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Freud's Bones, quando la psicanalisi è un videogioco

Freud's Bones, quando la psicanalisi è un videogioco
La game designer napoletana Axel Fox si racconta e ci racconta i labirinti della psiche declinati in chiave videoludica
2 minuti di lettura

“Ho stravolto la mia vita, decisamente. Fare la game designer e la producer di un gioco indipendente mi ha cambiata profondamente, il lavoro è diventato il pane quotidiano, l’ossessione, il fuoco e non più una mera necessità”: a parlare è Fortuna Imperatore, meglio nota come Axel Fox, game designer di indubbio talento e autrice di Freud's Bones, un’avventura grafica narrativa che ha come protagonista il padre della psicanalisi.

Imperatore è laureata con un master in psicologia, nel 2020 ha iniziato lo sviluppo di Freud’s Bones da autodidatta, lavorando prevalentemente di notte, perché di giorno era occupata in una ditta di pulizie. Nello stesso anno ha vinto il premio Redbull Indie Forge e condotto con successo una campagna su Kickstarter. E adesso il gioco sta avendo un ottimo riscontro di critica e pubblico: “Ho immesso ogni mia paturnia, crisi esistenziale, ogni dolore e tutto il mio senso di solitudine dentro questo prodotto. La benzina è stata la mia rabbia sociale, il senso di asfissia che mi dava fare un lavoro che non mi faceva sentire a mio agio, che mi toglieva energie senza darmi stimoli. Dopo Kickstarter e il premio di Redbull, ho intravisto una speranza. E per una persona cinica come me, questo ha rappresentato ossigeno puro”.

Potersi dedicare completamente al progetto le ha tolto il sonno: ”Mi ha spostato l’asse interno e ho lottato con altri limiti e altri vincoli, però sono uscita vincitrice da questa battaglia. Il messaggio di Freud’s Bones ha scosso coscienze e mi ha fatto ritrovare una comunità virtuale pronta ad accogliermi e a rivedersi in un gioco simile”.

Freud’s Bones è un’avventura punta e clicca che mette al centro della narrazione concetti base della psicanalisi, un racconto personale che, nelle mani del giocatore, diventa universale: “In questo gioco, io e Freud ci siamo fusi insieme. Le sue ansie, il tormento della sindrome del salvatore che lo attanaglia, il suo senso di isolamento, tutto ciò che brucia dentro di lui brucia anche dentro di me. Non mi sono sostituita a lui, ho semplicemente letto i diari, assorbito la sua personalità e l’ho sentito vicino come un amico, l’ho detestato come si detestano le parti di noi che non riusciamo a tollerare a causa della loro complessità”. Tutto nell’opera di Axel Fox diventa universale, perché il dolore e la crisi hanno linguaggi universali, così come l’accettazione di poter essere meravigliosi ma anche gravidi di egoismi e difetti.

Freud’s Bones consente di apprendere alcuni princìpi base della psicoanalisi, utili per affrontare i 4 casi principali proposti nell’avventura, ci ha spiegato Imperatore: “I casi sono ibridi, c’è verità, storia, ma principalmente invenzione. Due li ho costruiti avendo poche informazioni biografiche da parte di due sostenitori del progetto Kickstarter che hanno scelto di diventare pazienti. Ho letto le loro storie e ho eretto delle vere e proprie narrazioni cliniche, ponendomi nei panni di Freud, affrontando i loro sintomi e lasciando scegliere al giocatore l’approccio adatto a risolverli”.

Il gameplay si fonda su due direttive: durante il dialogo terapeutico si possono leggere le cartelle cliniche e il taccuino che contiene un compendio della teoria psicoanalitica, e Imperatore ci ha chiarito che “scegliendo il tipo di approccio, l’ordine degli argomenti e l’atteggiamento, si riesce o meno a fare breccia nel paziente con l’obiettivo di fargli confessare il trauma alla base del sintomo. Nella seconda parte ci si interfaccia con il materiale che si è riusciti a far emergere e si danno interpretazioni, fino alla diagnosi finale e alla prescrizione".

Ogni caso clinico può terminare in modo positivo o negativo, e anche il transfert che il paziente ha nei confronti di Freud, quindi del videogiocatore, ha alla fine un peso specifico.

Quel che è importante è che l’autrice non si limita a farci vestire i panni del padre della psicanalisi, ma ci introduce nei suoi pensieri: “Freud è angosciato, ma si rifiuta di guardarsi dentro. Il gioco è auto-analitico, il giocatore è la voce interiore, e dovrà prestare attenzione ai dettagli, lapsus, crisi di panico, per giungere alla fine e scoprire o meno il suo segreto. I finali multipli sono una parte di cui vado fiera, essendomi costati mesi di diagrammi intrecciati”.

Il gioco, pensato per un pubblico adulto, dai 16 anni in su, è un’avventura non convenzionale e introspettiva, disponibile per PC sulla piattaforma Steam a 12,99 euro: dura circa 5 ore, e una versione per Nintendo Switch è prevista tra settembre e ottobre di quest’anno.