Naim Araidi: la poesia può unire i popoli

Domani alle 18 alla Casa del Mantegna con Canzoni di Galilea

La poesia può unire i popoli. Questo il più accattivante stimolo che Naim Araidi lancia in vista della sua presenza a Mantova. Poeta, insegnante, giornalista, diplomatico e personaggio chiave del dialogo interculturale in Medio Oriente, Araidi sarà ospite della Casa del Mantegna in via Acerbi 47 a Mantova. L'appuntamento è fissato per domani alle 18.

Il grande poeta arabo-israeliano appartiene alla minoranza religiosa dei Drusi, di derivazione musulmana, tra le poche etnie di fede non ebraica ammesse a servire nell'esercito regolare di Israele. Originario della Galilea, si è trasferito giovanissimo ad Haifa per completare la sua istruzione fino ad insegnare nella medesima Università, in quella di Bar-Ilan, al Gordon College of Education e all'Università Araba per l'Educazione in Israele. Presenta con stabile successo due programmi settimanali sulla rete televisiva israeliana Channel 2: uno rivolto al mondo dell'infanzia e un notiziario. Ha inoltre fondato la rivista Al-Aswar. Le sue opere, scritte in arabo e in ebraico, sono tradotte in diverse lingue. Nel 1994, in concomitanza con la seconda Intifada, Araidi ha ideato e fondato il Nissan Festival con l'intenzione di stabilire un canale di comunicazione fra le diverse religioni che popolano il Medio Oriente. Ogni anno, in occasione di questo festival, poeti di tutto il mondo si danno appuntamento per incontrare i propri “colleghi” arabi e israeliani. Il poeta è stato insignito, tra gli altri riconoscimenti, del Prime Minister's Award, del Creativity Prize for Arabic Literature e di un dottorato di ricerca honoris causa dalla World Academy for Arts.

Naim Araidi sarà a Mantova per creare ponti culturali e per presentare la sua raccolta di poesie Canzoni di Galilea, la prima edita in italiano e già disponibile in una seconda edizione ampliata. Il volume è pubblicato da Edizioni Seam di Roma. La poesia di Araidi è colta, ma di lucida chiarezza. I suoi versi sono ricchi di luoghi e figure che popolano la grande storia araba e israeliana. Ogni giorno di vita, guardando al passato e pensando al futuro, è per il poeta una conquista intellettuale e spirituale affascinante ed evocativa. La sua poesia è ricerca di una nuova consapevolezza, «un'occasione d'oro - scrive Stefania Battistella nella prefazione al libro - per provare a capire che l'uomo può scegliere di mettere assieme ciò che di buono riesce a trovare, a prescindere dalla lingua parlata e dal colore della pelle, creando così una sorta di superuomo nietzscheano più consapevole e degno dell'intelligenza e potenzialità che madre natura ha provveduto a donare, affermando così davanti a se stesso i valori, questa volta sì, più assoluti e giusti, senza il minimo pericolo di ricadere negli errori che la storia prontamente ci ricorda».

«Amo l'Italia - dice Araidi - e ritengo che il vostro Paese possa avere un ruolo importante di mediazione per contribuire alla pace fra palestinesi e israeliani. Penso anche che la letteratura e la poesia possano rappresentare una lingua comune a tutti gli uomini e le donne del mondo. Il mio impegno attuale è quindi di organizzare il maggior numero possibile di incontri per mettere a confronto idee diverse e portare avanti un discorso di comprensione interculturale con l'obiettivo di una riconciliazione che vada oltre ogni conflitto».

Il pomeriggio culturale di domani è organizzato dall'associazione La Corte dei Poeti con il patrocinio della Provincia di Mantova e in collaborazione con Associazione Culturale Movimento dal Sottosuolo e Seam Edizioni. Previsti interventi di Stefania Battistella, Beppe Costa, Igor Costanzo, Andrea Garbin e Stefano Iori. L'ingresso è libero.

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