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E riapre la Camera degli Sposi

Il weekend di Pasqua porterà come sorpresa la restituzione definitiva a Mantova e a tutto il mondo dell'arte del capolavoro di Andrea Mantegna

Cristina del Piano
2 minuti di lettura

L’attesa è praticamente finita. La Camera degli Sposi riaprirà definitivamente al pubblico dal weekend di Pasqua (probabilmente dal 3 aprile). E nelle sale che accoglieranno la collezione Freddi i lavori sull’apparato decorativo sono a buon punto. Come pure sono conclusi gli interventi di consolidamento strutturale e miglioramento sismico della torre nord-est .
Per rendere tutta la torre antisismica, infatti, i restauri hanno interessato anche la sala sopra la Camera degli Sposi e quella sotto (Sala del Sole). In sostanza sono stati posati speciali rinforzi strutturali, ovvero angolari d'acciaio perimetrali alle stanze per rendere la struttura più resistente e capace di assorbire eventuali scosse sismiche. Ovviamente - come ha spiegato di recente l’architetto Antonio Mazzeri della Sovrintendenza ai beni architettonici di Brescia che ha firmato il progetto di restauro insieme al professor Paolo Faccio, dello Iuav di Venezia, la maggiore sicurezza degli ambienti circostanti permetterà di rendere più efficace anche l'intervento nella CameraPicta.
Il miglioramento sismico riguarda tutta la struttura che accoglie la Camera quindi con opere dal piano terra fino alle coperture.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) I capolavori della Collezione Freddi nelle sale di Palazzo Ducale]]

«Siamo felici di aver dato il giusto valore a tutto il castello – evidenzia la sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi – uno spazio che di fatto cessa di essere solo un mero contenitore della Camera Picta. L’idea era di valorizzare tutto l’edificio che ha sì nella Camera degli Sposi il suo straordinario “vessillo” ma ha anche altro da mostrare. Per questo - aggiunge - abbiamo voluto dare la giusta importanza al maniero creando, grazie anche alla generosità e alla collaborazione dell’imprenditore Romano Freddi, un museo a sè stante». Un’operazione - come evidenzia la sovrintendente - che punta a ridare la giusta visibilità al Castello di San Giorgio.
«E questo lo si intuirà già dall’ingresso dell’itinerario - aggiunge Paolozzi - che sarà appunto da piazza Castello. Una piazza non più parcheggio per auto, ma bensì un salotto che ben introduce il tour e risulta parte integrante del complesso. Tutti aspetti che, a mio avviso, il pubblico passando dall’ingresso principale della reggia non coglie». Tra le idee in cantiere anche il recupero del lato lungo della piazza oggi dismesso, che si dovrebbe realizzare in collaborazione con Slow Food e la Sovrintendenza. Obiettivo: creare un’accademia del gusto dopo il restauro del corpo di fabbrica che si estende su tre piani per un totale di circa 3000 mq. «Il castello attende poi il grosso dei lavori - conclude Paolozzi - interventi per un milione e mezzo di euro, fondi di emergenza dati dal Ministero. Dopo i lavori nella Rustica che partiranno nella seconda metà della primavera, si inizierà contestualmente con il consolidamento strutturale complessivo delle tre torri». E per la riapertura in vista della Camera degli Sposi? «Ci aspettiamo grande affluenza - conclude Paolozzi - parliamo di un’offerta museale che comprende pezzi veramente straordinari». In questo periodo inoltre nella Camera Picta è prevista un’ultima parte di lavori che riguarda il camino.
«Un intervento di rinforzo della canna fumaria - conferma il direttore del Castello di San Giorgio, Stefano L’Occaso - . Lo spessore in quel punto è minimo, parliamo di una testa di mattoni di circa sei-otto centimetri. Per questo si andrà a creare all’interno della canna un sistema di controllo della struttura, un’opera di prevenzione antisismica che andrà a rinforzare lo spessore murario in modo che ci sia un contenimento in caso di eventuali scosse». Scontato sottolineare che con la riapertura della “Camera più bella del mondo” gli ingressi lieviteranno ulteriormente. Il Ducale, comunque, vale la pena ricordarlo, pur con ancora due sezioni museali chiuse a causa del sisma, ha già festeggiato il suo personale “exploit” tra i musei italiani, con un bel 26,3 per cento in più di affluenze rispetto al 2013.
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