Almanacco dell'Innovazione - 27 marzo 1968

La battaglia per stabilire chi aveva inventato il windsurf

Immagine da US Patent 3.487.800
Immagine da US Patent 3.487.800 
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Il 27 marzo 1968 nasce il windsurf. Come spesso accade, era stato inventato prima: quella è solo la data della domanda del brevetto americano. Ma in questo caso era stato inventato ancora prima e non dalle stesse persone che ottennero il brevetto, ovvero Jim Drake e Hoyle Schweitzer.

La cosa è interessante anche perché l’industria del windsurf che è nata poco dopo, lo ha fatto a partire da questa disputa. Insomma, chi aveva davvero inventato il windsurf? Molti sostengono che il vero padre del windsurf sia stato Newman Darby, che lo avrebbe concepito addirittura nel 1948. Aveva 20 anni e dopo una infanzia in Pennsylvania durante la quale aveva manifestato una passione per la costruzione di imbarcazioni, si era trasferito con la mamma in Florida. Qui immaginò di mettere una vela quadrata su un catamarano e manovrarla come un aquilone. Servirono parecchi anni perché quell'idea diventasse un progetto, ma poi quel progetto finì addirittura sulla rivista Popular Science nel 1965 (in realtà Darby l’aveva proposto prima a una rivista di surfisti, che l’aveva respinto dicendo che “non era surf”). 

Darby e la moglie Naomi allora provarono a lanciare una startup per vendere il Darby Sailboard, ma la cosa non prese piede. Inoltre, per diverse ragioni (non ultima i costi), Darby non presentò domanda di brevetto per tutelare l'invenzione. Ma a questo proposito la pubblicazione su Popular Science si rivelerà decisiva. Infatti un paio di anni dopo, l’ingegnere aeronautico Jim Drake (che era a sua volta un surfista) stava finalmente coronando il sogno di realizzare una tavola a vela per risalire il fiume Potomac: nel 1966 ne aveva parlato a una cena con Hoyle Schweitzer, che era un uomo d’affari e intuì subito il potenziale di quella invenzione, che non era certo risalire un fiume. 

Il primo test di un windsurf come li conosciamo venne fatto il 3 maggio 1967 in California: la novità ingegneristica era l’attacco dove inserire l’albero, che lo rendeva maneggevole. Schweitzer convinse Drake a presentare assieme domanda di brevetto (“Wind Propelled Apparatus”) e fare una società, la Windsurfing International; e poco dopo lo convinse anche a cedere le sue quote per poche migliaia di dollari. 

Il windsurf ebbe subito successo, in particolare in Europa, dove i windsurf venivano prodotti su licenza della società di Schweitzer, che quindi incassava ogni volta una percentuale. Fino a quando, alla fine degli anni ‘70, il principale cliente della Windsurfing International, la società Tabur Marine (che poi sarebbe diventata Bic Sport), portò in giudizio la questione del brevetto citando un altro ritaglio di un giornale inglese in cui c’era la foto di una tavola a vela, con un attacco dell’albero molto simile a quello del windsurf, già nel 1958, realizzata da un certo Peter Chilvers. Ci fu una causa e la Windsurfing la perse.  E ne perse una seconda contro la Mistral, che portò come prova proprio il numero di Popular Science del 1965 con la tavola di Darby. Nell’occasione perse anche il brevetto e poco dopo fallì. Ma il windsurf ormai era diventato addirittura sport olimpico. 

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