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Lo smartphone ha preso una nuova piega: la prova del Samsung Galaxy Z Flip4

Lo smartphone ha preso una nuova piega: la prova del Samsung Galaxy Z Flip4

La nuova versione del foldable coreano è molto simile al modello precedente, ma presenta miglioramenti di rilievo proprio a quelli che lo scorso anno erano i suoi punti deboli, a cominciare dalla batteria

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Il 70% di chi ha scelto un pieghevole Samsung ha optato per il Galaxy Z Flip3. E, dal momento che l’azienda coreana detiene la stragrande maggioranza del mercato (il 92%), è facile dedurre che è stato il foldable più venduto dello scorso anno. Altrettanto facile prevedere che il Galaxy Z Flip4 sarà al primo posto nel 2022: perché ha tutto quello che faceva dello Z Flip3 il primo pieghevole maturo per il mercato di massa, con in più diversi miglioramenti.

Passi avanti

Non si può fare una rivoluzione ogni giorno, e nemmeno ogni anno, almeno visti i progressi attuali della tecnologia. Così la dotazione hardware dello Z Flip4 è aggiornata alle ultime novità, a partire dal processore Qualcomm Snapdragon 8+ Gen. 1, che garantisce un funzionamento fluido in ogni circostanza e una buona autonomia. Merito anche della batteria che passa da 3300 mAh a 3700 mAh: il 13% in più, che si traduce nella possibilità di utilizzare lo smartphone dalla mattina alla sera senza patemi d’animo. La ricarica (anche wireless) è leggermente più veloce, ma la differenza nell’uso di ogni giorno è praticamente irrilevante. Cambia anche il sensore della fotocamera: ha sempre 12 Mp, ma il diametro delle singole celle è maggiore, quindi migliora la sensibilità alla luce. Lo Z Flip4 continua a non essere la prima scelta per chi cerca uno smartphone che sostituisca la fotocamera, ma intanto le foto ai tramonti e alle stelle migliorano. Samsung ha coniato un termine apposta, “Nightography”, e lo Z Flip4 tutto sommato si dimostra all'altezza del compito. 

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L'esperienza d'uso

Ma analizzare nel dettaglio ogni cambiamento, dilungarsi sulla cerniera migliorata, sui bordi in alluminio più sottili, o raccontare lo sforzo di Samsung per realizzare alcuni componenti interni a partire da reti da pesca recuperate dal fondale marino, è alla fine un esercizio inutile, e non rende conto all'esperienza d'uso dello Z Flip4. Che è il suo punto vincente: si tratta di uno smartphone dove il design pieghevole è la prima ragione di acquisto. Con uno smartphone tradizionale, tutta la nostra esperienza è giocata sull’interazione con lo schermo, che occupa la massima superficie possibile. Siamo abituati a un fronte e un retro, e anzi spesso le differenze più rilevanti fra un modello e l’altro sono proprio dietro, nelle fotocamere o in qualche altro dettaglio. Visti di fronte, tutti gli smartphone attuali sono rettangoli neri dagli angoli arrotondati. 

Flex

Un display pieghevole, però, impone un modo diverso di pensare l’interazione con il telefono: alcune attività sono possibili solo se è aperto, altre anche se è chiuso. E poi ci sono gli stadi intermedi, quando il telefono forma un angolo intorno ai 90 gradi (per precisione potremmo parlare forse di un’inclinazione fra 60 e 120 gradi). 

Qui Samsung ha dovuto inventare tutta una serie di modifiche all’interfaccia che permettessero di sfruttare al meglio la peculiarità di un telefono pieghevole, e già lo scorso anno la modalità Flex ci aveva convinto particolarmente, sia nella versione per il Flip che per il Fold. Il principio è semplice: quando il telefono è piegato, i contenuti vanno nella metà verticale, i comandi dell’app in quella orizzontale, che volendo si trasforma anche in una sorta di trackpad. Con alcune applicazioni di sistema funziona benissimo, con altre un po’ meno (Spotify, ad esempio), ma stavolta la collaborazione con Microsoft, Google e Meta significa ad esempio che la suite Office è ottimizzata, come pure Instagram e Facebook. Quindi se si aggiunge una storia, una foto o un video, l’interfaccia è quella della camera, con la parte superiore dello schermo a fare da display vero e proprio e quella orizzontale a gestire i comandi. L’idea, insomma, è di trasformare il Flip in in micro-computer portatile: con le app si svago, i social ha senso perché il dispositivo è stabile e permette ad esempio di scattare selfie da lontano, o di effettuare videochiamate in tutta tranquillità. Per scrivere, invece, il vantaggio è minimo: la tastiera non diventa più larga, e alla fine occupa lo stesso spazio che avrebbe con il display completamente aperto. Chiaramente la modalità Flex in ambito produttività viene sfruttata al meglio sul Fold, che ha uno schermo quasi quadrato se aperto, ma che viene diviso in due spazi rettangolari se il telefono viene utilizzato piegato. 

Un nuovo galateo

E poi c’è interazione con il display esterno. Anche in questo caso, le novità rispetto alla versione precedente sono poche, e riguardano sostanzialmente la possibilità di personalizzare lo schermo con temi e widget prima non disponibili. Samsung non ha chiarito se queste migliorie arriveranno anche sullo Z Flip3 con un aggiornamento, ma in linea teorica sembrerebbe possibile.

Per le funzioni di base, il pieghevole di Samsung può essere usato senza aprirlo: è il caso, ad esempio di Spotify, del meteo, del registratore, di Smart Things e altre app per le quali basta configurare i widget nelle impostazioni. È possibile includere fino a tre contatti da chiamare con un tocco, si possono leggere i messaggi, ed eventualmente anche reagire con un emoji o delle risposte predefinite, ma per queste funzioni serve che il telefono sia sbloccato. La soluzione migliore è usare il lettore di impronte digitali integrato nel pulsante di accensione. 

L’azienda coreana avrebbe potuto dotare lo Z Flip4 di uno schermo esterno più ampio (tra i concorrenti, ad esempio, lo fa Motorola col suo Razr), e probabilmente accadrà con la prossima generazione. E tuttavia le dimensioni ridotte del display impongono un'esperienza d’uso inedita, tanto che nella presentazione si è fatto riferimento a una “nuovo galateo” nell’uso dello smartphone. Che sia una strategia o una scelta obbligata, il risultato è lo stesso: mettere una distanza tra noi e il telefono, stabilire un confine tra chiuso e aperto, obbligarci a scegliere tra l’attenzione che dedichiamo agli altri e quella che spendiamo su Tiktok o chissà che.

Così se il Fold è l’unione di un tablet (quando è aperto) e di uno smartphone (chiuso), il Flip è l’unione di uno smartphone (quando è aperto) e di uno smartwatch (chiuso). D’altra parte, lo schermo esterno ha più o meno la stessa superficie: 1.9 pollici. È possibile utilizzarlo anche per le foto, ma in questo caso il vantaggio è relativo. In compenso si può usare il grandangolo anche per i selfie, e il risultato è decisamente migliore rispetto alla fotocamera inserita nel display principale.

L'hardware

Lo schermo principale rimane un ottimo Amoled a 120 fps, con uno scorrimento perfettamente fluido.  Il display misura 6,7 pollici, e in altezza è praticamente equivalente a quello del top di gamma tradizionale di Samsung, l’S22 Ultra, ma le proporzioni sono diverse: 22:9 contro 19,3:9. In termini pratici, con l’impostazione che rende le icone più piccole, in larghezza ce ne stanno quattro anziché cinque. 

La piega al centro si nota quando lo Z Flip4 è tenuto in posizione angolata, ma scompare quando lo si guarda di fronte, e in ogni caso si fa presto ad abituarsi e non notarla più. Samsung afferma che i nuovi foldable possono resistere a più di 200.000 pieghe "prima di cedere", il che equivale a circa cinque anni con 100 aperture e chiusure al giorno; molto probabilmente nel frattempo saremo passati a un altro telefono. 

Come il Flip3, il Flip4 è classificato IPX8, quindi può essere immerso in acqua dolce fino a 1,5 metri per 30 minuti, ma non è adatto all'acqua salata e non è consigliato per le piscine. Bene anche fare attenzione alla polvere: all'interno della cerniera sono presenti piccole spazzole per cercare di evitare che possa penetrare nello chassis e danneggiare lo schermo, ma manca una certificazione ufficiale.

Per la connettività, c’è tutto quello che può servire oggi e nel prossimo futuro, dal 5G al Bluetooth 5.2, fino al Wi-Fi 6E. Per il multimedia non mancano gli altoparlanti stereo con Dolby Atmos. 

Il sistema operativo è Android, con interfaccia One UI, che Samsung ha affinato anno dopo anno e oggi è coerente e ben disegnata, a differenza di tanti concorrenti cinesi; in più gli aggiornamenti sono garantiti per quattro anni. 

Ci piace

  • Design coerente col modello precedente ma più raffinato
  • Autonomia ragionevole
  • Poche ma personalizzabili le funzioni gestibili col display esterno

Non ci piace

  • Comparto fotografico non all'altezza di altri top di gamma
  • Poche differenze di rilievo rispetto allo scorso anno
  • La ricarica potrebbe essere più veloce

Lanciato all'inizio di agosto, il Galaxy Z Flip4 si può prenotare da qualche giorno, e sarà in vendita dal 26 agosto. È disponibile nei colori Bora Purple, Graphite, Pink Gold e Blue, ma è possibile personalizzare online i pannelli esterni, e così le combinazioni di colore possibili arrivano a 75. La strategia è chiara: è un dispositivo lifestyle, che si usa per esprimere la propria personalità e distinguersi dagli altri, senza però rinunciare a uno smartphone di ottima qualità. Il prezzo è in linea con quello dello scorso anno; la versione base con 8 GB di ram e 128 GB di memoria interna costa 1.149 euro, ma vale la pena di spendere altri 50 euro per il modello da 256 GB, visto che non c’è uno slot per schede SD. 

In fine

Lo Z Flip4, nonostante, il nome, è in realtà la terza generazione del piccolo pieghevole Samsung: a tre anni dal debutto, questa tecnologia non è più una scommessa, non comporta più limitazioni evidenti nell’affidabilità, nelle prestazioni o nella funzionalità. Il nuovo foldable Samsung è il più divertente, il più pratico, il più avanzato smartphone pieghevole sul mercato, e la nuova versione consolida la posizione dell'azienda come leader del settore. È un acquisto consigliato a chiunque cerchi un top di gamma che possa stare in tasca, a meno che non abbia già uno Z Flip3.

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