Politici nella rete | 2

Le mosse di Forza Italia sui social: "Siamo come Cassius Clay, eleganti ma pungenti"

Antonio Palmieri, dal 1995 responsabile della comunicazione sul web di Forza Italia
Antonio Palmieri, dal 1995 responsabile della comunicazione sul web di Forza Italia 
Antonio Palmieri, veterano della comunicazione sul web, ha seguito Berlusconi in tutte le campagne elettorali a partire dal 1994. È autore di saggi su internet, i social e il rapporto con la politica. È deputato dal 2001.
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Antonio Palmieri è compiaciuto. Carlo Calenda ha appena risposto a un tweet di Forza Italia. E nel farlo, ha condiviso sul suo profilo il contenuto pubblicato dal partito di Berlusconi. “Citando il nostro tweet ha dato nuova visibilità al nostro lavoro” spiega Palmieri, che dal 1995 è il responsabile della comunicazione sul web di Forza Italia. Ventisette anni dopo, Palmieri affronta l’ennesima campagna elettorale da deputato (è stato eletto nel 2001) e da social media strategist. Ma per la prima volta non si occuperà direttamente di Berlusconi. “Oggi i social richiedono istantaneità - dice - è giusto che ai suoi contenuti pensi chi lo segue tutto il giorno”.
Lei è stato definito un “antesignano del web” proprio da Berlusconi.
“Nel 1995 ho curato il primo sito di Forza Italia. Serviva per organizzare il lavoro sul territorio: avevamo 475 responsabili di collegio, ognuno dotato di connessione e di posta elettronica. Ancora oggi le e-mail sono importanti”.
In che modo?
“Rientrano nelle attività che non si vedono ma che portano risultati. Come WhatsApp e Telegram. Spediamo simultaneamente i messaggi alle nostre liste. E riceviamo feedback importanti: dai parlamentari ma anche dal sindaco di un piccolo centro. Su Telegram pensiamo di aprire un canale ufficiale in vista della campagna elettorale”. 
E su TikTok?
“Su questo social una presenza ufficiale non credo sia utile. Puntiamo, invece, su amici di FI con cui siamo in contatto. Io li chiamo volontari di TikTok: condividono sui loro contenuti del partito, magari brevi clip di Berlusconi che possono raggiungere 300mila visualizzazioni. Su TikTok il successo di un contenuto è indipendente dal numero dei follower”.


Qual è il vostro social ideale?
“Facebook, senza alcun dubbio. La pagina di FI ha preso il posto del sito web, serve per tenere insieme i parlamentari, per informarli e per organizzare il loro lavoro. In pratica è la trasposizione della vecchia sede di partito: un luogo di incontro, scambio e mobilitazione. Siamo anche su Twitter, ma quest’ultimo è un social per gli addetti ai lavori, non raggiunge le masse”.
Su Facebook la grafica dei post di FI è inconfondibile...
“È la declinazione dei nostri manifesti stradali. Quelli ‘6x3’ che stampavamo una volta ogni due settimane. La grafica è il punto di partenza, deve reggere da sola. Poi si aggiunge il testo al post. Non deve mai mancare, inoltre, l’indicazione del simbolo da barrare e la data delle elezioni. Ci muoviamo nell’epoca dell’economia dell’attenzione, tutti competono per attrarre quella degli utenti, non solo la politica. E noi dobbiamo facilitare il compito dell’elettore con dei messaggi chiari”.
Quanti contenuti pubblicate al giorno?
“Non moltissimi, sono contrario alla spam e all’eccesso: solo le informazioni di giornata e l’attività dei leader di partito”.
Che idea si è fatto dell’utente che partecipa alla politica sui vostri social?  Corrisponde all’elettore che vi sosterrà alle urne? 
“Direi proprio di sì. La separazione tra reale e virtuale non esiste più da almeno dieci anni. Da quando i dispositivi touch hanno seppellito la tastiera fisica, che è stata uno dei principali ostacoli a una partecipazione digitale così ampia”.
Ha mai fatto una mossa sbagliata, su internet?
“Nel 1997 funzionavano molto i sondaggi online. Ne pubblicai uno sul sito di Forza Italia riguardo la settimana lavorativa di 35 ore. Fu strumentalizzato e finii nella bufera. Da allora ragiono come uno scacchista: non è sufficiente una mossa brillante, bisogna pensare anche alle contromosse e, se sei bravo, a tutte quelle successive”.
Qual è l’errore più grande che un politico può fare sui social?
“Postare quando si è arrabbiati. Ai nostri diamo questi e altri consigli nei momenti di formazione che organizziamo almeno una volta all’anno”.
Qual è lo stile di Forza Italia, sui social?
“Pungente ma elegante. Sui social seguiamo la filosofia di Cassius Clay: volare come una farfalla, pungere come un’ape”.