In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

L'evento sportivo più inquinante mai organizzato è in corso

L'evento sportivo più inquinante mai organizzato è in corso
(afp)
1 minuti di lettura

I Mondiali di calcio in Qatar, come sempre accade in questi grandi eventi planetari, sono uno specchio in cui riflettersi. Chi siamo davvero? Certo, il tema del giorno è l’eliminazione della Germania grazie anche a un gol del Giappone probabilmente da annullare. Se ne parla parecchio. Ma è davvero la cosa più importante accaduta in questi giorni in Qatar? Qui ne cito un paio.

La prima: questo Mondiale avrebbe dovuto essere, secondo la Fifa, il primo evento sportivo carbon neutral, ovvero fatto senza contribuire all’inquinamento e al cambiamento climatico. Al contrario, sarà quello che ha raggiunto il livello record di emissioni di anidride carbonica, mai così tante, senza contare il fatto che ogni giorno arrivano in Qatar 500 voli per portare tifosi che non hanno trovato camere negli hotel: 500 voli al giorno dal punto di vista delle emissioni sono un dato enorme.

Il problema però non è solo il Qatar, ovviamente, di cui si è molto parlato per la gestione disumana dei lavoratori immigrati e per la negazione dei diritti degli omosessuali. Il problema siamo anche noi: viene fuori che le magliette delle squadre di calcio che stiamo comprando per 150 euro nei negozi sono state cucite in alcuni Paesi asiatici dove i lavoratori prendono 3 dollari al giorno e dove ci sono stati licenziamenti di massa quando è stato chiesto un piccolo aumento. Ci sta ancora bene? Lo possiamo accettare?

Per evitare di pensare che i problemi siano solo causati dagli altri, magari da Paesi lontani, gli organizzatori del prossimo Mondiale, che si farà tra USA, Canada e Messico, prevedono di aumentare ancora la quantità di emissioni inquinanti. Ci sta bene? Possibile che tutto il nostro interesse per l’ambiente, il pianeta e i diritti delle persone si fermi davanti al calcio, mentre proprio il calcio potrebbe indicare a miliardi di persone un altro modo di fare le cose?