“Il ventre di Napoli” secondo Arslan e Maragno

«Ebbe il dono del genio e non se ne accorse» scrisse il commediografo Roberto Bracco alla morte di Matilde Serao. La giornalista e scrittrice napoletana, è stata omaggiata ieri sera al Bibiena da...

«Ebbe il dono del genio e non se ne accorse» scrisse il commediografo Roberto Bracco alla morte di Matilde Serao. La giornalista e scrittrice napoletana, è stata omaggiata ieri sera al Bibiena da Antonia Arslan e dall’attrice Nicoletta Maragno, accompagnate dalla danzatrice Elena Friso e dalle musiche di La piccola bottega Baltazar. E’ stata svelata una stella in più della “galassia sommersa” composta dalle scrittrici italiane cadute nell’oblìo. «Donna vigorosa, fisicamente poco attraente-la descrive la Arslan- Seppe radiografare Napoli nella sua realtà, sviscerando il cuore delle cose». Nel 1884, in occasione dell’epidemia di colera, scrive il reportage “Il ventre di Napoli”, specchio delle condizioni dell’epoca: fame, gente stipata negli scantinati umidi dei vicoli più bui, miseria. «Non basta sventrare Napoli, bisogna rifarla» ammonisce la Serao. Prima telegrafista, poi giornalista. In un ’epoca, quella postunitaria, in cui le donne non potevano ancora votare.

La Serao sposa Edoardo Scarfoglio, anche lui giornalista, amico di D’Annunzio, firmatario dell’atto di nascita di “Il Corriere di Roma” e di “Il Corriere di Napoli”, oltre che di “Il Mattino” insieme alla moglie. Matilde Serao lo sposa, nonostante un aborto. I due avranno quattro figli prima del divorzio. La giornalista avrà poi da un avvocato la figlia Eleonora. La Serao lo racconta all’amica e confidente d’intelletto Neera, pseudonimo della scrittrice milanese Anna Zuccari Radius e a lei manda una rara fotografia della figlia. La Arslan ha rieditato il carteggio tra le due intellettuali e ha riscoperto anche il volto di Eleonora. Dall’Americana Edith Wharton, autrice di “L’età dell’innocenza” così scrisse della Serao. «Nonostante la cadenza e l’abbigliamento fossero stridenti, Matilde, quando parlava, era padrona della scena. In lei, la cultura e l’esperienza si fondevano nello splendore della sua poderosa intelligenza».

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