Spazio

Dal James Webb nuove foto di Giove: le aurore e gli anelli “mai visti così prima”

Dal James Webb nuove foto di Giove: le aurore e gli anelli “mai visti così prima”
Il telescopio ha scattato spettacolari immagini del gigante gassoso, con dettagli inediti delle luci polari, delle polveri anulari che lo circondano e delle tempeste della sua atmosfera 
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Non ci sono solamente il lontano universo e le galassie remote, nel mirino del James Webb. Tra i programmi di osservazione del super telescopio, lanciato a Natale 2021, ci sono anche i pianeti del Sistema Solare.

Le nuove immagini di uno dei soggetti più suggestivi, Giove, sono state divulgate dalla Nasa: un ritratto originale del pianeta più grande che orbita attorno al Sole. E, come da attese, portano uno sguardo inedito del gigante gassoso, delle sue aurore, dei micro satelliti e dei suoi deboli anelli, mai visti così in dettaglio. Uno zoom che tratteggia con grande accuratezza anche la grande macchia rossa, il segno particolare sulla carta d’identità di Giove.

La ripresa di Giove con le aurore e le tempeste, tra cui la “grande macchia rossa”, la gigantesca tempesta (qui in bianco). Credit: NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; image processing by Judy Schmidt
La ripresa di Giove con le aurore e le tempeste, tra cui la “grande macchia rossa”, la gigantesca tempesta (qui in bianco). Credit: NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; image processing by Judy Schmidt 

Le aurore gioviane

Il talento del James Webb, il telescopio spaziale più grande e complesso lanciato sinora, frutto della collaborazione tra Nasa, Agenzia spaziale Europea (ESA) e Canadese (CSA), ha dimostrato di superare anche le migliori previsioni: “Non ci aspettavamo che facesse così bene”, ha ammesso Imke de Pater, astronoma planetaria all’Università della California Berkeley. Tra le luci più sorprendenti ci sono quelle delle famose aurore gioviane, che si protendono dai poli con bagliori soffusi per migliaia di chilometri, alimentate dall’estremo campo magnetico del pianeta.

Il James Webb le ha fotografate con lo strumento NirCam, la camera a infrarossi che con i particolari filtri riesce a cogliere i minimi dettagli anche degli sconvolgimenti nell’atmosfera turbolenta. La vista del solo pianeta è stata ottenuta unendo diverse immagini con filtri differenti, le aurore si estendono ad alta quota sopra i due poli: “Le aurore brillano in un filtro mappato su colori più rossi, che evidenzia anche la luce riflessa dalle nuvole inferiori e dalle foschie superiori - come ha scritto la Nasa - un filtro diverso, mappato su giallo e verde, mostra foschie che turbinano attorno ai poli nord e sud. Un terzo filtro, mappato sul blu, mostra la luce riflessa da una nuvola principale, più profonda”.

Giove visto dal James Webb con i deboli anelli e le lune Amalthea e Adrastea. Credit: NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; image processing by Ricardo Hueso (UPV/EHU) and Judy Schmidt
Giove visto dal James Webb con i deboli anelli e le lune Amalthea e Adrastea. Credit: NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; image processing by Ricardo Hueso (UPV/EHU) and Judy Schmidt 

Gli anelli e le piccole lune

Anche Giove ha i suoi anelli: la sua potente attrazione gravitazionale trattiene attorno a sé circa 80 satelliti naturali e le polveri che si addensano in sottili strutture, molto diverse e meno appariscenti di quelle che circondano Saturno, il pianeta con gli anelli per eccellenza. Basti pensare che gli anelli di Giove sono un milione di volte meno luminosi del pianeta. Solo un occhio come quello del James Webb avrebbe potuto distinguerli così bene da centinaia di milioni di chilometri di distanza. Gli scienziati hanno utilizzato lo strumento NirCam, la camera a infrarossi, per cogliere ogni minimo dettaglio. Al pulviscolo anulare, un debole alone soffuso, si accompagnano due lune, Amalthea e Adrastea, piccoli satelliti naturali. Mentre sullo sfondo emergono anche le luci di galassie remote.

La grande tempesta

Le immagini che sono state diffuse sono state scattate il 27 luglio, in un periodo dell’anno piuttosto favorevole per osservare Giove, che tra poche settimane si troverà nel punto più vicino alla Terra, in prossimità dell’opposizione. Anche a occhio nudo, è l’oggetto più luminoso del cielo nella prima parte della notte, se si fa eccezione per la Luna. Così il James Webb è riuscito a zoomare fino a risolvere con grande dettaglio la grande macchia rossa, una tempesta talmente grande che potrebbe contenere l’intero pianeta Terra. Qui è bianca perché “riflette molta luce solare”.

Il colore assegnato alle regioni riguarda l’altezza delle nubi: “La luminosità qui indica l'alta quota, quindi la Grande Macchia Rossa ha foschie ad alta quota, stessa cosa per la regione equatoriale - ha sottolineato Heidi Hammel, scienziata del Webb per le osservazioni del Sistema Solare - Le numerose macchie e striature bianche luminose sono probabilmente cime nuvolose ad alta quota di tempeste convettive condensate". Le immagini, hanno fatto notare dalla Nasa, non arrivano così, pronte per essere divulgate. I dati grezzi devono essere processati. Ad aiutare gli scienziati in questo compito è stata una citizen scientist, la californiana Judy Smith, che non ha un background di tipo astronomico ma come hobby, ormai da anni, elabora le foto scattate dai telescopi come Hubble e ora Webb, per ottenere risultati spettacolari, di grande impatto divulgativo, come queste.

Al di là della bellezza, comunque, i dati raccolti dal James Webb serviranno per comprendere meglio i processi che muovono il più colossale dei pianeti del nostro quartiere cosmico e i suoi dintorni. Lo studio di Giove è una strada lunga e promettente. Alcune delle sue lune, come Europa, Ganimede e Callisto, possiedono oceani sotterranei che potrebbero contenere vita allo stato primordiale. Due missioni sono in partenza per questo che è considerato come una specie di piccolo Sistema Solare: Juice, dell’Agenzia spaziale Europea, che dovrebbe partire nel 2023, ed Europa, clipper della Nasa, il cui decollo è previsto nel 2024.