Albero dei Giusti al Bosco Virgiliano

Piantato ieri insieme al prefetto Cincarilli e a Emanuele Colorni

Da ieri nel parco di Bosco Virgiliano dimora l'albero dei Giusti, in ricordo di tutti coloro che hanno protetto la dignità umana durante le persecuzioni dei regimi totalitari. La collocazione della pianta, un tasso, è avvenuta proprio nella ricorrenza istituita dal Parlamento europeo a Strasburgo, che nel maggio 2012 scelse la data del 6 marzo come “European Day of the Righteous”, in memoria di Moshe Bejski, ebreo sopravvissuto alla follia nazista e divenuto in seguito magistrato, protagonista a Gerusalemme della Commissione dei Giusti per lo Yad Vashem. Gli studenti delle classi 3 e 4-F del liceo scientifico Belfiore, affiancati da 35 ragazzi del liceo di Dresda in Germania, ospiti dell’istituto scolastico mantovano per uno scambio culturale, hanno preso parte all'evento, con le autorità civili e militari, testimoniando un ideale passaggio del testimone per portare sempre alti i valori dell’uguaglianza e del rispetto tra i popoli. Alla cerimonia c’era anche Emanuele Colorni, presidente della Comunità ebraica mantovana, la cui famiglia si salvò grazie ad Antonio Lorenzini, il funzionario dell'ufficio Anagrafe del Comune di Lama Mocogno nel Modenese, che falsificò i documenti di identità. Lorenzini venne proclamato Giusto tra le Nazioni per il suo coraggioso impegno contro ogni forma di sopruso. «Questi giovani fanno capire che la memoria non è statica, ma propulsiva - ha affermato Giuliano Longfils presidente del consiglio comunale-. Bejski, morto il 6 marzo, ha allargato il concetto di Giusto, non più riferito solo a chi ha aiutato gli ebrei, ma anche a tutti quelli che si sono battuti perla dignità umana». A capo chino è stato osservato un minuto di raccoglimento, seguito da un fragoroso applauso. Il prefetto Carla Cincarilli ha ricordato come la provincia mantovana sia custode del ricordo del passato: «E' una comunità che crede in questi valori. L'unione tra i giovani deve essere presupposto per evitare che le atrocità possano ripetersi». Ha quindi invitato a combattere contro ogni forma di ingiustizia, «perchè anche così si fa democrazia». Tenere sempre alta la guardia contro le violenze è stata la sollecitazione di Francesca Zaltieri, vice presidente della Provincia.

Graziella Scavazza

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