation 5, per esempio, i trigger adattivi R2 e L2 che controllano rispettivamente accelerazione e freno si induriscono quando l’auto è in sotto o sovrasterzo, e questo succede con livelli di intensità diversi, in base all’auto che si sta guidando. Le condizioni meteo possono causare problemi alla guida, come nella vita reale: il sole può essere tanto forte da accecare e diminuire la visibilità delle auto che precedono, o la pioggia può battere tanto forte da bagnare il parabrezza o la telecamera dall’alto, così tanto da impedire di vedere bene se non ci si avvicina allo schermo per mettere a fuoco la scena.

Grid Legends è un gioco di simulazione che non vuole prendere il posto di Gran Turismo: non offre una personalizzazione granulare dell’auto, né di tuning pre-gara. Non vuole nemmeno essere un gioco arcade, perché punta a offrire un livello di realismo sempre più alto e in varie forme. È un gioco di guida che tiene comodamente incollati allo schermo per decine di ore, potenzialmente senza mai stancare. È veloce, ma non casuale: non ricchissimo, ma completo e variegato.

Grid Legends è disponibile dal 25 febbraio 2022 per Windows tramite Steam e su Playstation 4, Playstation 5, Xbox One e Xbox Series S/X.

 

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