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Via libera ai video lunghi 10 minuti: così TikTok dà la caccia a YouTube

Via libera ai video lunghi 10 minuti: così TikTok dà la caccia a YouTube
(reuters)
L’app più amata e usata del momento consentirà l’upload di clip di durata maggiore: si allontana dalle origini, ma c’è una ragione. Anzi, ce ne sono due
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Prima c’era TikTok (e prima ancora Musical.ly, ma questo è un altro discorso), con i suoi video lunghi 59 secondi. Poi la piattaforma social più amata del momento ha permesso l’upload di clip lunghe sino a 3 minuti, inseguita da YouTube, che ha aperto una sezione Shorts nel tentativo di contrastarla. Adesso, viceversa, TikTok entra nel terreno di elezione di YouTube, dando ai creator la possibilità di pubblicare video lunghi sino a 10 minuti.

La novità ha iniziato a essere disponibile fra fine febbraio e inizio marzo, ovviamente prima in maniera graduale e poi (prevedibilmente) estesa a sempre più account: “Pensiamo costantemente a nuovi modi per portare valore alla nostra community e arricchire l'esperienza su TikTok - ci hanno detto da TikTok Italia - Nel 2021 abbiamo introdotto i video più lunghi, dando alla community più tempo per creare e divertirsi. Oggi siamo felici di poter gradualmente rendere disponibile la possibilità di caricare video fino a 10 minuti, cosa che speriamo possa scatenare ulteriormente la creatività dei nostri creator in tutto il mondo”.

Brevi e lunghi, basta che siano video

Perché succede questa cosa? Perché TikTok ha preso questa decisione, al di là delle dichiarazioni di circostanza su creatività e divertimento? Soprattutto per due motivi. Innanzi tutto, video più lunghi aumentano il tempo di permanenza delle persone sulla piattaforma: farci stare lì e continuare a scorrere, scorrere e scorrere, è lo scopo ultimo non solo di TikTok, ma di ogni social network. Anzi, di ogni sito. L’altro motivo è che video di maggiore durata dovrebbero permettere di catturare l’attenzione di utenti più maturi, per i quali magari i contenuti più brevi sono meno immediati e di più difficile comprensione. Dando così a TikTok la possibilità di scrollarsi di dosso l’etichetta di “social per ragazzini”. E quindi di ampliare la base di pubblico.

In generale, comunque, i video (brevi o lunghi, non importa) sono decisamente sia la moda del momento sia la tendenza per il futuro: pure Instagram, nata come app per condividere immagini, ha introdotto i Reels e si sta spostando sempre di più verso i filmati. Che, come detto, aumentano il tempo di permanenza delle persone sulle piattaforme. Lo stesso ha fatto Facebook (sempre con i Reels), mentre Snapchat ha creato la sezione Spotlight.

Per TikTok c’è un problema in più: se da un lato, i video lunghi fanno sì che le persone usino l’app per più tempo, dall’altro potrebbero complicare la raccolta di informazioni su di loro, che tanto sono utili per l’algoritmo di intelligenza artificiale che si è dimostrato così efficace nel capire che cosa piace a chi. Resta da vedere come il social, controllato dalla cinese Bytedance, riuscirà a coniugare le due esigenze, apparentemente contrastanti fra loro.