PNNR, Innovazione e Open Government

4 minuti di lettura

L'Unione Europea, con il target digitale di almeno il 20% per la Recovery and Resilience Facility, promuove investimenti in tecnologie, infrastrutture e processi digitali degli Stati membri, per aumentare la competitività europea su scala globale. In questo contesto, la priorità italiana è recuperare il profondo divario digitale anche nella cultura, come evidenziato dal quartultimo posto in UE del Paese nell'indice DESI (Indice di digitalizzazione dell'economia e della società), e dall'ultimo posto sulle competenze digitali.

 

"Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza richiede una svolta italiana, nella programmazione e nell'attuazione degli investimenti, che segni una discontinuità decisiva per lo sviluppo sostenibile, la digitalizzazione e l'innovazione, la riduzione dei divari e delle diseguaglianze... L'azione di rilancio del Paese delineata dal Piano è guidata da obiettivi di policy e interventi connessi a tre assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale... La digitalizzazione e l'innovazione di processi, prodotti e servizi, caratterizzano ogni politica di riforma del Piano, dal fisco alla pubblica amministrazione... Le sei Missioni del PNRR rappresentano aree "tematiche" strutturali di intervento: 1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica; 3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile; 4. Istruzione e ricerca; 5. Inclusione e coesione; 6. Salute".

 

La Missione 1 del Capitolo 2.B del PNRR e in particolare il punto M1C1 prevede interventi su "Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA" con un finanziamento previsto pari a 9,75 miliardi di euro.

Digitalizzazione e innovazione sono sicuramente temi trasversali ad ogni intervento del PNRR e anche la Pubblica Amministrazione può e deve cogliere quest'opportunità per consentire al Paese l'auspicata e necessaria ripresa focalizzandosi anche su interventi specifici dell'Open Government.

Nell'Agenda per la semplificazione 2020-2023 prevista dal Decreto Semplificazioni (D.L. 16 luglio 2020, n. 76) sono definite azioni che riguardano i seguenti ambiti:

  1. La semplificazione e la reingegnerizzazione delle procedure
  2. La velocizzazione delle procedure
  3. La semplificazione e la digitalizzazione
  4. La realizzazione di azioni mirate per il superamento degli ostacoli burocratici nei settori chiave del Piano di rilancio

 

Inoltre nel Capitolo "Semplificazione e Digitalizzazione" si definisce non solo l'importanza della digitalizzazione per migliorare l'accesso alle procedure amministrative e per garantirne una gestione efficace ed efficiente, ma si ribadisce con forza la necessità quanto definito nel primo Piano di eGovernment (approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell'Informazione il 23 giugno 2000, in coerenza con l'iniziativa e_Europe dell'Unione Europea) in cui si legge: "all'atto della richiesta di un servizio, il cittadino, oltre agli strumenti di identificazione personale, non dovrà fornire alcuna informazione che lo riguarda e che sia già in possesso di una qualsiasi amministrazione dello Stato. Una volta che il cittadino sia stato identificato, il sistema informativo di front-office deve essere in grado di reperire, direttamente presso ogni amministrazione che le possiede, tutte le informazioni che consentono di autorizzare la erogazione del servizio richiesto".

 

Si tratta del principio "once only" oggi ancora più facilmente attuabile grazie alle tecnologie e a nuove piattaforme (come ad esempio l'ANPR e il Cloud).

Peraltro il termine e-government indicava già allora un nuovo approccio delle istituzioni alle tecnologie come strumenti anche per garantire coinvolgimento e partecipazione degli stakeholder ai processi di governance, base di quanto poi attivato 10 anni dopo con l'Open Government.

"La digitalizzazione delle infrastrutture tecnologiche e dei servizi pubblici è un impegno non più rimandabile per far diventare la PA un vero "alleato" di cittadini e imprese. Il digitale è la soluzione in grado di accorciare drasticamente le "distanze" tra enti e individui e ridurre i tempi della burocrazia... Una Pubblica Amministrazione efficace deve saper supportare cittadini e imprese con servizi sempre più performanti e universalmente accessibili, di cui il digitale è un presupposto essenziale... L'importante piano di investimenti e riforme previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza vuole mettere l'Italia nel gruppo di testa in Europa entro il 2026. Per fare ciò pone cinque ambiziosi obiettivi:

  1. Diffondere l'identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70% della popolazione;
  2. Colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile;
  3. Portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud;
  4. Raggiungere almeno l'80% dei servizi pubblici essenziali erogati online;
  5. Raggiungere, in collaborazione con il Mise, il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga. (Italia Digitale 2006)

Seguendo le raccomandazioni dell'OCSE sulle "Strategie di governo digitale" che parlano di valorizzazione delle tecnologie digitali per governi più aperti, partecipativi e innovativi si devono prevedere i seguenti interventi:

  • utilizzo della tecnologia per migliorare la responsabilità del governo, l'inclusione sociale e le collaborazione
  • creazione di una cultura basata sui dati nel settore pubblico
  • uso delle tecnologie digitali in tutte le aree politiche e i livelli di governo
  • rafforzamento dei legami tra governo digitale e più ampie agende di governance pubblica
  • gestione del rischio per affrontare i problemi di sicurezza digitale e privacy
  • rafforzamento delle capacità istituzionali per gestire e monitorare l'attuazione dei progetti
  • revisione dei quadri legali e normativi per consentire di cogliere le opportunità digitali

 

La premessa essenziale per attuare i princìpi sopra indicati è quindi la semplificazione della normativa in particolare nel settore dell'innovazione; semplificazione cui dovrà seguire una profonda reingegnerizzazione dei processi e successivamente la digitalizzazione dei medesimi.

La centralità dell'interoperabilità tra processi e tra amministrazioni è il primo punto su cui si  devono prevedere interventi anche per garantire il diritto dei cittadini all'"once only"  descritto nelle premesse.

I dati vedono il nostro Paese in posizioni arretrate per quanto riguarda le competenze digitali, non solo nella Pubblica Amministrazione per cui si stanno già attuando interventi e si dovranno prevedere investimenti in formazione diffusa per garantire a funzionari e dirigenti adeguate competenze digitali, ma anche per i cittadini (come previsto da DigComp 2.1). Il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini") sia per supportarli nell'accesso ai servizi online che specificatamente per le  tematiche dell'Open Government: capacità di accesso e interazione con le piattaforme di partecipazione e collaborazione, capacità di intervento proattivo sui temi della trasparenza e dell'accountability. I cittadini devono poi essere messi in grado anche di agire collettivamente tramite le ONG e le altre forme partecipative della società civile.

Vanno inoltre aumentate, rafforzate e arricchite le esperienze territoriali che già garantiscono quanto richiesto nel PNRR che prevede di rafforzare il network territoriale di supporto digitale e il Servizio Civile Digitale.

Come mostrato in Tabella 1 ancora poche sono le Regioni che prevedono interventi come la Scuola diffusa per la Partecipazione e la Cittadinanza Digitale (istituita con Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116/2019 del 21 giugno 2019). Tali interventi hanno l'obiettivo di attivare attività formative e di sensibilizzazione per lo sviluppo della cultura digitale dei cittadini migliorando la loro capacità di accesso ai servizi on line, la partecipazione ai processi decisionali delle istituzioni pubbliche e favorendo l'accesso e il riuso delle informazioni prodotte e in possesso delle amministrazioni pubbliche.

Tabella 1: "Piano operativo della strategia nazionale per le competenze digitali.

Infine oltre alla semplificazione dell'accesso ai servizi che dovranno evitare laddove possibile l'accesso agli sportelli proponendo servizi "digital first", un ulteriore intervento dovrà prevedere l'integrazione delle piattaforme abilitanti per l'accesso ai servizi e ai dati garantendo accessibilità, usabilità e inclusione.