Dai princìpi all'azione concreta – Trasformazione digitale aperta e universale – Roma Semplice

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Nel Piano Triennale ICT 2016-2018 approvato nella Giunta precedente nel 2015 si legge: “al fine di verificare l’effettivo utilizzo delle dotazioni informatiche da parte del personale Capitolino nonché ottimizzare l’assegnazione delle medesime ai dipendenti utilizzatori, sono state effettuate n. 2 rilevazioni, a marzo 2013 e a novembre 2014, a seguito delle quali è emerso che il parco delle apparecchiature informatiche periferiche è sottoutilizzato in quanto solo un terzo della postazioni (33,3%) è risultato attivo, solo l’8,2% con una sessione aperta di MS-Office (Word, Excel) e circa il 20% con utilizzo del software di navigazione internet”. Nonostante ciò, tutte le licenze, comprese quelle non utilizzate (che sono più del 90%), sono state rinnovate per 3 anni dal Dipartimento preposto e dal Commissario succeduto alla caduta della Giunta Marino.

Con deliberazione 55/2016 ho impegnato l’Amministrazione Capitolina all'uso di software libero secondo quanto previsto dall’art. 68 del D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale - CAD) e s.m.i., ovvero a promuovere e sostenere l’adozione di formati e protocolli aperti in ogni ambito, sia sui server che sui desktop, sia con riferimento agli strumenti di collaborazione che a quelli di gestione dei contenuti; nella stessa delibera è stato affidato l’incarico al Dipartimento di riferimento di definire una nuova proposta regolamentare per definire gli standard architetturali e tecnologici del sistema informativo Capitolino e della rete di telecomunicazione e per sostituire la disciplina in materia adottata dalla Giunta Comunale il 26 settembre 1997 e quindi molto antecedente la normativa vigente e in particolare al CAD. Il Regolamento per l'assegnazione e l'utilizzo delle dotazioni informatiche di lavoro e dei servizi di telefonia mobile è stato approvato in Giunta nel febbraio 2018, prevede anche l’abrogazione della deliberazione di Giunta Comunale n. 3372 del 7 agosto 1997 e, ovviamente, nella definizione delle “Dotazioni ordinarie standard”, con riferimento al software preinstallato, si dichiara che l’Amministrazione privilegia soluzioni di software libero/open source.

“Per dare seguito a quanto espresso dalla Delibera 55 del 14/10/2016, al fine di ridurre il vendor lock-in (espressione per intendere un forte vincolo insorto a favore di un fornitore), uno specifico Gruppo di Lavoro, coordinato dall’Assessorato Roma Semplice, sta portando avanti le azioni necessarie all’introduzione della cultura e degli strumenti operativi FLOSS (Free and Libre Open Source Software). Il Gruppo di Lavoro ha prodotto un piano per l’adeguamento della struttura esistente verso FLOSS. Dal punto di vista server e applicativo, tenuto conto dei vincoli contrattuali esistenti, si agisce sulla rinegoziazione dei contratti stessi. Dal punto di vista delle postazioni client, è stata avviata l’attività di installazione di prodotti FLOSS. È stata inoltre istituita una rete interna di referenti FLOSS.” (Piano Triennale ICT 2018-2020).

In conclusione dei lavori sono state disinstallate più di 6500 licenze Microsoft Office non utilizzate (su circa 15000) e installate circa 15.000 licenze LibreOffice, suite per ufficio che include: Writer (l'elaboratore testi), Calc (l'applicazione per fogli elettronici), Impress (per creare presentazioni multimediali efficaci), Draw (l'applicazione per il disegno vettoriale e i diagrammi di flusso), Base (il front-end per database), e Math (l'editor di equazioni).

A ottobre 2017 sono state approvate e pubblicate le “Azioni attuative degli indirizzi e delle linee guida per l’impegno all’uso di software libero o a codice a sorgente aperto nell’Amministrazione Capitolina.”

Nel 2019 ho chiesto al Direttore del Dipartimento Trasformazione Digitale, che è anche Responsabile della Transizione Digitale (RTD) per Roma Capitale, di richiamare tutte le strutture di Roma Capitale a:

  1. concordare acquisizioni e adozioni di beni e servizi hardware e software con il suo Dipartimento e condividere il piano dei fabbisogni software;
  2. acquisire un parere preventivo di congruità sulla soluzione che s’intende adottare, nel caso in cui il Dipartimento non sia stazione appaltante, per l’acquisizione di beni e servizi hardware e software;
  3. adottare software libero o motivare adeguatamente eventuale scelta diversa.

Lo poteva fare? Assolutamente sì, per fortuna, proprio perché è RTD!

Il 23 settembre 2019 il Direttore ha inviato tale richiesta a: Direttori delle Strutture di Supporto agli Organi e all’Amministrazione, Direttori delle Strutture di Staff, Direttori delle Strutture di Linea, Direttori delle Strutture Territoriali, Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali, Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze.

Un ultimo aneddoto sull’adozione di open source a Roma Capitale è stata una frase detta da un Assessore in riunione tecnica tra i nostri dipartimenti, nella quale si parlava di acquisizione di un nuovo software per il suo settore e lui ha dichiarato “fino a che sarò io Assessore non comprerò mai un software open source”; dopo la sua sostituzione, il suo successore ha, per fortuna, adottato una soluzione open source!

Ho segnalato altri interventi tecnologici effettuati dal mio Assessorato in un articolo ad aprile 2019 dove, tra l’altro si legge quanto segue.

“Sempre più servizi di Roma Capitale utilizzano la piattaforma nazionale dei pagamenti PagoPA. A gennaio 2019 il valore dei pagamenti transitati attraverso il nodo PagoPA è stato infatti di 25.844.559 euro, superando il 94% del totale delle entrate del mese, contro una percentuale 2018 del 92%.

Nell’ambito della semplificazione e trasformazione digitale in questo trimestre sono stati effettuati molti interventi che, oltre alla nomina del RTD, sono stati incentrati principalmente sull’accesso ai servizi da parte dei rappresentanti delle imprese. Abbiamo infatti attivato per loro la possibilità di registrarsi e accedere con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) ai servizi del portale istituzionale, abbiamo adeguato lo Sportello Telematico SUAP/SUAR (Sportello Unico per le Attività Produttive e Sportello Unico delle Attività Ricettive) al layout e al look & feel del portale istituzionale di Roma Capitale e abbiamo reso possibile, nel primo Municipio, la compilazione online del subingresso per l’Occupazione Suolo Pubblico (OSP) per Bar e Ristoranti”.

In attuazione del CAD e in linea con gli obiettivi strategici dell’Agenda Digitale, Roma ha inoltre aderito ai progetti nazionali dalle piattaforme applicative nazionali (SPID da Dicembre 2016, PagoPA, fatturazione elettronica, ANPR, CIE) e partecipa all’osservatorio nazionale ANCI per le Smart City.

Nonostante Roma non fosse stata inclusa nel progetto sperimentale sul 5G, grazie a protocolli aperti di intesa con Fastweb, Ericsson e ZTE abbiamo portato Roma Capitale tra le città leader nella sperimentazione delle tecnologie di connettività di nuova generazione, con un progetto #Roma5G che mira a sviluppare servizi basati sul 5G nelle aree della Cultura e del Turismo, della Mobilità e della Sicurezza. Il 22 febbraio 2018 è stato acceso il primo segnale 5G dimostrativo e il 17 dicembre è stato attivato un primo servizio di realtà virtuale alle Terme di Diocleziano.

L’obiettivo di tali protocolli è la cooperazione per la definizione di progetti con particolare attenzione alle applicazioni digitali per i settori "smart city" e IoT, arricchendo l’"ecosistema digitale della città", cogliendone le priorità strategiche di sviluppo e trasformandola in un laboratorio di innovazione digitale.

A giugno 2019 Roma Capitale e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) hanno siglato un protocollo di intesa su tecnologie satellitari e 5G per lo sviluppo di servizi innovativi per la città e per progettare e realizzare soluzioni e applicazioni basate sull’integrazione delle risorse satellitari con le reti mobili di quinta generazione.

Obiettivo della cooperazione tra le istituzioni è quello di arricchire le sperimentazioni del progetto #Roma5G avvalendosi delle professionalità e dell’esperienza tecnica messa a disposizione da ESA. Asset specifici quali osservazione della terra, sistema satellitare globale di navigazione (GNSS), comunicazioni satellitari saranno integrabili con le tecnologie 5G nei quattro ambiti verticali di intervento previsti dal progetto, sicurezza, mobilità, cultura e turismo, monitoraggio infrastrutture.

ESA, inoltre, supporterà le aziende appartenenti agli stati membri dell’Agenzia che si candideranno a sviluppare servizi che integrino tecnologie spaziali e 5G rispondendo ai requisiti proposti da Roma Capitale erogando finanziamenti e condividendo competenze.

Una città smart è anche una città connessa, per questo abbiamo puntato non solo allo sviluppo della fibra e alla sperimentazione del 5G, ma anche a facilitare l’accesso dei cittadini al Wi-Fi, semplificando la modalità di autenticazione, (DigitRoma Wi-Fi è uno dei servizi cui si accede anche con SPID), aderendo a WiFi-Italia.It, la rete federata nazionale Wi-Fi coordinata dal MISE, incrementando il numero degli hotspot, e spingendo verso la razionalizzazione e il rafforzamento del Data Center.

Non è sicuramente una rivoluzione, ma un altro passo verso la semplificazione e la trasformazione digitale: dal 31 gennaio 2019, non si pagano più i diritti di segreteria per i certificati anagrafici richiesti online. La richiesta online garantisce la piena validità, l’immediata disponibilità e, attraverso un Codice Identificativo Unico e un timbro digitale, l’unicità e l’integrità del certificato.

Questo intervento è stato evidentemente compreso dai cittadini romani vista la crescita dei numeri di accesso al sito e ai servizi online rilevata il 27 marzo 2019: i visitatori del portale istituzionale, che nel 2018 sono stati oltre 14 milioni, nel primo bimestre 2019 hanno visto un incremento del 4% della media giornaliera. Tra gennaio e febbraio del 2019 i download dal database “Deliberazioni e atti” del sito hanno raggiunto il numero di 120mila con un incremento di oltre il 30% rispetto agli ultimi due mesi dell’anno precedente. La percentuale di certificati emessi online, sul totale di quelli che si possono ottenere tramite il sito istituzionale, sale dal 51,8% del 2017 al 58,6% del 2018 al 66,7% dei primi due mesi del 2019. In particolare, sono stati quasi 588mila i certificati emessi online nel 2018, con quasi 80mila certificati in meno rilasciati allo sportello rispetto al 2017.

Sono oltre 360mila gli utenti registrati al Wi-Fi di Roma Capitale e, anche a gennaio 2019, si consolida a 17mila il numero medio di accessi effettuati per mese. Sempre più servizi di Roma Capitale utilizzano la piattaforma nazionale dei pagamenti PagoPA. A gennaio 2019 il valore dei pagamenti transitati attraverso il nodo PagoPA è stato infatti di 25.844.559 euro, superando il 94% del totale delle entrate del mese, contro una percentuale 2018 del 92%. Si tratta di risultati riconosciuti anche dall’indagine FPA-Dedagroup sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo, nella quale, sulle tre dimensioni di Digital Services, Digital PA e Digital Openness, Roma risulta tra le città più virtuose.