La pessima idea di Amazon di far parlare i morti

La pessima idea di Amazon di far parlare i morti
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Immaginate di tornare a casa e di rivolgervi al vostro assistente vocale. Voi gli dite qualcosa e quello risponde con la voce di un vostro genitore, o del compagno o di un figlio. Che però sono morti. E però parlano, o almeno, diciamolo meglio: l’intelligenza artificiale che sta dentro gli assistenti vocali si è impossessata della loro voce per far dire loro cose che non hanno detto, che forse non avrebbero mai detto, e che comunque non potranno mai dire visto che appunto sono morti.

Riuscite a immaginare un utilizzo più cinico, macabro e stupido di una tecnologia? Ad Amazon no, evidentemente, perché questa cosa l’hanno presentata in pompa magna al loro evento annuale sul futuro, che è in corso in California: è stato un loro scienziato, Rohit Prasad, a farlo dicendo che, per esempio, visto che molti hanno perso parenti a causa del coronavirus, in questo modo potranno non solo risentire la loro voce, ma illudersi di poter ancora avere una conversazione con loro. Oppure, ha detto ancora, i nipotini potranno farsi leggere la favola lasciata a metà dalla nonna appena defunta. Sui social fra i giovani c’è una parola per definire cose così: creepy. Raccapricciante.

Il funzionamento della cosa è piuttosto semplice, ha spiegato lo scienziato di Amazon, ed è basato su un'applicazione dell’intelligenza artificiale: basta fornire una registrazione di qualche minuto del parlato di qualcuno (anche i messaggi vocali che ci ha mandato finché era in vita) e Alexa, l’assistente vocale di Amazon, da quel momento assumerà quella voce. Che ore sono, che tempo fa, mi dai la ricetta del cous cous, quali sono le ultime notizie? Ti risponde il caro estinto.

La cosa solleva un sacco di domande: è legale? A chi appartiene la voce di quelle registrazioni dopo che uno è morto? E ammesso che uno prima di morire ceda i diritti di utilizzo della propria voce, questo vuol dire che un criminale potrà simulare perfettamente la voce di un altro per compiere un reato? Più in generale: che problema grave ha esattamente chi ritiene che nel futuro prossimo vorremo far parlare gli assistenti vocali con la voce dei nostri cari defunti?

La chiamano Human-like Empathy, ovvero il tentativo di costruire delle macchine con un'empatia simile a quella degli esseri umani, ma qui è proprio l’umanità che sembra essere finita in un buco nero. L’unica speranza è quello che è accaduto in sala quando lo scienziato ha annunciato la cosa: un silenzio di tomba.