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Instagram usa il riconoscimento facciale per verificare l'età degli utenti

Instagram usa il riconoscimento facciale per verificare l'età degli utenti
Il compito è affidato a una società esterna, Yoti. Ma si può anche chiedere conferma a tre utenti maggiorenni. E continuare a caricare la carta d’identità
 
2 minuti di lettura

Un nuovo sistema di verifica per cercare di capire l’età degli utenti. Che passa (anche) attraverso un’analisi facciale effettuata su un videoselfie. Questa la strategia di Instagram, annunciata dal capo Adam Mosseri in un post sul suo profilo, per provare a intercettare i minori di 13 (in Italia 14) anni che secondo le diverse leggi in materia - federali per gli Usa ed europee per l’Ue - e le condizioni d’uso non dovrebbero aprire profili e usare l’app controllata da Meta. Ma anche per organizzare adeguatamente l’esperienza d’uso separandola fra minori di 18 anni e adulti.

Quando scatta la richiesta di verifica

Così l’intelligenza artificiale fornita in questo caso e in modo in parte sorprendente dalla partnership con un’altra azienda, Yoti, corre in soccorso della piattaforma, concentrata a fare in modo che “i teenager e gli adulti vivano l’esperienza più giusta per la loro età” come ha spiegato il gruppo in una nota. Curioso che Meta non sia in grado di svolgere un simile processo in autonomia. Il processo, più che nelle fasi di iscrizione, scatterà appunto quando un utente proverà a modificare la sua età portandola a 18 o più anni, partendo ovviamente da età inferiori.

Gli altri metodi per verificare l’età

Non solo riconoscimento facciale: Instagram ha ideato anche un altro sistema per certificare l’età di chi la popola, decisamente più all’antica. L’utente che si ritiene minore di 13 anni - ma che non lo sia, ovviamente - ma appunto anche minore di 18 potrà chiedere a tre suoi follower maggiorenni di confermare la sua età reale entro tre giorni. Infine c’è la possibilità di caricare un documento d’identità.

I dubbi sull’AI che analizza i videoselfie

L’aspetto più interessante, e che come sempre quando c’è di mezzo l’analisi di parametri biometrici desta qualche preoccupazione, è appunto il videoselfie processato dall’AI. Le tecnologie di Yoti sono infatti in grado di “stimare l’età in base alle caratteristiche facciali e di condividere questa stima con noi” aggiunge il post sul blog ufficiale. Garantendo che “queste tecnologie non possono collegare l’identità dell’utente, solo l’età”. Tuttavia Engadget solleva qualche perplessità sul partner scelto da Instagram per questo delicato lavoro. Primo, perché è già usato dai governi tedesco e britannico per scopi vari - Instagram parla di quell’impiego in chiave positiva, assicurando che la società rispetta tutti gli standard per la privacy - e secondo perché sul reale funzionamento non se ne sa molto: “Neanche la società conosce quante e quali caratteristiche sfrutti per queste analisi” spiega la testata statunitense. Che ricorda anche l’elevato tasso di errore legato a elementi come il genere, la fascia d’età e il colore della pelle. L’azienda dichiara un margine di errore di 2 anni e mezzo.

In ogni caso, chiunque può farsi un’idea delle capacità di questa rete neurale provandola qui e magari cogliere questi “bias” di cui sarebbe vittima. L’intelligenza artificiale è addestrata sulla base di centinaia di migliaia di immagini di volti raccolte col consenso - così assicura Yoti - delle persone immortalate, che possono richiederne in qualsiasi momento la cancellazione. Il database dei più piccoli su cui l’AI è stata addestrata è stato invece compilato col benestare dei genitori.

Il sistema servirà a Instagram - per ora solo per gli utenti situati negli Stati Uniti, si capirà se le strette maglie europee ne consentiranno un impiego anche nei paesi dell’Unione - non solo per impedire ai 13enni di usare l’app ma anche per tenerli lontani da servizi riservati ai maggiorenni come Facebook Dating, la sezione riservata agli appuntamenti, o da altri contenuti a loro poco adatti così come per impedire agli adulti di scambiarsi messaggi con i teenager agli utenti minori.

 

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