Cosa cambia con Sandro Piccinini in streaming

Sandro Piccinini (in mezzo) insieme con Alessio Conti e Pierluigi Pardo in una foto del 2018 
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Quando ero un ragazzo, c'erano le tv libere. E visto che abitavo a Roma, la domenica sera c'era Goal di Notte. Andava in onda su una piccola emittente laziale che ai tempi andava per la maggiore. Sfidava nientemeno che la Domenica Sportiva, che era come fare messa in parrocchia in concomitanza con la messa di Natale del Papa. Eppure molti preferivano Goal di Notte.

A suo modo era un programma pionieristico: un programma per innamorati del pallone. Per tutti quelli che in un gol, ma a maggior ragione in un gol mancato, leggono i versi di una poesia. Il senso della vita. Il demiurgo di Goal di Notte era Michele Plastino, che tra le altre cose ebbe la bravura di lanciare diversi ottimi giornalisti. Tra questi, Sandro Piccinini, che da lì spiccò il volo diventando una dei più apprezzati telecronisti su tutte le diverse piattaforme su cui in questi trent'anni abbiamo visto le partite di calcio. L'altra sera debuttava su Amazon Prime, per la finale della Supercoppa europea. "Esordio perfetto", hanno commentato in molti, come se da chi ti consegna qualunque pacco ovunque con precisioni cronometrica ci fosse da attendersi una qualche dose di improvvisazione. E poi: sempre bravissimo Piccinini. Certo, perché mai dovrebbe cambiare. Bravo era, bravo resta. Su una tv privata, sul digitale terrestre, sul satellite o in streaming, non cambia.

Epperò il modo di seguire il calcio sta cambiando e stiamo cambiando noi. Il calcio in streaming è la grande opportunità di questo paese per recuperare il ritardo digitale. Finalmente chi non trovava un motivo per fare un abbonamento alla banda ultralarga, fissa o mobile, lo farà e con quella connessione scoprirà che si possono fare un sacco di altre cose oltre che vedere le partite del prossimo campionato di serie A e una buona parte della Champions League. Epperò dobbiamo sbrigarci. Sbrigarci a portare la banda ultralarga laddove ancora non c'è, ne abbiamo parlato in questo spazio qualche giorno fa: piccoli paesi, soprattutto al Sud, soprattutto in montagna, ancora isolati. E dobbiamo sbrigarci per colmare il divario di competenze digitali che ancora hanno molti milioni di italiani, soprattutto da 60 anni in su, vissuti con un diploma di scuola elementare o media. Per molti di loro il digitale resta misterioso. Il mondo in cui viviamo appare loro incomprensibile. E Sandro Piccinini lo seguirebbero ancora sulla tv locale dove adesso ormai vendono solo pentole e tarocchi.

Il calcio è una grande occasione, ma nessuno va lasciato indietro.