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I modi migliori per far crescere il proprio crypto gruzzolo

I modi migliori per far crescere il proprio crypto gruzzolo
(reuters)
3 minuti di lettura

Nel 2018 è nata la DeFi, la finanza decentralizzata, e in pochissimo tempo ha avuto un boom incredibile.

La Defi è a tutti gli effetti un nuovo sistema finanziario che non si basa, come quello classico, su broker e intermediari come le banche: utilizza invece smart contract su blockchain. Ma che cos’è uno smart contract? Si tratta di un software che esegue autonomamente delle operazioni all’avverarsi di determinate condizioni predefinite. Un software che regola rapporti e transazioni tra due o più parti. Nel mondo classico potrebbe essere un notaio a validare una determinata transazione. In blockchain uno smart contract lo sostituisce, liberando milioni di transazioni in tempo reale senza che nessuno debba chiedere il permesso o l’approvazione a nessun altro: sta tutto nei termini indicati nello smart contract che, di fatto, ha reso possibile la nascita e il grande sviluppo della DeFi.

 La finanza decentralizzata, dunque, è interamente operativa su blockchain dove, nel suo complesso, ripropone in chiave appunto decentralizzata i principali modelli della finanza classica: prestiti, opzioni, e futures, assicurazioni, acquisto e vendita di asset digitali, e così via.

Con la DeFi, finalmente, i possessori di criptovalute hanno la possibilità di provare a guadagnarne altre durante la fase di possesso, e non solo di avere un ritorno economico nel momento della vendita, se effettuata a prezzo maggiore rispetto all’acquisto, naturalmente.

In pochi anni la DeFi è letteralmente esplosa, generando una moltitudine di soluzioni per far “lavorare le crypto”, ciascuna capace di produrre compensi normalmente interessanti e a volte spettacolari, quando non incredibili. Come sempre succede nei casi di boom di un nuovo segmento di mercato, assieme a soluzioni tecnicamente sicure e concettualmente sostenibili, ne sono nate tantissime di carattere speculativo, sgonfiatesi come neve al sole all’arrivo del cosiddetto crypto winter che pochi si aspettavano ma che ha il pregio, appunto, di aver apportato una notevole pulizia e un significativo rinnovamento del mercato.

Durante la recente Italian Tech Week Decrypto ha svolto una masterclass (potete vederla QUI) per raccontare, tra l’altro, quali sono oggi le migliori soluzioni che la DeFi offre per far lavorare le crypto. A mio modo di vedere esse sono sostanzialmente tre: lo staking, le pool di borrowing & lending e la fornitura di liquidità ai DEX. Vediamoli più nello specifico.

Lo staking è quell’attività che consiste nel bloccare un certo numero di digital asset su un nodo validatore di una blockchain in cambio di una remunerazione per ogni blocco validato. Tu utilizzatore credi nel mio progetto al punto da bloccare un certo numero delle crypto della mia blockchain e io blockchain ti ricompenso dandoti qualche altra mia crypto ogni qualvolta vieni scelto per validare un blocco. E’ il cosiddetto Proof of stake, il modello zero energivoro cui è recentemente passata Ethereum. Ci sono già da tempo blockchain, come Polkadot e Solana, che permettono a chiunque possegga i loro token di metterli in staking. Al momento i token bloccati in Ethereum non sono ancora liberi ma è ragionevole pensare che nel giro di pochi mesi, a partire dal famoso “merge” di cui abbiamo parlato anche su questo blog, l’attività di staking sarà libera per chiunque.

Le pool di borrowing & lendig sono pool di liquidità dove si possono prestare e prendere a prestito le crypto. Si possono prendere a prestito per qualche minuto o per giorni e mesi, a seconda del bisogno, e si paga un compenso a chi li presta. Naturalmente nessuno sa da chi sta prendendo a prestito o a chi si sta prestando. La quantità del compenso è determinato dalla.. mano invisibile del mercato, che tende a far aumentare il valore del compenso stesso quando si presta una crypto che tutti vogliono e a ridurlo quando la richiesta decresce.

Nelle pool di liquidità della cosiddetta DeFi classica per poter prendere a prestito, poniamo, 100 Ethereum, bisogna lasciare a garanzia un valore superiore in alte cryoto o in stablecoin. Ultimamente sono poi arrivate sul mercato varie tipologie di pool, prevalentemente orientate ad un pubblico istituzionale e quindi in teoria  più affidabile, in cui ha preso piede il modello a bassa o addirittura nulla collateralizzazione. Questo naturalmente presenta delle aree di rischio per chi presta non indifferenti, almeno in teoria.

Per attirare sempre nuovi prestatori, poi, molte poool di liquidità aumentavano i compensi regalando ad essi determinate quantità di loro token, di fatto vere e proprie campagne di marketing molto apprezzate finché il valore di quei token è salito. Quando, con l’arrivo del crypto winter, è crollato queste pool hanno visto crollare l’operatività e con essa l’attrattività dei compensi.

Nel complesso le pool di borrowing & lending in questo momento richiedono una elevata capacità di comprensione da parte degli utenti per essere utilizzate con profitto. Bisogna sapersi districare tra varie soluzioni interessanti ed altre meno e saper individuare i potenziali rischi.

La fornitura di liquidità agli exchange decentralizzati è la terza importante opportunità per far lavorare le proprie crypto.  Ne parleremo diffusamente nel prossimo post.