Falchi: in mostra pittura e scultura di Paride e del figlio Aldo

E' già stata ribattezzata un esempio lampante e mantovano di quello che si intende quando una famiglia di artisti si racconta. Questo potrebbe essere il filo conduttore della mostra “Paride e Aldo...

E' già stata ribattezzata un esempio lampante e mantovano di quello che si intende quando una famiglia di artisti si racconta. Questo potrebbe essere il filo conduttore della mostra “Paride e Aldo Falchi. Pittura e Scultura”, che sarà inaugurata oggi, alle 18.30, alla Casa del Mantegna, dove resterà fino al 27 aprile. In esposizione 41 sculture, di cui quattro porcellane, realizzate da Aldo Falchi (classe 1935), affiancate da 57 dipinti risalenti all'epoca tra il 1930 ed il 1970 del padre Paride, scomparso nel 1995. In molti quadri riaffiora la vita rurale tra il Po e l'Oglio con omaggi a Sabbioneta e Breda Cisoni, in cui si scorge l'abitazione che nel 1939 fu di Wolmer Beltrami virtuoso della Fisarmonica. Frammenti della famiglia Falchi rivivono nelle sculture di Aldo, a partire dal busto del fratello Donatello che porta sulla fronte la maschera di Pantalone con la quale ha interpretato opere in piazza Castello al fianco di Paola Gassman ed Ugo Pagliai. «Ho voluto raffigurare i volti di mio nonno, mia figlia e mio nipote -ha spiegato Aldo-. In altre invece mi sono ispirato al Don Giovanni che sempre affascina». Una carriera sfavillante, che dura da 60 anni, vissuta con estrema semplicità, che lo ha portato a farsi conoscere in tutto il mondo: la meravigliosa scultura in ceramica della firma della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti, siglata nella sala congressi di Filadelfia e costruita in 200 copie, è stata acquistata dalla Casa Bianca nel 1974. L'unica riproduzione rimasta attualmente in Italia è esposta proprio alla Casa del Mantegna, custodita dentro ad una teca di cristallo antisfondamento. «Si nota subito la qualità delle opere di padre e figlio -ha commentato Francesca Zaltieri vice presidente della Provincia, ente che promuove l'evento insieme al Sistema dei Musei Mantovani-. Utilizzano linguaggi distinti, ma evidenziano il dialogo con i grandi movimenti artistici del ’900. Il tema delle nostre campagne viene affrontato con grande poesia». La mostra, che si snoda all'interno delle sale seguendo un ordine cronologico, resterà accessibile al pubblico rispettando i seguenti orari: da martedì a domenica 10-12.30; mercoledì e giovedì 15-17; sabato, domenica e festivi 15-18. Ingresso gratuito. (g.s.)

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